ANACAM MAGAZINE - n.4 ottobre | dicembre 2020

La “digital transformation” delle PMI ita- liane, ovvero la trasformazione tecnologica e digitale a supporto dell’efficientamen- to e della razionalizzazione dei processi interni primari e secondari, è un fattore fondamentale per restituire competitività ad aziende sempre più compresse in un mercato in rapida evoluzione. Un bisogno sempre più sentito dagli imprenditori del nostro settore che si trovano ad affrontare marginalità operative in calo, confrontan- dosi spesso con concorrenti più strutturati, forti di economie di scala incomparabi- li. Non vi è dubbio che le multinazionali, lavorando su progetti a livello globale, abbiano messo in campo investimenti e risorse che vanno ben oltre le possibilità delle società indipendenti. Progetti avviati da anni sia per le piattaforme gestionali di base, quali i sistemi ERP, MRP, di pianifi- cazione della supply chain, sia per i siste- mi di gestione dei contatti e delle trattative commerciali (CRM ovvero Contact Re- lationship Management), di analisi delle prestazioni aziendali (BI ovvero Business Intelligence). A questi si aggiungono pro- getti più innovativi legati all’efficientamen- to e al miglioramento del livello del servi- zio, come i configuratori per gli impianti, i sistemi di manutenzione predittiva e le soluzioni di realtà aumentata per il sup- porto da remoto ai tecnici manutentori o alla formazione a distanza. Questo impo- nente bagaglio di strumenti rischia di cre- are una barriera in termini competitivi nei confronti di chi non è altrettanto struttura- to, per motivi dimensionali, economici o, più semplicemente, culturali. È una delle sfumature del cosiddetto “Digital divide”, il divario digitale nell’accesso alle tecnologie che relega inevitabilmente i soggetti me- no organizzati ad un ruolo marginale nel mercato, se non soccombente. Purtrop- po, le micro imprese e le PMI italiane del settore ascensoristico segnano un signifi- cativo ritardo nel processo di digital tran- sformation rispetto ad aziende omologhe in altri Paesi europei. Ma è proprio vero che è così complesso o costoso adeguarsi, almeno in parte? In realtà la tecnologia, divenendo sempre più diffusa e pervasiva, si è evoluta anche in termini di accessibi- lità. Dotarsi di pacchetti software profes- sionali in passato richiedeva investimenti rilevanti, non diluibili nel tempo, con un numero di alternative credibili piuttosto limitato. Una maggiore competizione ha portato, come sempre accade, allo svilup- po di soluzioni innovative a beneficio della varietà e della convenienza dell’offerta. In particolare, è interessante la proliferazione di soluzioni SaaS (Software as a Service) che prevedono un canone di fruizione del servizio mentre non sono richiesti l’acqui- sto del pacchetto o il possesso di server fisici sui quali effettuare l’installazione che altresì sarà resa disponibile in cloud. Tra i vantaggi non trascurabili di questa formu- la troviamo gli aggiornamenti continui del software alla sua release stabile più aggior- nata e la possibilità di passare, con meno remore sebbene non in modo indolore, a piattaforme diverse più performanti o adeguate alle proprie esigenze. Tra i pio- nieri troviamoMicrosoft che da tempo ha puntato sulla conversione del pacchetto Office inOffice 365 con una formula a ca- none, e che oggi propone anche soluzioni ERP, CRMe BI con la stessa filosofia. Sales Force, il leader mondiale in ambito CRM propone da sempre una soluzione basa- ta sul cloud. Moltissime software house italiane propongono servizi analoghi, de- lineando una tendenza che vedrà a breve la sostituzione completa dei gestionali “on premise” con quelli “in cloud”. Parlando di manutenzione predittiva il problema è più culturale che tecnologico: quasi tutti i più importanti produttori di quadri di mano- vra propongono delle soluzioni connesse che consentono il controllo e la diagno- stica remota con funzioni estremamente evolute di analisi dei dati. Manutenzione predittiva significa migliorare il livello di servizio al cliente, scremare i falsi positivi, pianificare gli interventi con gli opportu- ni tempi di preparazione e approvvigio- namento, rilevare difettosità anomale dei componenti, gestire al meglio le risorse umane impiegate sul campo. Ahimè, la maggior parte degli ascensoristi non va- luta correttamente questi benefici e con- seguentemente non è pronta, a mio parere sbagliando, ad affrontare il maggior costo del sistema. Anche la realtà aumentata (AR) è destinata adiventare piùaccessibile, sia in termini di costo del software, sia di disponibilità di dispositivi come gli smart glasses o della diffusione di smartphone e tablet sufficientemente potenti. Non è lon- tano il giorno in cui i produttori di com- ponenti saranno in grado di fornire servizi di supporto in questa modalità. Nell’attesa Anacam ha dato un significativo contri- buto realizzando dei video tutorial, che sa- ranno messi a disposizione degli associati, che forniscono preziose informazioni su diversi componenti, creando una libreria di riferimento in continua evoluzione. Il momento per affrontare questi temi è par- ticolarmente propizio, sia alla luce di una maggiore sensibilità creatasi in seguito alla pandemia, sia in virtù degli stanziamenti previsti a supporto delle PMI per favorire la digital transformationprevisti dal bando del MiSE (con presentazione domande a partire dal 15 dicembre 2020) che andran- no a sommarsi a quelli erogati da diverse regioni a livello locale. Segnalo inoltre il piano “Transizione 4.0” (https://www. mise.gov.it/index.php/it/transizione40 ) previsto dalla legge di Bilancio 2020. Una maggiore competizione porta allo sviluppo di soluzioni innovative Digitalizzazione, ascensori e digital divide 10 FOCUS D I A l e s s a n d r o C at t e l a n

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