porate programmable logic controllers, power inverters, I/O expansion modules, connectivity gateways and advanced user interfaces. Every function – from call management to speed regulation, from door control to the supervision of safety devices – is mediated by increasingly complex and ‘embedded’ software, i.e. integrated into the hardware of the electronic boards themselves. This means that the maintenance engineer is no longer dealing solely with traditional electrical signals measurable with a multimeter, but with logic states, configurable parameters, updatable firmware and communication protocols. Diagnostics is progressively shifting from a purely electrical engineering approach to an IT-electronics one. Furthermore, important peripheral systems, once strictly mechanical or at most electromechanical, are now available in highly integrated and sophisticated solutions. A concrete example is the ‘Safe’ version of the absolute encoder, an advanced, programmable electronic device that combines the basic function of measuring the car’s absolute position within the shaft with a SIL3-rated safety device. This device offers the enormous advantage of eliminating the need to install and adjust all the magnetic position sensors and traditional electromechanical limit switches that fill the shaft of a conventional lift, resulting in significant savings in time and effort. Whilst the absolute encoder allows for more precise system management and faster commissioning, it also requires additional cross-disciplinary skills: electronics, serial signals, new software parameters to manage, and an understanding of safety regulations. It is a cultural shift that cannot be underestimated and requires preparation and an openness to new ideas. THE SHORTAGE OF QUALIFIED PERSONNEL Alongside technological advances, our sector is currently facing increasing difficulties in recruiting qualified technicians. Many experienced maintenance engineers, who were trained on hard-wired logic systems or electromechanical systems, now find themselves working on highly digitalised control panels, and the transition is often challenging. The younger generations, on the other hand, whilst being more familiar with electronics and software, frequently still lack the practical experience needed to correctly interpret the typical phenomena of a lift system. Added to this is a further critical factor: a widespread reluctance to read product technical manuals. Generations born and raised in the age of smartphones and YouTube are naturally averse to traditional documentation: there is a belief that one can ‘learn on the job’ and that every piece of software is self-explanatory, like an app on our mobile phones. And finally, let’s face it: even if they did open this blessed technical manual, in most cases they would find themselves faced with a daunting stack of disjointed pages, peppered with vague text and packed with redundant—or worse, obsolete—information. Documenting the complexity of a product correctly is an art unknown to most. How can this be done? I believe that today there are many more advanced and effective tools di potenza, moduli di espansione I/O, gateway per la connettività e interfacce utente evolute. Ogni funzione – dalla gestione delle chiamate alla regolazione della velocità, dal controllo delle porte alla supervisione dei dispositivi di sicurezza – è mediata da software sempre più complessi ed “embedded”, ovvero integrati nell’hardware stesso delle schede elettroniche. Questo significa che il manutentore non si confronta più solo con i tradizionali segnali elettrici misurabili con un tester, ma con stati logici, parametri configurabili, firmware aggiornabili e protocolli di comunicazione. La diagnostica si sposta progressivamente dal piano puramente elettrotecnico a quello informatico-elettronico. Inoltre, importanti sistemi periferici, un tempo rigorosamente meccanici o al massimo elettromeccanici, sono disponibili oggi in soluzioni altamente integrate e raffinate. Un esempio concreto è dato dall’encoder assoluto in versione “Safe”, un dispositivo elettronico avanzato e programmabile che integra la funzione base di misurare la posizione assoluta della cabina nel vano con un dispositivo di sicurezza di tipo SIL3. Questo dispositivo porta in sé l’enorme vantaggio di eliminare la necessità di installare e regolare tutti i sensori magnetici di posizionamento e gli invertitori elettromeccanici tradizionali di fine corsa che popolano il vano di un ascensore tradizionale, con grande risparmio di tempo e fatica. Se da un lato l’encoder assoluto consente una gestione più fine dell’impianto ed una messa a punto più veloce, dall’altro richiede competenze trasversali addizionali: elettronica, segnali seriali, nuovi parametri software da gestire, comprensione delle normative di sicurezza. È un salto culturale che non può essere sottovalutato e richiede preparazione e predisposizione alla novità. LA CARENZA DI PERSONALE QUALIFICATO Parallelamente all’evoluzione tecnologica, il nostro settore vive oggi una crescente difficoltà nel reperire tecnici qualificati. Molti manutentori esperti, formatisi su impianti a logica cablata o su sistemi elettromeccanici, si trovano a operare su quadri fortemente digitalizzati ed il confronto, spesso, è arduo. Le nuove generazioni, invece, pur avendo maggiore familiarità con l’elettronica e il software, frequentemente non possiedono ancora l’esperienza pratica necessaria per interpretare correttamente i fenomeni tipici di un impianto ascensore. A questo si aggiunge un ulteriore fattore critico: la diffusa riluttanza a leggere i manuali tecnici dei prodotti. Le generazioni nate e cresciute in tempi di smartphone e YouTube sono naturalmente allergiche alla documentazione tradizionale: c’è la convinzione di poter “imparare sul campo” e che ogni software si possa spiegare da sé, come un’app del nostro telefonino. Ed infine, ammettiamolo: se anche aprissero questo benedetto manuale tecnico, nella gran parte dei casi si troverebbero di fronte ad un plico indigesto di pagine disomogenee, condite con testi incerti e dense di informazioni ridondanti, o peggio obsolete. Documentare correttamen20 EVOLUZIONE DI EMANUELE EMILIANI*
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