18 ESG (Environmental, Social, Governance) è un acronimo sempre più ricorrente che si riferisce a criteri di sostenibilità in ambito ambientale, sociale e di governance aziendale. Non si tratta di una vuota dichiarazione di sensibilità a questi temi, bensì di un vero e proprio approccio programmatico ed operativo volto all’applicazione concreta di queste politiche. La prospettiva non è più solo quella della sostenibilità tradizionale dell’impresa, ovvero economica, che costituiva il principale parametro di valutazione della solidità di un’azienda, per quanto naturalmente lo resti ancora. La misurazione dell’impatto ambientale delle attività e l’attuazione di misure volte a ridurlo, limitando i rischi legati ai cambiamenti climatici, non sono semplicemente dettati dal buonsenso ma previsti per legge, in misura progressivamente più stringente. Lo stesso vale per il rispetto dei diritti civili e lavorativi, la parità di genere, la salubrità dell’ambiente lavorativo, l’assenza e il contrasto di misure discriminatorie, l’applicazione di un’etica retributiva. Non dimentichiamoci della governance, cioè il sistema tramite il quale un’organizzazione opera e viene controllata. Legalità, analisi dei rischi, rispetto dei diritti degli azionisti e dei terzi, contrasto alla corruzione, vengono formalizzati in modelli organizzativi che la direzione e l’eventuale management si impegnano a rispettare e a far rispettare. Un approccio etico e virtuoso che però non si discosta dall’economia, ma vi affonda le radici. ESG E SRI ESG è la moderna declinazione del CSR (Corporate Social Responsibility), modello adottato già negli anni ‘80 da parte di aziende medio-grandi, principalmente anglosassoni. Fra i fattori stimolanti vi furono le svariate “class action” promosse per combattere i fenomeni discriminatori, sociali e ambientali, che misero a serio rischio la continuità aziendale di diverse società e imposero una riflessione per garantire una stabilità di lungo periodo. In reazione alla crisi della finanza speculativa di inizio millennio, con il crollo del NASDAQ e la crisi dei mutui subprime, nacque il Socially Responsible Investing (SRI). Il SRI rappresenta una strategia di investimento che combina il rispetto di obiettivi etici come la responsabilità ambientale, la giustizia sociale, la governance aziendale e la sostenibilità economica alla naturale ricerca di un profitto equo. Un aspetto essenziale del SRI è la lotta alla corruzione che richiede l’implementazione di politiche aziendali mirate a prevenire pratiche illecite all’interno dell’azienda e nelle relazioni con fornitori e clienti. Tra le azioni necessarie vi sono la formazione e la sensibilizzazione dei dipendenti sui rischi della corruzione e su come contrastarla, oltre alla creazione di canali sicuri e anonimi per la segnalazione di comportamenti non etici o illegali. Non si tratta semplicemente di azioni volte al miglioramento dell’immagine pubblica e della reputazione. Diversi studi dimostrano che le società che adottano solide pratiche ESG (Environmental, Social, Governance) is an increasingly common acronym that refers to sustainability criteria in the environmental, social and corporate governance spheres. It is not an empty declaration of sensitivity to these issues, but rather a real programmatic and operational approach aimed at the concrete application of these policies. The perspective is no longer just that of traditional corporate sustainability, i.e. economic sustainability, which used to be the main yardstick for assessing a company’s soundness, though of course it still remains so. The measurement of the environmental impact of activities and the implementation of measures to reduce it, limiting the risks of climate change, are not simply dictated by common sense but required by law, to a progressively more stringent extent. The same applies to respect for civil and labour rights, gender equality, a healthy working environment, the absence and contrast of discriminatory measures, and the application of ethical pay. Let us not forget governance, i.e. the system through which an organisation operates and is controlled. Legality, risk analysis, respect for the rights of shareholders and third parties, and the fight against corruption are formalised in organisational models that the management and any management undertake to respect and enforce. An ethical and virtuous approach that does not deviate from economics, but is rooted in it. ESG AND SRI ESG is the modern declination of CSR (Corporate Social Responsibility), a model adopted as early as the 1980s by medium-sized, mainly Anglo-Saxon companies. Among the stimulating factors were the various ‘class actions’ brought to combat discriminatory, social and environmental phenomena, which seriously jeopardised the business continuity of several companies, and forced a reflection to ensure long-term stability. In reaction to the speculative finance crisis at the beginning of the millennium, with the collapse of the NASDAQ and the subprime mortgage crisis, Socially Responsible Investing (SRI) was born. SRI represents an investment strategy that combines respect for ethical goals such as environmental responsibility, social justice, corporate governance, and economic sustainability with the natural pursuit of a fair profit. An essential aspect of SRI is the fight against corruption, which requires the implementation of company policies aimed at preventing unlawful practices within the company and in relations with suppliers and customers. Necessary actions include training and awareness-raising of employees on the risks of corruption and how to counter it, as well as the creation of safe and anonymous channels for reporting unethical or illegal behaviour. These are not simply actions to improve public image and reputation. Several studies show that companies that adopt sound ESG practices gain resilience, enjoy lower cost of capital and less volatility, reduce litigation costs, and see their corporate image improved. Large interGESTIONE AZIENDALE DI ALESSANDRO CATTELAN* E GIUSEPPE IOTTI**
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