20 GESTIONE AZIENDALE DI ALESSANDRO CATTELAN* E GIUSEPPE IOTTI** ESG acquisiscono resilienza, godono di minore costo del capitale e minore volatilità, riducono i costi relativi a controversie, vedono migliorata la loro immagine aziendale. I grandi gruppi internazionali, incluse le multinazionali del settore, hanno già adottato il Socially Responsible Investing e in futuro prediligeranno sempre più collaborare e investire in società “sostenibili”. Questo implica che le grandi aziende si rivolgeranno a fornitori che rispettino i criteri ESG e saranno interessate ad acquisire aziende che abbiano già integrato pratiche sostenibili. Oggi questo sentimento è stimolato anche dai Governi che renderanno progressivamente obbligatorio adeguarsi per varie categorie di soggetti, attuando una pressione normativa. Con la certificazione ESG le società ottengono un rating, un vero e proprio indice di sostenibilità, e sono obbligate a redigere e pubblicare annualmente un bilancio di sostenibilità. Si tratta di una rendicontazione non finanziaria che informa sulle azioni intraprese e i risultati ottenuti. L’obbligo è già attivo per le società quotate e di pubblica utilità (banche, assicurazioni, fondi di investimento, Istituzioni). Lo diventerà, grazie alla nuova direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), per oltre 50.000 aziende in Europa che soddisfano almeno due criteri tra fatturato superiore a 40 milioni di euro, patrimonio netto superiore a 20 milioni di euro e numero di dipendenti superiore alle 250 unità. Sebbene il tema sia oggetto di valutazione, non esiste attualmente alcun obbligo per le PMI non quotate. A prescindere dalla virtuosa sensibilità dei singoli a queste tematiche; vi sono, però, una serie di motivazioni opportunistiche, come abbiamo già visto, che potrebbero spingere delle aziende ad affrontare questo percorso anche nel nostro settore. Proviamo a valutarne alcune. ACCESSO AL CREDITO Banche e Istituzioni finanziarie non solo applicano al proprio interno le politiche ESG ma favoriscono, ove possibile, clienti che fanno lo stesso. Ovviamente non si può prescindere dal rating dell’azienda finanziata e dal rispetto dei criteri previsti dal sistema normativo bancario Basilea 3, ma il miglioramento del proprio score (o punteggio) significa accesso ad opportunità più favorevoli e tassi più competitivi. GARE PUBBLICHE Il Codice degli Appalti, anche noto come Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), nell’articolo 57 tratta delle “clausole sociali del bando di gara e degli avvisi e criteri di sostenibilità energetica e ambientale”. Le stazioni appaltanti devono definire criteri premianti o vincolanti in questo senso. Le “clausole sociali” necessarie sono stabilità occupazionale, applicazione CCNL e contratti territoriali di settore, pari opportunità, condizioni economiche e contrattuali dei subappaltatori. Le “clausole ambientali” fanno riferimento ai CAM, Criteri Ambientali Minimi, definiti nel Piano per la sostenibilità ambientale national groups, including multinational corporations, have already adopted Socially Responsible Investing, and will increasingly prefer to collaborate and invest in ‘sustainable’ companies in the future. This implies that large companies will turn to suppliers that meet ESG criteria and will be interested in acquiring companies that have already integrated sustainable practices. Today, this sentiment is also stimulated by governments that will progressively make it mandatory for various categories of actors to comply, implementing regulatory pressure. With ESG certification, companies obtain a rating, a real sustainability index, and are obliged to draw up and publish a sustainability report annually. This is non-financial reporting that informs about the actions taken and the results achieved. The obligation is already in place for listed and public companies (banks, insurance companies, investment funds, institutions). It will become so, thanks to the new CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), for more than 50,000 companies in Europe that meet at least two criteria: turnover of more than EUR 40 million, shareholders’ equity of more than EUR 20 million and number of employees of more than 250. Although the topic is being evaluated, there is currently no obligation for unlisted SMEs. Regardless of the virtuous sensitivity of individuals to these issues, there are, however, a number of opportunistic motivations, as we have already seen, that could prompt companies to take this path in our sector as well. Let us try to assess some of them. ACCESS TO CREDIT Banks and financial institutions not only apply ESG policies internally but favour, where possible, customers who do the same. Of course, the rating of the company being financed and compliance with the criteria of the Basel III banking regulatory system cannot be disregarded, but improving one’s score means access to more favourable opportunities and more competitive rates. PUBLIC TENDERS The Procurement Code, also known as the Public Contracts Code (D.Lgs. 36/2023), in Article 57 deals with ‘social clauses in tender notices and energy and environmental sustainability criteria’. Contracting authorities must define rewarding or binding criteria in this respect. The required ‘social clauses’ are employment stability, application of collective labour agreements and territorial sector contracts, equal opportunities, economic and contractual conditions of subcontractors. The ‘environmental clauses’ refer to the Minimum Environmental Criteria (Italian: CAM, Criteri Ambientali Minimi), defined in the Plan for the environmental sustainability of consumption in the public administration sector, adopted by ministerial decree. It must be said that for the time being, small tenders generally do not take these elements into account, but this is the marked direction.
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