ANACAM MAGAZINE - n.1 gennaio | marzo 2021

62 alla consegna degli impianti, mentre andavo a pranzo con i mei clienti, mi ha chiamato per avvertirmi del suo arrivo; ho lasciato le persone con cui mi trovavo e mi sono precipi- tato a mangiare un panino con Giovanni e suo figlio Chec- co… Anche se a volte il lavoro sembra prendersi tutto quello che abbiamo di buono, l’affetto, il rispetto, i sentimenti per una persona come lui, mi hanno portato via da quell’im- pegno e mai dimenticherò quel pomeriggio, quando, prima di correre a prendere il treno, ho accompagnato Giovanni alla macchina e abbracciandolo gli ho detto “ti voglio bene, amico mio”. Anche nella gestione di quel lavoro fatto insieme, si è dimo- strato un signore, palesando serietà, professionalità e una grande conoscenza del nostro mestiere. Ma lui era così. Nel mio ultimo editoriale a giugno del 2016, alla fine del mio mandato da presidente Anacam, scrissi “Credo che alla fine, quando si fanno i bilanci, le cose che ti restano di più sono i rapporti umani, che in molti casi, con molti di voi, sono stati straordinari, illuminati sempre dal sorriso e raf- forzati da un sano spirito costruttivo”. È proprio così, e il rapporto con Giovanni ne è una conferma. Sicuramente Giovanni Cavallaro era benvoluto da tutti e resterà nei nostri cuori. Conosciuto sul lavoro, ma diventato uno di noi, ha vissuto come una persona perbene. Ciao Giovanni. to lunch with my customers, he called me to inform me of his arrival; I excused myself and rushed to have a sandwich with Giovanni and his son Checco ... Even if sometimes work seems to take all the good in us; affection, respect, feelings for a person like Giovanni, they pulled me away from work and I will never forget that afternoon, when, before rushing to the train, I walked Giovanni to the car, hugged him and said “I love you, my friend”. Even during that very work experience, he proved to be a gen- tleman, displaying genuineness, professionalism and a great knowledge of our business. That is simply who he was. In my last editorial in June 2016, at the end of my term as president of Anacam, I wrote “I believe that in the end, when you take stock, what really counts are human relationships, which with many of you were extraordinary, always bright- ened by a smile and strengthened by a healthy constructive spirit”. I stand by my words, and the relationship I had with Giovanni validates them. Giovanni Cavallaro was certainly loved by everyone and he will stay in our hearts. We may have met at work, but he be- came one of us, one who lived an upstanding life. So long Giovanni. RICORDO d i M i c h e l e M a z z a r d a

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