ANACAM MAGAZINE - n.3 luglio | settembre 2021

Porte di piano e di cabina componenti importanti per la sicurezza coli, il 4, che stabiliva che “tutti gli accessi al vano dell’ascensore o del montacarichi devono essere muniti di robuste porte apribili verso l’ester- no od a scorrimento lungo la parete. Agli effetti delle presenti norme si denominano porte anche i cancel- li di chiusura degli accessi al vano.” Poche le ulteriori indicazioni tecni- che contenute nell’art. 4. L’altezza, ad esempio, doveva essere non minore di 1,90 m (per gli ascensori di Cate- goria A e B) e la distanza orizzontale tra porte di piano e porte di cabina non doveva essere superiore a 10 cm. Infine, nelle porte degli accessi al vano venivano ammesse griglie o traforati metallici aventi aperture di larghezza non superiore a 3 cm, sal- vo disposizioni diverse per gli ascen- sori di Categoria B e per i montacari- chi di Categoria C le cui cabine non fossero munite di porte di chiusura; venivano poi introdotte le spie (detti riquadri) in vetro di sicurezza negli ascensori di Categoria A e B purché rispondenti a determinate caratteri- stiche riportate nel decreto. Un’indi- cazione particolare, infine, vi era per le porte del tipo “flessibile” che non dovevano presentare tra le aste costi- tuenti le porte stesse, luci di larghez- za superiore a 12 mm. Come si nota, si parla indistintamente di porte e di cancelli, le disposizioni sono mol- to semplici e piuttosto superficiali, sicuramente lontane dai principi di sicurezza contenuti nelle disposizio- ni più recenti. Quelle del DL 600/45 sono disposizioni che determinano però la presa di coscienza che le por- te, o cancelli, sono tra i componenti dell’ascensore che concorrono a de- terminare la sicurezza complessiva dell’impianto. Successivamente al DL 600/45 esaminiamo il DPR 1497/63 che, come noto, è più preciso e pun- tuale sugli aspetti tecnici. Non a ca- so introduce, fin dalle definizioni, il concetto di porte di piano e porte di cabina stabilendo quanto segue: Porta automatica - Porta della ca- bina o del piano che viene aperta e chiusa da un meccanismo ausiliario. Porta del piano - Porta atta ad im- pedire l’accesso al vano di corsa quando la cabina non è presente. Serratura - Dispositivo meccanico per impedire, in condizioni di peri- colo, l’apertura della porta del piano, o del portello dell’apertura di cari- co, o della porta della cabina. Gli articoli contenuti nel DPR 1497/63, che di seguito in parte riportiamo, danno l’idea che dal 1945 le porte, come più in generale l’ascensore, hanno subito un’evoluzione tecnolo- gica che ha richiesto l’adeguamento, in alcuni casi pesante, dei conte- nuti delle disposizioni legislative. Non a caso le disposizioni con- tenute nel DPR 1497/63 distin- O scar wilde diceva che “non c’è una seconda occasio- ne per fare una buona prima impressione.” Questa frase può mol- to facilmente essere associata alle porte dell’ascensore che sono il pri- mo componente che si nota quando ci si avvicina ad un impianto e che pertanto determinano anche la pri- ma sensazione. Le porte di piano e di cabina rappresentano uno dei componenti più importanti per la si- curezza dell’ascensore. Sono la difesa contro la caduta nel vuoto dai piane- rottoli di sbarco dalla cabina e dalla cabina stessa, oltre che una difesa dal rischio di cesoiamento e urto e tanto altro, e hanno condiviso l’evoluzione normativa degli ascensori. Qual è la situazione normativa relativamente alle porte? Quali sono le novità più importanti introdotte dalle EN 81- 20 ed EN 81-50? Partendo da una veloce disamina dell’evoluzione nor- mativa associata alle porte in circa 80 anni di legislazione e normazione nazionale ed europea, vogliamo fare il punto su questo importante com- ponente dell’ascensore. Il Decreto Legislativo del 31 agosto 1945 n. 600 “Norme per la costruzione, l’instal- lazione e l’esercizio degli ascensori e dei montacarichi installati a scopi e usi privati”, regolamentava ovvia- mente le porte degli ascensori a cui dedicava uno dei primissimi arti- 58 NORMATIVA d i Pa o l o Tat t o l i

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