La rivista di informazione e cultura dell’ascensorismo italiano Anno | XXXV• trimestrale • n. 1 gennaio | marzo 2026 55a ASSEMBLEA Nazionale Anacam Ascensori sempre più connessi tra innovazione e responsabilità Anacam Magazine 1/2026 spedizione in Abb. Post. 70% Filiale di Roma
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EDITORIALE 5 di Piero Mosanghini IL PUNTO 8 Iot e ascensori: tra promesse mantenute, illusioni infrante e il futuro possibile The IoT and lifts: between fulfilled promises, dashed hopes and a possible future di Alessandro Cattelan EVOLUZIONE 12 Il cervello dell’ascensore: evoluzione del quadro di manovra, dai relè all’intelligenza artificiale / The brain of the lift: the evolution of the control panel, from relays to artificial intelligence di Diego Pelazza Aiuto! Mi si è fermato l’ascensore. Quadri sempre più complessi e tanta 16 voglia di semplicità / Help! The lift has stopped. Increasingly complex control panels and a growing desire for simplicity di Emanuele Emiliani NORMATIVA E DINTORNI 22 Le UNI 10411 non sono una questione tecnica / The UNI 10411 standards are not a technical issue di Antonio Lizza INNOVAZIONE E TECNOLOGIA 24 Pessral e sicurezza funzionale: non è più un’opzione / Pessral and functional safety: it is no longer an option di Fabio Bonfante* e Aldo Bizzozero L’evoluzione digitale nel vano corsa: dai magneti ai sistemi lineari di posizione 30 Digital evolution in the lift shaft: from magnets to linear position systems di Alessandro Messeri Precablaggio elettrico: il valore della standardizzazione / Electrical pre-wiring: 36 the value of standardisation di Alessandro Messeri ASSOCIAZIONE 40 55a assemblea nazionale: destinazione Sardegna / 55th National Assembly: destination Sardinia di TLP NORMATIVA 44 Ascensori e prestazioni energetiche degli edifici: i nuovi dati richiesti dal DM 28 ottobre 2025 / Lifts and building energy performance: the new data required by DM October 28, 2025 di Giuseppe Iotti GESTIONE AZIENDALE 54 Il lavoro prima del bilancio: controlli e verifiche per chiudere correttamente l’esercizio / Preparing for the financial statements: checks and verifications to close the financial year correctly di Nicola Capri Finanziaria 2026: incentivi e agevolazioni per gli investimenti delle imprese 58 2026 budget: incentives and support for business investment di Alessandro Ceriani L'AVVOCATO RISPONDE 64 Barriere architettoniche e distanze legali: quando è possibile derogare Architectural barriers and statutory distances: when exemptions are permitted di Costanza Nucci ed Edoardo Toscani PILLOLE DI CRESCITA VERTICALE 68 Gruppo e squadra: una differenza abissale / Group and team: a world of difference di Roberto Ardizzi RISCHI E ASSICURAZIONI 72 Ammodernamenti e rischi: perché la polizza CAR/EAR fa la differenza Modernisation and risks: why CAR/EAR insurance makes all the difference di Angelo Nicolosi CURIOSITÀ 78 Piccole storie di quotidiana rivoluzione verticale / Short stories of everyday vertical revolution di CC 5 ANACAM MAGAZINE SOMMARIO Anno |XXXV • trimestrale • n. 1 gennaio | marzo 2026 Proprietà ANACAM Associazione Nazionale Imprese di Costruzione e Manutenzione Ascensori Sede Via Emilia, 47 00187 Roma Tel. +39 06 420 13 829 www.anacam.it E-mail: info@anacam.it Testata Anacam Magazine Rivista Trimestrale Registrazione al Tribunale di Roma con Decreto n. 77/92 del 4-02-1992 Direttore Responsabile Annunziata Lo Papa Pubblicità Anacam Service srl Sede Via Emilia, 47 00187 Roma Tel. +39 06 420 13 829 E-mail: magazine@anacam.it Direttore Editoriale Pietro Mosanghini Comitato di redazione Alessandro Cattelan, Pietro Mosanghini, Laura Ferrari, Luca Incoronato, Giuseppe Ligorio, Annunziata Lo Papa, Michele Mazzarda, Alessandra Recchia, Federica Valli Responsabile Comunicazione Michele Mazzarda Responsabile Organizzativo Luca Incoronato Segreteria Organizzativa Laura Ferrari, Federica Valli Realizzato da Generando s.r.l. Sede Via Flaminia, 657 00191 Roma Tel. +39 339 8782774 E-mail: magazine@anacam.it www.generando.eu Stampato da Varigrafica | Italian Printing Excellence dal 1965 Via Cassia km 36,300 Zona Industriale Settevene 01036 Nepi (VT) Tel +39 0861 527254 E-mail: val@varigrafica.com www.varigrafica.com Copyright© 2001 Altri prodotti o società menzionati possono essere marchi registrati dai rispettivi proprietari. Tutti gli articoli pubblicati su Anacam Magazine sono di proprietà di Anacam. Per riprodurli, anche solo in parte, è necessario richiedere preventiva autorizzazione scrivendo a info@ anacam.it / All articles published in Anacam Magazine are the property of Anacam. Permission must be obtained in advance to reproduce them, even in part, by writing to info@anacam.it.
