ANACAM MAGAZINE - n.3 luglio | settembre 2021
as real mobile rooms, furnished with carpeting, sofas and chandeliers. A liftman, or elevator operator, escorted the passengers during the long rides to the upper floors. The op- erator was an essential figure until 1924, when the lift was improved with automatic devices and able to stop at floors on without being manned. blasonato del Taipei 101, il Guangzhou CTF Finance Cen- tre, in Cina. Per raggiungere i suoi 530 metri si impiega- no 43 secondi, ad una velocità sensazionale che tocca i 72 km/h. Numeri da capogiro, ma niente paura: ogni ascen- sore è dotato di estreme misure di sicurezza e di un servi- zio di eccellente ingegneria che consente di evitare fastidi alle orecchie dei passeggeri, una sorta di regolazione della pressione atmosferica simile a quella utilizzata sugli aerei. I VECCHI PIANI ALTI Oggi i piani più apprezzati sono senza dubbio quel- li alti. Viste mozzafiato, maggiore riservatezza, attici da sogno. Prima dell’invenzione dell’ascensore però i pia- ni alti avevano affitti più bassi rispetto agli immobili si- tuati ai livelli inferiori. Con la praticità degli elevatori, tutto è cambiato, persino le “gerarchie”. Di conseguenza i benestanti hanno iniziato ad apprezzare quelli che una volta erano appartamenti destinati a persone meno ab- bienti. Arginato il problema dell’accessibilità senza fa- tica… il mercato immobiliare è decisamente cambiato! L’INCIDENTE ALL’EMPIRE STATE BUILDING A proposito di altezza, dal 1931 fino agli anni ’70, ad ag- giudicarsi il record tra tutti gli edifici del mondo fu l’Em- pire State Building. Oltre 380 metri per un totale di 102 piani, raggiungibili tutti con ben 73 ascensori. Un’altezza da primato certo, ma che nel 1945 mostrò anche il rove- scio della medaglia. A quella quota infatti, volano persino gli aerei. La seconda guerra mondiale stava volgendo al termine, quando un bombardiere B25 dell’esercito USA si schiantò contro l’Empire. A causare il tragico incidente fu una manovra errata del pilota, dovuta alla fitta nebbia con la conseguente scarsa visibilità. L’imponente edificio riu- scì a resistere al forte impatto, ma al momento della colli- sione l’aereo militare tagliò di netto il cavo di un ascensore che si trovava al piano numero 75. All’interno dell’eleva- tore si trovavano tre donne, due delle quali sopravvissero miracolosamente alla caduta dell’ascensore, che fu note- volmente attenuata dai freni di emergenza. QUELLI DI UNA VOLTA I primi ascensori si presentavano diversamente da quelli odierni, decisamente più minimal. In passato invece, era- no concepiti come delle vere e proprie stanze mobili, arre- date con moquette, divanetti e lampadari. Il lungo viaggio verso i piani alti era accompagnato da un liftman necessa- rio alla corsa. Il manovratore è stata una figura essenziale fino al 1924, quando l’ascensore fu migliorato con conge- gni automatici e in grado di fermarsi ai piani da solo. attual ità d i C . C . 40
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