cato di realizzare un’opera o un servizio dal committente, affida a un altro soggetto il compimento degli stessi lavori o di parte di essi. Si tratta di un contratto derivato dall’originario contratto d’appalto dal quale dipende. Volendo circoscrivere tali brevi considerazioni alla disamina delle problematiche del subappalto nei rapporti tra privati, possiamo tralasciare la normativa specifica contenuta nel codice degli appalti pubblici e segnalare che norme regolatrici del subappalto sono le stesse norme regolatrici dell’appalto e sono contenute nel Codice Civile, Libro Quarto “delle obbligazioni”, Titolo III “dei singoli contratti”, Capo VII “dell’appalto” dagli artt. 1655-1677. Il Codice Civile non descrive il subappalto, ma all’art. 1655 c.c. definisce l’appalto come quel contratto nel quale una parte (l’appaltatore) assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro. Vi è una sola disposizione specifica (art. 1656 c.c.) espressamente dedicata al subappalto, nella quale non si riscontra una definizione dell’istituto in questione, ma certamente i suoi presupposti. Detta disposizione stabilisce che l’appaltatore non può dare in subappalto l’esecuzione dell’opera o del servizio senza l’autorizzazione del committente. È, quindi, fondamentale per la valida esistenza del contratto di subappalto che lo stesso sia autorizzato dal committente. Ciò inquanto alla base del rapporto principale di appalto c’è la fiducia reciproca tra committente e appaltatore, che hanno reciprocamente valutato le capacità professionali, l’organizzazione e la solvibilità l’uno dell’altro. Si dice che il contratto di appalto si basa sul cosidetto “intuitus personae” (ossia la rilevanza delle qualità personali e professionali del contraente) e, nell’ipotesi in cui l’appaltatore decida di subappaltare l’opera, è giustificata la limitazione imposta a quest’ultimo circa la possibilità di affidare i lavori oggetto di appalto ad un subappaltatore ed è comprensibile la necessità del consenso del committente, il quale non deve porre divieti o rifiuti inmerito. Nel contratto principale di appalto può essere già prevista la facoltà per l’appaltatore di subappaltare l’opera. Ove mancasse tale previsione, è necessario ottenere un’esplicita autorizzazione del committente all’affidamento dei lavori in subappalto. Con la sottoscrizione del contratto di subappalto l’appaltatore non è liberato dagli obblighi imposti dall’appalto e ne risponde comunque al committente. I due contratti rimangono autonomi tra loro e non si costituisce alcun rapporto giuridico diretto tra il committente principale e il subappaltatore, non potendo l’uno agire direttamente nei confronti dell’altro e rimanendo a carico dell’appaltatore la responsabilità per il compimento dell’opera o del servizio nei confronti del committente originario. Il subappalto non determina, quindi, il sorgere di diritti od obblighi reciproci tra committente originario e subappaltatore, nemmeno a volerne ipoteticamente ritenere la sussistenza per via dell’autorizzazione espressa dal primo all’esecuzione delegata dei lavori, necessaria soltanto a rendere valido ed efficace il subappalto, nell’ambito del quale il subappaltatore deve rispondere del proprio operato solo all’appaltatore. In tema di responsabilità per l’esecuzione dell’opera o del servizio interviene l’art. 1670 c.c. secondo il quale l’appaltatore, per agire in regresso nei confronti dei subappaltatori, 20 This is a contract which derives from the original contract on which it depends. Limiting these brief considerations to the investigation of the problems of subcontracting between private individuals, the specific legislation contained in the public procurement code can be left out and the focus can be on the subcontracting regulations being the same as those governing the contract contained in the Civil Code, Fourth Book “of obligations”, Title III “of individual contracts”, Chapter VII “of the contract” fromArticles 1655-1677. The Civil Code does not describe subcontracting, but in art. 1655 of the Italian Civil Code it defines the contract as one in which a party (the contractor) assumes, with the organization of the necessary means and managing at their own risk, the completion of a work or service for a certain sum of money. There is only one specific provision (Article 1656 of the Civil Code) expressly dedicated to subcontracting, in which there is no definition of the institution in question, but its conditions are defined. This provision establishes that the contractor cannot subcontract the execution of the work or service without the authorization of the client. The client’s authorization is therefore essential for the valid existence of the subcontracting agreement. This is because the basis of the main contract relationship is the mutual trust between the client and the contractor, who have mutually evaluated each other’s professional skills, organization and solvency. It is said that the contract is based on the so-called “intuitus personae” (i.e. the relevance of the contractor’s personal and professional qualities) and, in the event that the contractor decides to subcontract the work, the limitation imposed on the latter on entrusting the contracted works to a subcontractor and naturally there is the need for the client’s consent, who must not impose any prohibitions or refusals in this regard. The contractor may already have the right to subcontract the work in the main contract. Should this provision be lacking, it is necessary to obtain an explicit authorization from the client to assign the subcontracted works. By signing the subcontracting contract, the contractor is not released from the obligations imposed by the contract and is still liable for any breach of contract. The two contracts are independent of each other and no direct legal relationship is established between the main client and the subcontractor, one being unable to act directly against the other and the contractor being responsible for the completion of the work or service to the original client. Therefore subcontracting does not lead to the emergence of reciprocal rights or obligations between the original client and the subcontractor, not even to hypothetically consider their existence due to the authorization expressed by the former to delegate the works, which is only necessary to make subcontracting valid and effective, so the subcontractor is accountable for his work only to the contractor. In terms of responsibility of performing the work or service, art. 1670 of the Italian Civil Code according to which the contractor, in order to take recourse against subcontractors, must, under penalty of forfeiture, notify them of the complaint of defects and faults in the work within sixty days of its receipt by the client. Therefore Art. 1670 of the Italian Civil Code confirms that there is no direct liability of the subcontractor towards the client. SUBAPPALTO E DINTORNI D i C o s ta n z a N u c c i e E d o a r d o T o s c a n i *
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