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ANACAM MAGAZINE DI PIERO MOSANGHINI EDITORIALE Editorial PRESIDENTE NAZIONALE ANACAM Anacam National President 7 LA DIGITALIZZAZIONE DEI QUADRI NON È PIÙ UNA PROSPETTIVA LONTANA, BENSÌ UNA TRAIETTORIA GIÀ TRACCIATA The digitalisation of control panels is no longer a distant prospect, but a path already mapped out C'È un filo rosso che attraversa tutti i contributi di questo numero: il settore ascensoristico non sta semplicemente evolvendo, sta cambiando linguaggio. Un mutamento che è allo stesso tempo tecnologico, normativo, organizzativo e perfino culturale. L’IoT applicato agli ascensori non è più solo una questione di connettività, ma anche una questione di capacità di trasformare l’impianto in una piattaforma intelligente capace di generare dati, anticipare guasti e ridefinire il rapporto tra manutentore e macchina. Tutto ciò coinvolgerà le nostre aziende perfino nell’impegnativo ricambio generazionale dei tecnici. In questo scenario, il quadro di manovra, il vero “cervello” dell’impianto, THERE is a common thread running through all the articles in this issue: the lift industry is not merely evolving; it is undergoing a fundamental transformation. This shift is technological, regulatory, organisational and even cultural in nature. The IoT applied to lifts is no longer just a matter of connectivity, but also the ability to transform the system into a smart platform capable of generating data, anticipating faults and redefining the relationship between the maintenance technician and the machine. All this will affect our companies even in the challenging generational turnover of technicians. In this scenario, the control panel, the true ‘brain’ of the system, is at the centre
ANACAM MAGAZINE si trova al centro di una trasformazione profonda che porta verso sistemi sempre più aperti, digitalizzati e interconnessi, con le conseguenti problematiche e criticità anche di natura legale. La digitalizzazione dei quadri non è più una prospettiva lontana, bensì una traiettoria già tracciata. E insieme alle opportunità emergono nuove responsabilità: sicurezza informatica, affidabilità dei sistemi e gestione corretta dei dati. Come sempre, il tema della sicurezza rappresenta uno dei nodi più delicati. L’integrazione di dispositivi elettronici all’interno delle catene delle sicurezze, con la possibilità teorica di superare gli elementi meccanici, e l’utilizzo di sistemi PESSRAL, di cui abbiamo spesso solo parlato fin dai tempi del relativo emendamento alle norme UNI EN 81, ora ce li ritroveremo tra le mani. Interessante è la riflessione sulle norme UNI 10411 in un mercato che, nei prossimi anni, sarà maggiormente polarizzato sulle modernizzazioni, una volta esauriti i vecchi bonus edilizi principalmente legati ai nuovi impianti o alle ristrutturazioni integrali. Non si tratta di un ostacolo tecnico, ma di un tema culturale: spesso il limite non è la norma in sé, ma il modo in cui viene interpretata, applicata o, talvolta, evitata. Parallelamente, il confronto tra tecnologie, come nel caso dei dispositivi di posizionamento assoluto, evidenzia un divario tra il mercato italiano e quello europeo. Mentre in molti Paesi si consolidano standard più evoluti, in Italia persistono soluzioni tradizionali. Non è solo una questione tecnica: è probabilmente la fotografia di diversi approcci, investimenti, dimensioni aziendali e visioni. Lo stesso of a profound transformation leading towards increasingly open, digitised and interconnected systems, with the consequent issues and challenges, including those of a legal nature. The digitalisation of control panels is no longer a distant prospect, but a path already mapped out. And alongside the opportunities, new responsibilities are emerging: cyber security, system reliability and proper data management. As always, the issue of safety remains one of the most sensitive areas. The integration of electronic devices within safety systems – with the theoretical possibility of bypassing mechanical components – and the use of PESSRAL systems, which we have often merely discussed since the amendment to the UNI EN 81 standards, are now becoming a reality. An interesting point is the analysis of UNI 10411 standards in a market that, in the coming years, will be increasingly focused on modernisation, once the old building incentives – mainly linked to new installations or full-scale renovations – have run their course. This is not a technical obstacle, but a cultural issue: often the limiting factor is not the standard itself, but the way in which it is interpreted, applied or, at times, circumvented. At the same time, a comparison of technologies, such as absolute positioning devices, highlights a gap between the Italian and European markets. Whilst more advanced standards are becoming established in many countries, traditional solutions persist in Italy. It is not merely a technical issue: it is likely a manifestation of differing approaches, investment levels, company sizes and visions. The same applies to cabling: serial or 8 DI PIERO MOSANGHINI
9 vale per il cablaggio: seriale o parallelo, pre-cablato o tradizionale. Dietro ogni scelta si nasconde un equilibrio tra efficienza, costi, manutenzione e flessibilità. Non esiste una soluzione universale, ma la necessità di scegliere consapevolmente. I nuovi requisiti minimi di prestazione energetica investono anche il nostro settore attraverso il DM 28 ottobre 2025. Giuseppe Iotti, attraverso le sue pubblicazioni, ci rende maggiormente edotti sull’ennesima problematica che riguarderà anche gli ascensori. L’aspetto energetico, di grande attualità negli ultimi tempi, ci spinge ad affrontare l’argomento in maniera chiara per poter far fronte a richieste specifiche che arriveranno dal mercato. Non mancano gli aspetti giuridici: la recente giurisprudenza sulle deroghe per le distanze previste per le opere riguardanti l’abbattimento delle barriere architettoniche ci ricorda come anche le migliori intenzioni debbano confrontarsi con limiti precisi. Infine, due contributi apparentemente distanti – quello sulla preparazione al bilancio e quello sulla differenza tra gruppo e squadra – riportano l’attenzione su un punto fondamentale: le aziende non sono fatte solo di impianti, ma di persone e organizzazione. La capacità di lavorare come squadra, più che come semplice gruppo, diventa un fattore competitivo tanto quanto l’adozione di una nuova tecnologia. In conclusione, il settore ascensoristico si trova sempre di più ad affrontare problematiche non solo tecniche ma trasversali, che ci obbligano a essere informati tra nuove norme e loro interpretazioni, tra tecnologia e cultura per continuare a restare attivi nel mercato. parallel, pre-wired or traditional. Behind every choice lies a balance between efficiency, costs, maintenance and flexibility. There is no one-size-fits-all solution, but rather a need to make an informed choice. The new minimum energy performance requirements also affect our sector through the Ministerial Decree of 28 October 2025. Through his publications, Giuseppe Iotti keeps us well-informed about yet another issue that will also affect lifts. The energy aspect, which has been highly topical in recent times, prompts us to address the subject clearly so that we can meet the specific demands that will come from the market. There is no shortage of legal aspects: recent case law on exemptions regarding distances for works aimed at removing architectural barriers reminds us that even the best intentions must contend with precise limitations. Finally, two seemingly unrelated contributions – one on budget preparation and the other on the difference between a group and a team – draw attention to a fundamental point: companies are not made up solely of equipment, but of people and organisation. The ability to work as a team, rather than simply as a group, becomes just as much of a competitive factor as the adoption of new technology. In conclusion, the lift industry increasingly finds itself facing not only technical but also cross-cutting issues, which require us to stay informed about new regulations and their interpretations, as well as the interplay between technology and culture, in order to remain active in the market.
