ANACAM MAGAZINE - n. 2 apr | giu 2022

42 si tratta di investimenti a medio-lungo termine. Gli altri elementi negoziali sono i tassi di interesse applicati e le relative coperture, le garanzie e l’applicabilità dei benefici della legge Sabatini, cioè una riduzione in conto tasso. La seconda formula di acquisto dei beni tramite leasing, secondo i principi contabili italiani prevede sempre la registrazione dell’investimento sotto forma di canoni iscritti a conto economico, con l’iscrizione del solo valore di riscatto residuo nell’attivo patrimoniale al termine del contratto. Anche in questo caso le formule agevolative sono applicabili, in quanto il leasing è considerato lo strumento tecnico con cui è finanziato l’investimento, i cui principi sottostanti sono gli stessi di un investimento diretto, cioè l’utilizzatore si assume tutti i rischi e le obbligazioni relative alla gestione del bene. Ovviamente, anche in questo caso, i tassi di interesse, i costi accessori e le garanzie devono essere negoziati con la controparte finanziaria. Il leasing appalto in caso di costruzione di un edificio per la sede ed uffici, può essere una ottima formula per alleggerire gli impegni finanziari correnti, in quanto è sostanzialmente la società di leasing che si fa carico degli acconti sui lavori, trasferendo il bene finito all’utilizzatore, una volta terminato il cantiere e quando il bene è pronto all’uso. Per l’ultima formula identificata, cioè quella del noleggio, sicuramente può essere interessante da un punto di vista di flessibilità e come soluzione applicabile, ma non consente di usufruire delle agevolazioni esistenti, in quanto il bene è di un terzo soggetto, che lo concede in locazione, e sarà trasferito all’utilizzatore solo al termine del periodo contrattuale. Fino a tale passaggio l’utilizzatore non sta realizzando un investimento, ma ha solamente i benefici dell’uso del bene. Anche tale formula è soggetta alla definizione degli elementi economici, cioè la durata e i costi relativi, cioè quelli finanziari impliciti e del servizio messo a disposizione da parte del concedente. Per avere una linea comune di lettura su quale formula preferire è opportuno ricordare che le prime due, cioè l’investimento diretto finanziato da un mutuo o da un finanziamento di medio termine, ed il leasing, sono strumenti che sono identificati nibili a livello aziendale, si procede al relativo esame delle alternative possibili. Tecnicamente è opportuno analizzare le tre formule da un punto di vista di rappresentazione di bilancio e di relativo impatto finanziario. Per gli investimenti diretti se si tratta di beni ad utilizzo pluriennale saranno iscritti nell’attivo patrimoniale e soggetti ad ammortamento, secondo la loro vita economico tecnica (ad esempio immobili 30 anni, impianti ed attrezzature tra gli 8 o 10 anni, mezzi di trasporto 4 anni). Gli investimenti diretti sono agevolabili per i protocolli industry 4.0 che consentono l’ottenimento di un credito d’imposta a determinate condizioni, ed anche per eventuali contributi in conto impianto a fondo perduto secondo i diversi protocolli del PNRR, che saranno oggetto di bandi futuri. Da un punto di vista finanziario un investimento può essere supportato da capitale proprio cioè attraverso l’impiego della liquidità già in eccesso in azienda, rispetto ai fabbisogni ordinari di capitale circolante, oppure da un finanziamento dedicato, per il quale è necessario almeno avere una coincidenza di durata, dato che INVESTIMENTI D I A l e s s a n d r o C e r i a n i *

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