16 of 1%, we will hardly cover the cost of money, especially in this period of rising interest rates, or the value of depreciation, which has regained continuity, compared to the emergency suspension of the Covid rules. We have found a good parameter from the point of view of measuring economic performance, but patrimonially how do we measure the sustainability of our company, i.e. its ability to last? Let’s talk about debts: but what are the debts on which to have a constant focus? These are financial debts, which are measured as bank debts and debts to other lenders (all excluding shareholders) net of cash and cash equivalents, plus debts that accrue interest or those over 12 months such as severance pay. This sum, defined as the net financial position (NFP), is divided by the EBITDA value for the year. The NFP/EBITDA parameter tells us how many times operating profits must be used to repay net financial debts. It is clear that parameters greater than 4 times can indicate a critical threshold, as it potentially means that a company will take more than 4 years to repay its debts, without considering market or product/service uncertainty effects that could raise this parameter. Lastly, the DSCR (DEBT SERVICE COVER RATIO), which is nothing more than a simplified measurement of repayment capacity. From the annual balance sheet to the net profit we add the value of depreciation and amortisation, which are technically non-cash costs. This value represents the ability to generate available cash flow, obviously in a context where receivables are collected and turnover does not turn into bad debts. This flow parameter has to be compared with the total instalments for the year of the loans that have to be repaid. If the flow is higher than the capital instalments that must be repaid, it means that the company generates an adequate amount of cash and is profitable, while if the flow is lower, it means that there is a potential crisis situation in which the directors and shareholders must be ready to intervene, in order to sustain the company’s long-term financial equilibrium. With these three simple parameters, we have a quick financial check-up that should not only be carried out when preparing the balance sheet, but also during the year to prevent distress phenomena that, if not caught in time, can generate serious damage to the company itself. * Chartered accountant, auditor, contracted university lecturer za effetti distorsivi di altre gestioni. Il dato è comparabile con le serie storiche della società stessa ma anche con i propri concorrenti diretti oppure le migliori aziende di settore. Questo primo elemento è fondamentale perchè se una società è profittevole significa che avrà flussi di cassa positivi per investimenti oppure per rimborsare i propri debiti. È chiaro che se abbiamo un valore risicato dell’1% difficilmente copriremo il costo del denaro, soprattutto in questo periodo di interessi crescenti, oppure il valore degli ammortamenti, che hanno ripreso continuità, rispetto alle sospensioni emergenziali delle norme Covid. Abbiamo trovato un buon parametro dal punto di vista di misurazione dei risultati economici, ma patrimonialmente come misuriamo la sostenibilità della nostra impresa, ovvero la capacità di durare nel tempo? Parliamo appunto di debiti: ma quali sono i debiti su cui avere un focus costante? Sono i debiti finanziari che si misurano come debiti bancari e verso altri soggetti finanziatori (tutti esclusi i soci) al netto delle disponibilità liquide e sommati i debiti che maturano interessi oppure quelli superiori ai 12 mesi come il trattamento di fine rapporto. Questa somma, definita come posizione finanziaria netta (PFN), è divisa dal valore di EBITDA di esercizio. Il parametro PFN/EBITDA ci comunica quanto volte i profitti operativi devono essere impiegati per ripagare i debiti finanziari netti. È chiaro che parametri superiori a 4 volte possono indicare una soglia critica, in quanto potenzialmente significa che una società impiegherà oltre 4 anni per ripagare i propri debiti, senza considerare effetti di incertezze di mercato o di prodotto/servizio che potrebbero alzare tale parametro. Da ultimo il DSCR (DEBT SERVICE COVER RATIO), che non è altro che la misurazione di una capacità di rimborso in via semplificata. Dal bilancio di esercizio all’utile netto sommiamo il valore degli ammortamenti e svalutazioni che tecnicamente sono costi non monetari. Tale valore rappresenta la capacità di generare flussi di cassa disponibili, ovviamente in un contesto in cui i crediti vengono incassati ed il fatturato non si trasforma in incagli. Questo parametro di flusso deve essere confrontato con le rate totali dell’anno dei finanziamenti che devono essere rimborsate. Se il flusso è superiore alle rate di capitale che devono essere rimborsate, significa che la società genera una quantità adeguata di cassa ed è profittevole, mentre qualora il flusso fosse inferiore significa avere una situazione di potenziale crisi in cui gli amministratori e i soci devono essere pronti ad intervenire, per sostenere l’equilibrio finanziario di lungo termine della società. Con questi tre parametri semplici abbiamo un veloce checkup finanziario che non dovrebbe essere svolto solo in fase di preparazione del bilancio ma anche durante l’anno per prevenire fenomeni di difficoltà che, se non presi in tempo, possono generare gravi danni alla società stessa. * Dottore commercialista, revisore, docente universitario a contratto GESTIONE AZIENDALE DI ALESSANDRO CERIANI*
RkJQdWJsaXNoZXIy NDUyNTU=