Piattaforme e servoscala: quali requisiti per accedere al Superbonus?

Intervento del vicepresidente Anacam Mosanghini su “Il Sole 24 Ore”

Le piattaforme elevatrici e i servoscala sono apparecchi di sollevamento sempre più utilizzati, idonei al superamento delle barriere architettoniche in favore delle persone con ridotta o impedita capacità motoria, in particolare negli edifici esistenti privi di ascensore o dove vi è necessità di superare dislivelli limitati. L’art. 119 del decreto-legge 34/2020 (decreto rilancio), come modificato dalla legge di bilancio 2021, prevede che la loro installazione in edifici residenziali può beneficiare del Superbonus 110% se eseguita congiuntamente ad interventi “trainanti” di efficientamento energetico o di consolidamento antisismico.

L’Agenzia delle Entrate ha, inoltre, chiarito che gli interventi “trainati” finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, tra i quali ovviamente rientrano le piattaforme e i servoscala, possono accedere al Superbonus qualora rispondano alle specifiche tecniche della normativa di settore, nel caso di specie quelle riportate nel DM 236/89. 

Tutto ciò, se da una parte ha consentito l’accesso al Superbonus anche di questi importanti impianti, ha di contro evidenziato disallineamenti fra il richiamato DM 236/89 e le vigenti normative di settore - derivanti peraltro da direttive europee - creando così difficoltà nella corretta individuazione delle caratteristiche tecniche che gli impianti idonei all’abbattimento delle barriere architettoniche devono possedere per accedere ai benefici del Superbonus e anche del relativo regime IVA agevolato applicabileProviamo a fare chiarezza.

Nel regolamento approvato con il DM 236/89 del 14 luglio 1989 furono indicate le prime specifiche tecniche per gli apparecchi di sollevamento, diverse dagli ascensori che erano stati già regolamentati negli anni Quaranta. Piattaforme elevatrici e servoscala, che iniziarono ad avere una certa diffusione nei primi anni Ottanta, risentono ancora oggi di vincoli tecnici e di prodotto fissati oltre trent’anni fa, nonostante la tecnologia si sia progressivamente evoluta, sempre nell’ottica di una maggiore sicurezza.

L’articolo 4 del DM 236/89, che indica i criteri di progettazione per l’accessibilità dei diversi elementi dell’edificio, presenta i servoscala e le piattaforme elevatrici come apparecchiature “consentite in via alternativa ad ascensori negli interventi di adeguamento o per superare differenze di quota contenute”, precisando che fino all’emanazione di una normativa specifica le apparecchiature stesse devono essere rispondenti alle specifiche di cui al punto 8.1.13. Senza entrare nei dettagli, temi riguardanti le dimensioni minime per l’accesso cabina, la corsa degli impianti e la relativa velocità sono elementi oggi superati dalla necessaria rispondenza degli impianti introdotti sul mercato con certificazione UE alle direttive europee recepite a livello nazionale. 

Il richiamato rimando fatto dall’articolo 4 del DM 236/89 a una futura “normativa specifica” che avrebbe sostituito le specifiche tecniche originariamente indicate all’articolo 8.1.13, trova riscontro già pochi mesi dopo l’entrata in vigore dello stesso decreto, quando piattaforme e servoscala entrano nel campo di applicazione della prima Direttiva Macchine n. 89/392/CEE e, negli anni a seguire, in quella dell’ultima Direttiva Macchine n. 2006/42/CE, cui fanno capo le normative tecniche specifiche della serie UNI EN 81 che garantiscono il raggiungimento di un maggior livello di sicurezza e funzionalità, al passo con l’evoluzione della tecnologia.

In conclusione, sembrerebbe quindi consequenziale che oggi possano considerarsi a pieno titolo conformi alla normativa tecnica di settore per l’abbattimento delle barriere architettoniche le apparecchiature che rispondono ai requisiti di sicurezza delle direttive europee e alle specifiche tecniche delle norme europee armonizzate emanate dopo l’entrata in vigore del DM 236/89, vale a dire la norma EN 81-40 per i servoscala e la EN 81-41 per le piattaforme elevatrici per disabili.

A esprimere la posizione di Anacam, un articolo pubblicato il 30 novembre scorso da “Il Sole 24 Ore” che ha raccolto la dichiarazione del vicepresidente nazionale Anacam Piero Mosanghini. Se ne consiglia la lettura.

ARTICOLO IL SOLE 24 ORE

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