IL PUNTO DI ALESSANDRO CATTELAN* IOT E ASCENSORI: tra promesse mantenute, illusioni infrante e il futuro possibile THE IOT AND LIFTS: between fulfilled promises, dashed hopes and a possible future 10 NEL SETTORE ASCENSORISTICO L’IOT APRE NUOVE PROSPETTIVE PER LA MANUTENZIONE E LA GESTIONE DEGLI IMPIANTI, MA RESTANO APERTI NODI IMPORTANTI COME INTEROPERABILITÀ, GESTIONE DEI DATI E SOSTENIBILITÀ DEI MODELLI TECNOLOGICI In the lift industry, the IoT opens up new possibilities for the maintenance and management of systems, but key issues such as interoperability, data management and the sustainability of technological models remain unresolved
DA oltre un decennio, l’Internet of Things viene raccontato come la prossima grande rivoluzione tecnologica, una sorta di tessuto connettivo capace di trasformare oggetti ordinari in nodi intelligenti di una rete globale. Sensori, dati, algoritmi e connettività sono diventati parole chiave di un immaginario collettivo che vede nell’IoT la chiave per rendere più efficienti città, industrie e abitazioni. Eppure, come spesso accade quando l’entusiasmo supera la maturità tecnologica, il percorso non è stato lineare. L’IoT ha conosciuto successi importanti, ma anche fallimenti clamorosi, ritardi, complessità inattese e un livello di frammentazione che ha frenato molte delle sue ambizioni iniziali. Le sfide principali emergono già dal primo passo: la standardizzazione. L’IoT non è un’unica tecnologia, ma un ecosistema di protocolli, piattaforme, sensori e infrastrutture che raramente parlano la stessa lingua. Ogni produttore ha sviluppato soluzioni proprietarie, spesso incompatibili tra loro, creando un mosaico difficile da integrare. Questa mancanza di interoperabilità ha generato costi elevati, progetti incompleti e un diffuso senso di incertezza negli investitori. A ciò si aggiunge la questione della sicurezza, un tema che ha accompagnato l’IoT fin dai suoi esordi. Oggetti connessi ma non adeguatamente protetti hanno aperto la strada a vulnerabilità che hanno fatto notizia, dimostrando quanto sia rischioso sottovalutare la protezione dei dati e delle infrastrutture critiche. Nonostante queste difficoltà, l’IoT ha anche mostrato il suo potenziale in diversi settori. L’industria manifatturiera ha beneficiato della manutenzione predittiva, capace di ridurre i tempi di fermo e ottimizzare i processi produttivi. Le smart city hanno iniziato a utilizzare sensori per monitorare traffico, illuminazione e qualità dell’aria, mentre il settore sanitario ha sperimentato dispositivi in grado di raccogliere dati vitali in tempo reale. In questi ambiti, l’IoT ha dimostrato di poter generare valore concreto, soprattutto quando le soluzioni sono state progettate con un approccio integrato e non come semplici gadget tecnologici. Tuttavia, non tutti i progetti hanno avuto la stessa fortuna. Molte iniziative sono naufragate per mancanza di un modello di business sostenibile, altre per la difficoltà di scalare da un prototipo a un sistema operativo reale. Alcune aziende hanno investito in dispositivi che si sono rivelati troppo complessi da installare o mantenere, mentre altre hanno sottovalutato la resistenza degli utenti finali, spesso poco inclini a cambiare abitudini consolidate. L’IoT ha mostrato chiaramente che la tecnologia, da sola, non basta: serve una visione strategica, una governance chiara e un ecosistema di partner capaci di collaborare. In questo scenario complesso, il settore ascensoristico rappresenta un caso particolarmente interessante. Gli ascensori sono macchine critiche, soggette a normative severe e a un livello di affidabilità che non ammette compromessi. Allo stesso tempo, sono dispositivi perfetti per l’IoT: funzionano in cicli ripetitivi, generano dati preziosi, richiedono manutenzione costante e operano in ambienti dove la continuità del servizio è fondamentale. Non sorprende, quindi, che molti costruttori FOR over a decade, the Internet of Things has been touted as the next great technological revolution, a sort of connective tissue capable of transforming ordinary objects into smart nodes within a global network. Sensors, data, algorithms and connectivity have become key terms in a collective imagination that sees the IoT as the key to making cities, industries and homes more efficient. Yet, as often happens when enthusiasm outstrips technological maturity, the journey has not been straightforward. The IoT has seen significant successes, but also spectacular failures, delays, unexpected complexities and a level of fragmentation that has curbed many of its initial ambitions. The main challenges emerge right from the first step: standardisation. The IoT is not a single technology, but an ecosystem of protocols, platforms, sensors and infrastructure that rarely speak the same language. Every manufacturer has developed proprietary solutions, often incompatible with one another, creating a mosaic that is difficult to integrate. This lack of interoperability has led to high costs, incomplete projects and a widespread sense of uncertainty among investors. Added to this is the issue of security, a concern that has accompanied the IoT since its inception. Connected devices that are not adequately protected have paved the way for high-profile vulnerabilities, demonstrating just how risky it is to underestimate the protection of data and critical infrastructure. Despite these difficulties, the IoT has also demonstrated its potential across various sectors. The manufacturing industry has benefited from predictive maintenance, which reduces downtime and optimises production processes. Smart cities have begun using sensors to monitor traffic, lighting and air quality, whilst the healthcare sector has trialled devices capable of collecting vital data in real time. In these areas, the IoT has proven capable of generating tangible value, particularly when solutions have been designed with an integrated approach rather than as mere technological gadgets. However, not all projects have been equally successful. Many initiatives have failed due to the lack of a sustainable business model, whilst others have struggled to scale up from a prototype to a fully operational system. Some companies have invested in devices that proved too complex to install or maintain, whilst others underestimated the resistance of end-users, who are often reluctant to change established habits. The IoT has clearly shown that technology alone is not enough: a strategic vision, clear governance and an ecosystem of partners capable of collaborating are required. In this complex landscape, the lift industry presents a particularly interesting case. Lifts are critical machines, subject to strict regulations and a level of reliability that brooks no compromise. At the same time, they are ideal devices for the IoT: they operate in repetitive cycles, generate valuable data, require constant maintenance, and operate in environments where service continuity is essential. It is therefore not surprising that many manufacturers have begun to integrate sensors, gateways, and cloud platforms to monitor the condition of 11
