Troppi ascensori guasti e montascale fuori uso nella metropolitana della Capitale

Sono dodici le richieste che Disability Pride e Associazione Luca Coscioni hanno avanzato il 3 dicembre in occasione del flash mob organizzato a Castel Sant’Angelo, a Roma, per celebrare la giornata internazionale delle persone con disabilità. Proclamata dall’Onu nel 1981 per promuovere i diritti e il benessere dei disabili e la loro inclusione nella vita politica, sociale, economica e culturale, l’occasione è servita per esortare le Istituzioni a far rispettare le normative già esistenti e a ricordare che occorre tenere alta l’attenzione su quelli che sono i dodici diritti più frequentemente disattesi: vita indipendente; emergenza abitativa; assistenza protesica per tutti; tutele per i caregiver; città accessibili; accessibilità alla Pubblica Amministrazione; accesso ai servizi di tutela e sicurezza; inserimento lavorativo; sport per tutti; amore, affetti e sessualità; più fondi per la ricerca e naturalmente accessibilità ai trasporti. Una nota dolentissima, quest’ultima, per la Capitale che con ascensori fuori uso, scale mobili guaste e montascale inaccessibili vede discriminate fortemente tutte le categorie più deboli nell’uso di un servizio che dovrebbe essere a beneficio della collettività intera, la metropolitana. Un articolo del quotidiano La Repubblica fa un resoconto dettagliato di tutti gli ostacoli e i disservizi che quotidianamente cittadini e turisti sono costretti ad affrontare, e non sempre a superare, se decidono di muoversi con la metropolitana o con la linea ferroviaria Roma-Lido. A testimoniarlo non solo i dati riportati sulla home page del sito Atac ma anche una mini inchiesta condotta dalla giornalista Laura Barbuscia: su dieci stazioni visitate, ben otto presentavano dei disservizi. Insomma, l’accessibilità è un’utopia. In barba alle celebrazioni.

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