52 obbligatori, ma che per ora non hanno un utilizzo pratico conveniente in generale in Italia. È pur vero che, se un ascensore medio italiano consumasse, indicativamente, tra i 1.500 e i 2.000 kWh all’anno, il milione circa di ascensori in funzione nel nostro Paese ne consumerebbe 1.5/2 miliardi di kWh, che in assoluto non sono pochi. La valutazione della società Terna per il 2018 era di una domanda nazionale annua di energia elettrica di circa 321 miliardi di kWh, di cui quindi gli ascensori rappresenterebbero lo 0.5/0.6%. La domanda domestica, che potremmo assimilare con una certa approssimazione a quella residenziale, è di 85 miliardi di kWh, di cui il consumo ipotizzato per gli ascensori sarebbe del 2/2.5%. Occorre sapere che i consumi fissi (da fermo, secondo il linguaggio tecnico “in standby”) degli ascensori elettrici ed idraulici in genere non differiscono molto, mentre quelli in corsa penalizzano gli impianti idraulici. Però, sotto diciamo le 35.000 corse all’anno, cioè circa 100 corse al giorno in media (il dato dipende da diversi fattori), quelli fissi superano quelli in corsa, dunque occorre concentrarsi sulla riduzione dei primi. A maggior ragione le piattaforme idrauliche per disabili (che di fatto ormai sono dei piccoli ascensori), che servono pochissimi piani ed hanno o dovrebbero avere traffico molto basso, non consumano più dei relativi impianti elettrici (a fune), e i consumi fissi rappresentano quasi il totale rispetto a quelli in corsa. Comunque, un miglioramento per esempio del 10% dell’efficienza energetica del parco ascensori esistente porterebbe un risparmio non trascurabile di 150/200 milioni di kWh all’anno. A questo scopo alcune operazioni, in particolare la sostituzione dell’illuminazione tradizionale con LED e il suo spegnimento quando non in marcia, non sono costose ma danno o daranno un significativo contributo: non di meno un kWh al giorno per impianto, 365 kWh all’anno, per un milione di impianti, diventa in totale 365 milioni di kWh, circa il 20% del consumo annuo che abbiamo appena stimato. In realtà è probabile che già ora buona parte del parco disponga di questo sistema di illuminazione. Sarebbe anche bene, negli ascensori idraulici, creare condizioni per non dover riscaldare l’olio con resistenze, o collegarle a termostati che le mettano in funzione solo quando il fluido idraulico è effettivamente tanto freddo da determinare disagi nel funzionamento dell’impianto. Ciò dipende anche da dov’è situato il locale macchine, dal suo isolamento termico, dal fatto che sia riscaldato o meno. Negli impianti che rispondono a esigenze semplici, si dovrebbero evitare soluzioni con impieghi sovrabbondanti di dispositivi elettronici, che hanno un proprio consumo in standby di entità rilevante sul totale, a meno che la tecnologia moderna (o modernizzabile) dell’impianto non lo riduca, spegnendo, in sostanza, tutte le apparecchiature non indispensabili durante la fase di standby (ma così determinando un piccolo ritardo nella partenza dell’impianwe could assimilate with a certain approximation to the residential one, is 85 billion kWh, of which the assumed consumption for the lifts would be 2/2.5%. It should be known that the fixed consumption (when stationary or “in standby”, according to the technical language) of electric and hydraulic lifts generally do not differ much, while running ones affect the hydraulic systems. However, under 35,000 runs per year, i.e. about 100 runs per day on average (the figure depends on various factors), idle ones exceed running ones, therefore it is necessary to concentrate on reducing the former. All the more reason for the hydraulic lifting platforms for the disabled (which in fact are now small lifts), which serve very few floors and have or should have very low traffic, do not consume more than the related electrical systems (ropes), and stand-by consumption is almost the total compared to running consumption. However, even a 10% improvement in the energy efficiency of the existing lift fleet would lead to significant savings of 150/200 million kWh per year. To this end, some operations, in particular replacing traditional lighting with LEDs and its switching off when not running, are not expensive but give or will give a significant contribution: at least one kWh per day per installations, 365 kWh per year, for one million installations, it becomes a total of 365 million kWh, about 20% of the annual consumption that we have just estimated. Actually, a large percentage of the total may already have this lighting system. It would also be good, in hydraulic lifts, to create conditions so as not to have to heat the oil with resistances, or to connect them to thermostats which activate them only when the hydraulic fluid is actually so cold as to cause issues to the system. This also depends on where the engine room is located, its thermal insulation, whether it is heated or not. Systems that respond to simple needs should avoid solutions with excessive use of electronic devices, whose own standby consumption has a significant effect on the total, unless the modern (or modernizable) technology of the system does not reduce it, switching off, essentially, all the non-essential equipment during the standby phase (but thus determining a small delay in the start-up of the system upon call). For those interested, the text “Lifts, energy, environment” is available, which the association of lift operators Anacam has published this year, the work of the writer, detailing these energy aspects and including the more general theme of environmental sustainability, which nowadays is certainly not marginal. Lastly, the comparison between the cost of lift maintenance, essential to ensure its functionality and safety (accidents are infrequent, but they do occur, and we, our children, our parents travel in the car), and the electricity attual ità d i G i u s e p p e I o t t i
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