abbiano iniziato a integrare sensori, gateway e piattaforme cloud per monitorare lo stato degli impianti, prevedere guasti e ottimizzare gli interventi tecnici. I primi risultati sono stati incoraggianti. La manutenzione predittiva ha permesso di ridurre i fermi impianto, migliorare la sicurezza e aumentare la soddisfazione degli utenti. Le aziende di manutenzione hanno potuto pianificare meglio le attività, riducendo gli interventi d’urgenza e migliorando l’efficienza operativa. Alcuni produttori hanno persino iniziato a proporre modelli di servizio basati sui dati, trasformando l’ascensore in una piattaforma connessa capace di dialogare con sistemi di building management e infrastrutture smart. Eppure, anche in questo settore non sono mancati gli ostacoli. L’installazione di dispositivi IoT su impianti esistenti si è rivelata più complessa del previsto, soprattutto quando si tratta di ascensori datati o privi di documentazione tecnica aggiornata. La connettività non è sempre garantita, soprattutto in edifici con strutture schermanti o in zone dove la copertura di rete è insufficiente. Inoltre, la gestione dei dati solleva interrogativi sulla privacy, sulla proprietà delle informazioni e sulla responsabilità in caso di malfunzionamenti. Alcuni operatori hanno scoperto che raccogliere dati è facile, ma interpretarli in modo utile è un’altra storia, soprattutto quando i dataset sono incompleti o incoerenti. Permane un problema di interoperabilità delle piattaforme. Tutti i produttori hanno sviluppato sistemi proprietari e, al momento, non esiste un sistema unico per la raccolta e l’interpretazione dei dati. Questo costringe gli ascensoristi che hanno in manutenzione impianti con tecnologie diverse a operare su molteplici sistemi, spesso basati su logiche diverse. Nonostante queste difficoltà, le previsioni di adozione dell’IoT nel settore ascensoristico restano positive. La crescente digitalizzazione degli edifici, l’evoluzione delle normative e la richiesta di servizi più efficienti spingono verso una diffusione sempre più ampia di soluzioni connesse. Nei prossimi anni è probabile che l’IoT diventi uno standard di fatto, non solo per gli impianti nuovi ma anche per le modernizzazioni, grazie a dispositivi sempre più compatti, economici e facili da integrare. L’intelligenza artificiale giocherà un ruolo chiave nell’interpretazione dei dati, trasformando la manutenzione da reattiva a predittiva e, in alcuni casi, addirittura proattiva. Il futuro dell’IoT negli ascensori non sarà privo di sfide, ma la direzione è ormai tracciata. La tecnologia sta maturando, gli standard stanno emergendo e gli operatori del settore hanno compreso che il valore non risiede nei sensori in sé, ma nella capacità di trasformare i dati in decisioni intelligenti. Se il passato dell’IoT è stato un alternarsi di entusiasmi e delusioni, il suo futuro nel mondo ascensoristico sembra destinato a essere più solido, più concreto e soprattutto più utile. Non una rivoluzione improvvisa, ma un’evoluzione costante che, passo dopo passo, cambierà il modo in cui gli ascensori vengono gestiti, mantenuti e vissuti. * Vicepresidente nazionale Anacam, CEO Donati SpA installations, predict faults, and optimise technical interventions. The initial results have been encouraging. Predictive maintenance has made it possible to reduce downtime, improve safety and increase user satisfaction. Maintenance companies have been able to plan their activities more effectively, reducing emergency call-outs and improving operational efficiency. Some manufacturers have even begun offering data-driven service models, transforming the lift into a connected platform capable of communicating with building management systems and smart infrastructure. Yet, even in this sector, there have been obstacles. Installing IoT devices on existing systems has proved more complex than anticipated, particularly when dealing with older lifts or those lacking up-to-date technical documentation. Connectivity is not always guaranteed, particularly in buildings with shielding structures or in areas where network coverage is insufficient. Furthermore, data management raises questions regarding privacy, ownership of information and liability in the event of malfunctions. Some operators have found that collecting data is easy, but interpreting it usefully is another matter entirely, especially when datasets are incomplete or inconsistent. There remains a problem with platform interoperability. All manufacturers have developed proprietary systems and, at present, there is no single system for data collection and interpretation. This forces lift technicians who maintain systems using different technologies to operate across multiple systems, often with differing operational logics. Despite these challenges, the outlook for IoT adoption in the lift sector remains positive. The growing digitalisation of buildings, evolving regulations and the demand for more efficient services are driving the everwider adoption of connected solutions. In the coming years, the IoT is likely to become the de facto standard, not only for new installations, but also for modernisation projects, thanks to devices that are increasingly compact, cost-effective and easy to integrate. Artificial intelligence will play a key role in data interpretation, transforming maintenance from reactive to predictive and, in some cases, even proactive. The future of the IoT in lifts will not be without challenges, but the path forward is now clear. The technology is maturing, standards are emerging, and industry players have realised that the value lies not in the sensors themselves, but in the ability to transform data into intelligent decisions. While the past of the IoT has been a mix of enthusiasm and disappointment, its future in the lift industry seems set to be more solid, more tangible and, above all, more useful. Not a sudden revolution, but a steady evolution that, step by step, will change the way lifts are managed, maintained and experienced. * Anacam National Vice President, CEO Donati SpA 12 IL PUNTO DI ALESSANDRO CATTELAN*
