Impiegato postale annegato in un ascensore: tocca al Ministero dello Sviluppo Economico risarcire gli eredi

Dopo 26 anni di sentenze e ricorsi la Cassazione ha scritto finalmente la parola fine circa la responsabilità civile del caso Venturi, l’impiegato postale che il 25 settembre del 1991 morì annegato in un ascensore dell’edificio delle Poste in via Corridoni, a Pisa. Dopo un rimpallo infinito tra il Ministero, allora delle Poste e Telecomunicazioni, oggi dello Sviluppo Economico, e le Poste, i giudici di legittimità hanno stabilito che spetta al Dicastero risarcire gli eredi perché è il titolare “delle funzioni riferite alle complesse attribuzioni che riguardano la vigilanza ed in genere i poteri di indirizzo, coordinamento, vigilanza e controllo”.

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