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14 Il cervello dell’ascensore: evoluzione del quadro di manovra, dai relè all’intelligenza artificiale The brain of the lift: the evolution of the control panel, from relays to artificial intelligence DA bambino, quando i compagni di classe mi chiedevano che lavoro facessero i miei genitori, rispondevo con fierezza che costruivano i quadri di manovra per ascensori, il loro cervello, la parte che decideva tutto. Non sempre capivano davvero cosa intendessi, ma io sì e ne andavo orgoglioso. Correvano gli anni Ottanta. A quei tempi i quadri di manovra erano ancora elettromeccanici e la loro “intelligenza” era affidata ai relè: dispositivi dotati di bobine che, al passaggio della corrente, attraggono i contatti di cui sono provvisti. Fino a quel momento, grossi cambiamenti non se ne erano ancora visti. I primi ascensori risalgono all’inizio del ‘900 e i loro quadri di manovra utilizzavano la stessa tecnologia. Era suggestivo entrare nel locale macchine e ascoltare tutti quei “tic – toc” tipici del movimento dei relè: i quadri di manovra, che ricoprivano intere pareti del locale macchine, suonavano la “musica” della partenza e dell’arrivo dell’ascensore. LA DIFFUSIONE DELL’ELETTRONICA Negli anni Novanta, con la diffusione dell’elettronica, assistiamo alla prima vera trasformazione dei quadri di manovra. È l’epoca dei PLC (Programmable Logic Controller) e delle schede elettroniche dedicate al funzionamento dell’ascensore. La sostanziale differenza tra le due soluzioni consisteva nel fatto che mentre i primi erano prodotti dalle grandi aziende mondiali dell’automazione AS a child, when my classmates asked me what my parents did for a living, I would reply with pride that they built control panels for lifts – the ‘brains’ of the lifts, the part that controlled everything. They didn’t always really understand what I meant, but I did, and I was proud of it. It was the 1980s. Back then, control panels were still electromechanical, and their ‘intelligence’ relied on relays: devices fitted with coils which, when current passes through them, attract the contacts they are equipped with. Up until then, no major changes had yet been seen. The first lifts date back to the early 1900s and their control panels used the same technology. It was fascinating to enter the machine room and listen to all those ‘ticks and tocks’ typical of the movement of the relays: the control panels, which covered entire walls of the machine room, played the ‘music’ of the lift’s departure and arrival. THE RISE OF ELECTRONICS In the 1990s, with the rise of electronics, we witnessed the first real transformation of control panels. This was the era of PLCs (Programmable Logic Controllers) and electronic boards designed specifically for lift operation. The key difference between the two solutions lay in the fact that whilst the former were manufactured by major global industrial automation companies and were programmed specifically to perform the lift’s funcRIPERCORRERE L’EVOLUZIONE DEL QUADRO DI MANOVRA SIGNIFICA CAPIRE COM’È CAMBIATO IL MODO DI PROGETTARE, CONTROLLARE E GESTIRE GLI IMPIANTI, FINO ALLE NUOVE SFIDE DELLA MANUTENZIONE PREDITTIVA E DELLA CYBERSICUREZZA Tracing the evolution of the control panel means understanding how the way systems are designed, controlled and managed has changed, right up to the new challenges of predictive maintenance and cybersecurity EVOLUZIONE DI DIEGO PELAZZA*
15 industriale e venivano programmati ad hoc per svolgere le funzioni dell’ascensore, le schede elettroniche erano progettate e realizzate dalle stesse aziende di installazione e manutenzione di ascensori o da aziende specializzate del settore. Entrambe le soluzioni tecniche offrivano enormi vantaggi rispetto alla logica a relè: la riduzione degli ingombri dovuta al minor numero di componenti presenti nel quadro di manovra e soprattutto la maggior flessibilità e capacità di adattamento alle nuove funzioni richieste agli ascensori. DAL PARALLELO AL SERIALE L’inizio del nuovo millennio ha portato con sé una nuova importante innovazione: il passaggio dai collegamenti paralleli ai collegamenti seriali. Dal quadro di manovra partono tutti i collegamenti ai dispositivi di vano e cabina quali pulsantiere di comando, pulsantiere di ispezione, sensori di posizionamento e segnali per il comando delle porte di cabina. Il collegamento parallelo è definito collegamento punto a punto, pertanto ogni pulsante, ogni segnalazione, ogni comando richiede un cavo di connessione e, in un ascensore con tanti piani, l’impatto sul numero dei cavi è notevole. Nel collegamento seriale, invece, il numero dei cavi necessari allo scambio di informazioni tra il quadro di manovra e gli altri componenti dell’ascensore è drasticamente ridotto al minimo. Generalmente esistono quattro cavi, due per l’alimentazione e tions, the electronic boards were designed and built by the lift installation and maintenance companies themselves or by specialist firms in the sector. Both technical solutions offered enormous advantages over relay logic: reduced space requirements due to the smaller number of components in the control panel and, above all, greater flexibility and adaptability to the new functions required of lifts. FROM PARALLEL TO SERIAL The start of the new millennium brought with it a significant innovation: the shift from parallel to serial connections. All connections to the shaft and car devices – such as control panels, inspection panels, position sensors and signals for controlling the car doors – originate from the control panel. A parallel connection is defined as a pointto-point connection; therefore, every button, every signal and every control requires a connection cable, and in a lift with many floors, the impact on the number of cables is considerable. In a serial connection, however, the number of cables required for the exchange of information between the control panel and the other lift components is drastically reduced to a minimum. Generally, there are four cables: two for power supply and two for the fieldbus. To summarise, in a lift with a parallel connection, the number of conductors depends on the complexity of the control system and the number of stops, whereas with
a serial connection, the number of conductors remains constant. This is made possible by the introduction of electronic boards located on the various floors and in the lift car, to which the devices mentioned earlier are connected. The boards, therefore, receive all point-to-point connections from the various devices and transmit the information to the control panel using the same set of four conductors. Although they may be physically identical to one another, each board must necessarily be programmed with a unique address in order to be recognised within the serial communication system. MRLS AND NEW TECHNOLOGIES With the transposition of the Lifts Directive 95/16/EC in 1999, we witnessed a significant transformation in the lift industry, marked by the emergence of the first MRLs (Machine Room Less). We moved from the concept of a machine room to that of a machine space. The control panel could therefore be located in any available space within the lift shaft, or distributed across several parts of the shaft or outside it. This new configuration facilitated the introduction of new Bluetooth and Wi-Fi communication systems for the exchange of information between the control panel’s subsystems and the outside world. By leveraging these new technologies, during the COVID period, for example, alternative solutions were also introduced to ensure safe lift use and limit the spread of infection. Mobile apps were used to call lifts from the landing and from the car without pressing any buttons. Today, those same apps are used for monitoring and controlling lifts. The maintenance technician receives an email when the lift breaks down and can quickly identify the cause. It is also possible to intervene remotely and, in some cases, even get the lift up and running again. We are thus gradually moving from preventive maintenance to predictive maintenance, two concepts that are often confused with one another, but which are distinctly different. Preventive maintenance schedules interventions according to the guidelines in the lift’s user and maintenance manuals before faults occur, whilst predictive maintenance uses sensors and artificial intelligence to monitor the lift in real time and predict faults before they happen, intervening only when necessary and optimising costs and operational efficiency. Specifically, sensors connected to the landing doors, installed in the car and in the shaft, constantly monitor parameters such as noise, vibrations, acceleration, temperature, etc. All this data is transmitted to cloud-based systems which, using sophisticated AI-based algorithms, compare the received data with reference values and provide useful information on the health and lifespan of the components. NEW CHALLENGES Artificial intelligence, remote monitoring and control are now widely used across all industrial and civil sectors. As regards the broad category of machinery, the European due per il bus di campo. Riassumendo, in un ascensore con collegamento parallelo il numero dei conduttori è in funzione della complessità della manovra e del numero delle fermate, mentre con il collegamento seriale il numero dei conduttori è sempre costante. Questo è possibile grazie all’introduzione di schede elettroniche dislocate ai vari piani e in cabina, alle quali sono collegati i dispositivi di cui abbiamo parlato prima. Le schede, quindi, ricevono tutti i collegamenti punto a punto dai vari dispositivi e convogliano le informazioni verso il quadro di manovra utilizzando lo stesso gruppo di quattro conduttori. Sebbene possano essere fisicamente uguali tra di loro, ogni scheda deve essere necessariamente programmata con un indirizzo univoco per potersi far riconoscere all’interno del sistema di comunicazione seriale. GLI MRL E LE NUOVE TECNOLOGIE Con il recepimento della Direttiva Ascensori 95/16/CE nel 1999 abbiamo assistito ad una significativa trasformazione degli ascensori, segnata dalla nascita dei primi MRL (Machine Room Less). Siamo passati dal concetto di locale del macchinario a quello di spazio del macchinario. Il quadro di manovra poteva, quindi, essere collocato in ogni spazio disponibile all’interno del vano oppure dislocato in più parti del vano o fuori dal vano. Questo nuovo assetto ha favorito l’introduzione di nuovi sistemi di comunicazione Bluetooth e Wi-Fi per lo scambio delle informazioni tra i sottosistemi del quadro di manovra e il mondo esterno. Sfruttando queste nuove tecnologie, nel periodo COVID, ad esempio, sono arrivate anche soluzioni alternative per l’utilizzo dell’ascensore in sicurezza al fine di limitare la diffusione dei contagi. Si utilizzavano app sui telefoni cellulari per chiamare gli ascensori dal piano e dalla cabina senza pigiare nessun pulsante. Oggi quelle stesse app vengono impiegate per il monitoraggio e il controllo degli ascensori. Il manutentore riceve una mail quando l’ascensore è guasto e può individuarne rapidamente la causa. È possibile altresì intervenire da remoto e in alcuni casi anche rimettere in funzione l’ascensore. Si passa così gradualmente dalla manutenzione preventiva alla manutenzione predittiva, due concetti che spesso vengono confusi tra di loro, ma che sono nettamente differenti. La manutenzione preventiva pianifica gli interventi secondo le indicazioni presenti nei manuali di uso e manutenzione dell’ascensore prima che si verifichino i guasti, mentre la manutenzione predittiva usa sensori e intelligenza artificiale per monitorare l’ascensore in tempo reale e prevedere i guasti prima che accadano, intervenendo solo quando necessario e ottimizzando costi e operatività. Nello specifico, i sensori collegati alle porte di piano, installati sulla cabina e nel vano, monitorano costantemente parametri quali rumori, vibrazioni, accelerazioni, temperatura, ecc. Tutta questa mole di dati viene trasmessa a sistemi in cloud che, attraverso sofisticati algoritmi basati su AI, confrontano i dati ricevuti con valori 16 EVOLUZIONE DI DIEGO PELAZZA*
17 Commission has already taken a stance by implementing new essential health and safety requirements (sections 1.1.9 and 1.2.1) in the Machinery Regulation, which comes into force in 2027. These require manufacturers to protect the machines’ information systems from tampering, to ensure that connecting an external device does not pose a risk, and to protect the hardware components that allow access to the safety software. Lifts will also be subject to the new HESRs introduced in the Machinery Regulation; indeed, the new EN ISO 8100 standards, due to be published shortly, will make explicit reference to the critical issues related to cybersecurity. * Managing Director of Pelazza Peppino Srl di riferimento e restituiscono informazioni utili sulla salute e sulla durata dei componenti. LE NUOVE SFIDE Intelligenza artificiale, monitoraggio e controllo da remoto sono ormai ampiamente diffusi in tutti i settori industriali e civili. Per quanto concerne la macro-famiglia delle macchine, la Commissione europea si è già espressa andando a implementare nel Regolamento Macchine, in vigore dal 2027, nuovi requisiti essenziali di salute e sicurezza (punti 1.1.9 e 1.2.1) che impongono ai produttori di proteggere i sistemi informatici delle macchine dall’alterazione, di garantire che il collegamento di un dispositivo esterno non comporti rischi, di proteggere i componenti hardware che permettono l’accesso al software di sicurezza. Anche gli ascensori non potranno esimersi dal rispetto dei nuovi RESS introdotti nel Regolamento Macchine, infatti le nuove norme EN ISO 8100, di prossima pubblicazione, faranno espressamente richiamo alle criticità legate alla cybersicurezza. * Amministratore delegato Pelazza Peppino Srl LA NUOVA SFIDA SARÀ GARANTIRE LA SICUREZZA DIGITALE DI MACCHINE E ASCENSORI, PROTEGGENDOLI DA ATTACCHI INFORMATICI, ACCESSI ESTERNI E RISCHI LEGATI AL CONTROLLO DA REMOTO The new challenge will be to ensure the digital security of machinery and lifts, protecting them from cyber-attacks, unauthorised external access and risks associated with remote control
LA mobilità verticale vive una stagione di grande evoluzione tecnologica e il quadro di manovra, sempre più il vero “cervello” dell’impianto, non è più soltanto un insieme di relè, contattori e logiche cablate, ma un sistema elettronico complesso, basato su microprocessori, inverter evoluti, bus di comunicazione seriale, dispositivi di sicurezza certificati e software configurabili. Questa trasformazione ha portato indubbi benefici in termini di prestazioni, comfort di marcia, efficienza energetica e possibilità di integrazione con sistemi di monitoraggio remoto. Tuttavia, ha anche introdotto nuove sfide sul piano della manutenzione e della gestione tecnica. DALLA LOGICA CABLATA AL SOFTWARE EMBEDDED I quadri di manovra di ultima generazione integrano schede di controllo programmabili, inverter VERTICAL transport is undergoing a period of significant technological evolution, and the control panel – increasingly the true ‘brain’ of the system – is no longer merely a collection of relays, contactors and hard-wired logic, but a complex electronic system based on microprocessors, advanced inverters, serial communication buses, certified safety devices and configurable software. This transformation has brought undoubted benefits in terms of performance, ride comfort, energy efficiency and the possibility of integration with remote monitoring systems. However, it has also introduced new challenges in terms of maintenance and technical management. FROM WIRED LOGIC TO EMBEDDED SOFTWARE The latest generation of control panels incor18 AIUTO! Mi si è fermato l’ascensore. Quadri sempre più complessi e tanta voglia di semplicità HELP! The lift has stopped. Increasingly complex control panels and a growing desire for simplicity LA CRESCENTE DIGITALIZZAZIONE DEI QUADRI DI MANOVRA STA TRASFORMANDO IL LAVORO DEL MANUTENTORE. TRA SOFTWARE EMBEDDED, DIAGNOSTICA EVOLUTA E CARENZA DI TECNICI SPECIALIZZATI, IL SETTORE È CHIAMATO A RIPENSARE STRUMENTI, FORMAZIONE E LINGUAGGI PER RENDERE LA COMPLESSITÀ DAVVERO GESTIBILE The growing digitalisation of control panels is transforming the work of maintenance engineers. Between embedded software, advanced diagnostics and a shortage of specialist technicians, the sector is being called upon to rethink tools, training and terminology to make this complexity truly manageable EVOLUZIONE DI EMANUELE EMILIANI*
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porate programmable logic controllers, power inverters, I/O expansion modules, connectivity gateways and advanced user interfaces. Every function – from call management to speed regulation, from door control to the supervision of safety devices – is mediated by increasingly complex and ‘embedded’ software, i.e. integrated into the hardware of the electronic boards themselves. This means that the maintenance engineer is no longer dealing solely with traditional electrical signals measurable with a multimeter, but with logic states, configurable parameters, updatable firmware and communication protocols. Diagnostics is progressively shifting from a purely electrical engineering approach to an IT-electronics one. Furthermore, important peripheral systems, once strictly mechanical or at most electromechanical, are now available in highly integrated and sophisticated solutions. A concrete example is the ‘Safe’ version of the absolute encoder, an advanced, programmable electronic device that combines the basic function of measuring the car’s absolute position within the shaft with a SIL3-rated safety device. This device offers the enormous advantage of eliminating the need to install and adjust all the magnetic position sensors and traditional electromechanical limit switches that fill the shaft of a conventional lift, resulting in significant savings in time and effort. Whilst the absolute encoder allows for more precise system management and faster commissioning, it also requires additional cross-disciplinary skills: electronics, serial signals, new software parameters to manage, and an understanding of safety regulations. It is a cultural shift that cannot be underestimated and requires preparation and an openness to new ideas. THE SHORTAGE OF QUALIFIED PERSONNEL Alongside technological advances, our sector is currently facing increasing difficulties in recruiting qualified technicians. Many experienced maintenance engineers, who were trained on hard-wired logic systems or electromechanical systems, now find themselves working on highly digitalised control panels, and the transition is often challenging. The younger generations, on the other hand, whilst being more familiar with electronics and software, frequently still lack the practical experience needed to correctly interpret the typical phenomena of a lift system. Added to this is a further critical factor: a widespread reluctance to read product technical manuals. Generations born and raised in the age of smartphones and YouTube are naturally averse to traditional documentation: there is a belief that one can ‘learn on the job’ and that every piece of software is self-explanatory, like an app on our mobile phones. And finally, let’s face it: even if they did open this blessed technical manual, in most cases they would find themselves faced with a daunting stack of disjointed pages, peppered with vague text and packed with redundant—or worse, obsolete—information. Documenting the complexity of a product correctly is an art unknown to most. How can this be done? I believe that today there are many more advanced and effective tools di potenza, moduli di espansione I/O, gateway per la connettività e interfacce utente evolute. Ogni funzione – dalla gestione delle chiamate alla regolazione della velocità, dal controllo delle porte alla supervisione dei dispositivi di sicurezza – è mediata da software sempre più complessi ed “embedded”, ovvero integrati nell’hardware stesso delle schede elettroniche. Questo significa che il manutentore non si confronta più solo con i tradizionali segnali elettrici misurabili con un tester, ma con stati logici, parametri configurabili, firmware aggiornabili e protocolli di comunicazione. La diagnostica si sposta progressivamente dal piano puramente elettrotecnico a quello informatico-elettronico. Inoltre, importanti sistemi periferici, un tempo rigorosamente meccanici o al massimo elettromeccanici, sono disponibili oggi in soluzioni altamente integrate e raffinate. Un esempio concreto è dato dall’encoder assoluto in versione “Safe”, un dispositivo elettronico avanzato e programmabile che integra la funzione base di misurare la posizione assoluta della cabina nel vano con un dispositivo di sicurezza di tipo SIL3. Questo dispositivo porta in sé l’enorme vantaggio di eliminare la necessità di installare e regolare tutti i sensori magnetici di posizionamento e gli invertitori elettromeccanici tradizionali di fine corsa che popolano il vano di un ascensore tradizionale, con grande risparmio di tempo e fatica. Se da un lato l’encoder assoluto consente una gestione più fine dell’impianto ed una messa a punto più veloce, dall’altro richiede competenze trasversali addizionali: elettronica, segnali seriali, nuovi parametri software da gestire, comprensione delle normative di sicurezza. È un salto culturale che non può essere sottovalutato e richiede preparazione e predisposizione alla novità. LA CARENZA DI PERSONALE QUALIFICATO Parallelamente all’evoluzione tecnologica, il nostro settore vive oggi una crescente difficoltà nel reperire tecnici qualificati. Molti manutentori esperti, formatisi su impianti a logica cablata o su sistemi elettromeccanici, si trovano a operare su quadri fortemente digitalizzati ed il confronto, spesso, è arduo. Le nuove generazioni, invece, pur avendo maggiore familiarità con l’elettronica e il software, frequentemente non possiedono ancora l’esperienza pratica necessaria per interpretare correttamente i fenomeni tipici di un impianto ascensore. A questo si aggiunge un ulteriore fattore critico: la diffusa riluttanza a leggere i manuali tecnici dei prodotti. Le generazioni nate e cresciute in tempi di smartphone e YouTube sono naturalmente allergiche alla documentazione tradizionale: c’è la convinzione di poter “imparare sul campo” e che ogni software si possa spiegare da sé, come un’app del nostro telefonino. Ed infine, ammettiamolo: se anche aprissero questo benedetto manuale tecnico, nella gran parte dei casi si troverebbero di fronte ad un plico indigesto di pagine disomogenee, condite con testi incerti e dense di informazioni ridondanti, o peggio obsolete. Documentare correttamen20 EVOLUZIONE DI EMANUELE EMILIANI*
available to manufacturers of complex electronic devices to facilitate their correct installation, configuration and maintenance. Video tutorials, for example, have become, in every field of application, a fundamental tool to complement the product’s documentation. Nothing works better than a video that guides us, step by step, through the installation of a component. And here I would like to acknowledge the great effort made by Anacam, in recent years, in creating a platform dedicated specifically to tutorials for the products of its member companies. FROM ERRORS TO HIGH-LEVEL FAILURE MODES One of the most sensitive issues concerns the handling of errors in the control panel. Configuring an incorrect parameter, reversing two wires on an input, or incorrectly terminating a bus line can lead to abnormal behaviour that is difficult to interpret without a clear understanding of the system’s internal logic. Traditionally, control panels signal faults using numerical codes or abbreviations: “E23”, “F07”, “Err 45”. For the designer, these codes are clear and unambiguous; for the field maintenance engineer, particularly in urgent situations, they can be rather unhelpful, especially when the error description and its remedy are buried in some page of the infamous installation manual. Error codes do not explain the context and shift the burden of their interpretation directly onto the technician, who will struggle to distinguish a faulty contact from incorrect wiring, or a sensor outside tolerance from a misconfigured parameter. There is therefore a high risk of prolonged diagnosis times and misguided interventions, which often involve the mere replacement of components that may still be functioning, without a real understanding of the problem. This is where the need arises for an extended and contextualised error description, accessible on-site. Moreover: given the complexity of modern lifts, where numerous electronic and electromechanical components coexist, the error code alone is not enough. The real challenge is identifying the failure mode: a combination of events, conditions and symptoms which, when interpreted together, more accurately predict and explain the malfunction of the entire system. This requires diagnostics that do not merely read codes and provide precise descriptions of individual errors, but analyse contexts, temporal relationships between events, component lifecycles and behavioural anomalies. More generally, interaction with the outside world is based on a higher-level language, capable of describing the mode of malfunction in a simple, comprehensive and effective manner. An example? Consider the difference between a classic error such as ‘safety chain break at point N’ and the higher-level message ‘landing door not properly closed on the third floor’. More explicit messages also pave the way for the involvement of the lift user themselves: if the message mentioned above were displayed directly on the car screen, any user could go to the third floor to close the offending door properly before triggering the lengthy process of specialist technical intervention. te la complessità di un prodotto è un’arte sconosciuta ai più. Come fare? Ritengo che oggi vi siano molti mezzi più evoluti ed efficaci a disposizione dei produttori di dispositivi elettronici complessi per favorirne la corretta installazione, configurazione e manutenzione. I video tutorial, ad esempio, sono diventati in ogni campo di applicazione uno strumento fondamentale per integrare la manualistica a supporto del prodotto. Nulla funziona meglio di un video che, passo passo, ci accompagna nell’installazione di un componente. E qui voglio ricordare il grande sforzo di Anacam, negli anni passati, nel creare una piattaforma dedicata proprio ai tutorial dei prodotti delle aziende associate. DALL’ERRORE AL FAILURE MODE DI ALTO LIVELLO Uno dei punti più delicati riguarda la gestione degli errori del quadro di manovra. La configurazione di un parametro errato, l’inversione di due fili su un ingresso, l’errata terminazione di una linea bus possono generare comportamenti anomali difficili da interpretare senza una chiara comprensione della logica interna del sistema. Tradizionalmente, i quadri di manovra segnalano anomalie tramite codici numerici o sigle sintetiche: “E23”, “F07”, “Err 45”. Per il progettista questi codici sono chiari e univoci; per il manutentore sul campo, soprattutto in condizioni di urgenza, possono risultare poco esplicativi, soprattutto quando la descrizione dell’errore e il suo rimedio sono annegati in qualche pagina del famigerato manuale di installazione. I codici di errore non spiegano il contesto e trasferiscono l’onere della loro interpretazione direttamente sul tecnico, il quale dovrà faticare per distinguere un contatto difettoso da un cablaggio errato, un sensore fuori tolleranza da un parametro mal configurato. È alto, quindi, il rischio di tempi di diagnosi dilatati e di interventi non mirati, che spesso comportano la mera sostituzione di componenti magari funzionanti, senza una reale comprensione del problema. Qui nasce l’esigenza di una descrizione dell’errore estesa e contestualizzata, fruibile sul posto. Di più: nella complessità degli ascensori moderni, dove coesistono tanti componenti elettronici ed elettromeccanici, il codice di errore da solo non basta. La vera sfida è riconoscere la modalità di guasto (“failure mode”): una combinazione di eventi, condizioni e sintomi che, letti insieme, anticipano e spiegano in modo più accurato il malfunzionamento dell’intero sistema. Questo richiede una diagnostica che non si limiti a leggere codici e fornire descrizioni puntuali di singoli errori, ma che analizzi contesti, relazioni temporali tra eventi, cicli di vita dei componenti e anomalie comportamentali. Più in generale, l’interazione con l’esterno si basa su un linguaggio di più alto livello, capace di descrivere la modalità di malfunzionamento in modo semplice, completo, efficace. Un esempio? Pensiamo alla differenza tra un errore classico come “l’interruzione della catena sicurezze al punto N” ed il messaggio di alto livello “porta di piano non corretta22 EVOLUZIONE DI EMANUELE EMILIANI*
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