ANACAM MAGAZINE - n. 2 aprile | giugno 2021

16 STORIA D I R o b e r t o C o r r a d i n i Terminata la Seconda guerra mondia- le, nel decennio ‘50-‘60, l’Italia vive un periodo di sviluppo significativo attuando una ripresa economica stra- ordinaria fino a raggiungere un livello di vita similare a quello delle altre na- zioni europee. La crescita del settore edilizio e del settore industriale traina tutte le attività complementari e anche le macchine preposte alla movimenta- zione verticale diventano sempre più una necessità. Nell’edilizia residenziale l’ascensore è visto essenzialmente come un lusso, non strettamente necessario se non in presenza di un numero di piani non inferiore a 4-5, a servizio essenzial- mente del trasporto delle persone, di dimensioni contenute con cabine non superiori a 1 mq di superficie. Il tipo di ascensore normalmente richiesto è elettrico a una velocità, manuale con porte di piano e cabina a battente a mano. Dalla metà degli anni ‘60 lo stesso tipo di impianto inizia a essere mag- giormente utilizzato nella versione semiautomatica con porte di piano a battente e porte di cabina scorrevoli automatiche. A partire dal 1965 comincia a farsi strada l’ascensore oleodinamico. In- stallato inizialmente nelle versioni con pistone diretto centrale interra- to o diretto laterale, copre solo corse limitate in altezza ma con l’entrata in produzione della versione a taglia rovescia diventa fattibile servire corse fino a circa 20 metri, dislivello suffi- ciente per rispondere alla maggior parte delle richieste del mercato edi- lizio italiano. È una soluzione inno- vativa per alcuni aspetti significativi: in primo luogo garantisce nella nor- malità un livello di fermata dolce e precisa e il locale del macchinario può essere ricavato a qualunque livello rispetto allo sviluppo del vano corsa. Inoltre, la quota da pavimento dell’ul- tima fermata superiore all’intradosso del solaio di copertura del vano corsa può contenersi a una misura meno invasiva rispetto alla versione elettri- ca. Questa versione assicura, in caso di mancanza di corrente, la possibilità che la cabina ritorni automaticamente al primo piano inferiore riaprendo, se del caso, le porte e permettendo alle persone di liberarsi rapidamente. In- fine, offre la possibilità di realizzare montacarichi per l’industria anche di grandi dimensioni ed elevate portate con soluzioni tecniche semplici. In questo periodo l’ascensore classico ha una portata di 320 kg, una capienza di 4 persone, richiesto normalmente nella versione con porte automatiche di piano e cabina. Negli anni ‘70 viene promulgata la prima legge per l’eliminazione del- le barriere architettoniche nell’edi- lizia pubblica. Da questo momento, per tutti gli edifici pubblici di nuova costruzione l’ascensore deve avere dimensioni di cabina tali da permet- tere l’accesso e la rotazione di una carrozzina al suo interno. Solo verso il termine degli anni ‘80 si arriverà ad avere una legislazione che rende ob- bligatoria anche nell’edilizia privata l’installazione di ascensori aventi le caratteristiche idonee all’eliminazione delle barriere architettoniche. Si pas- sa quindi a uno standard di ascensore con capienza pari a 6 persone e una portata di 450 kg. Negli anni ‘80 l’ascensore oleodina- mico raggiunge una diffusione signi- ficativa dando spazio soprattutto alle piccole e medie imprese operanti sul territorio nazionale. Contempora- neamente cresce l’attività normativa attraverso l’interazione con gli orga- nismi di normazione europea nell’ot- tica di tendere a una uniformità delle norme tecniche per la costruzione e l’installazione degli ascensori. Questo lavoro porta a migliorare ed elevare il livello di sicurezza garantito dai vari componenti. Un esempio concreto è ravvisabile nelle nuove linee di pro- duzione degli argani che introducono il concetto di ridondanza nel gruppo freno: le nuove macchine immesse sul mercato devono avere il gruppo freno costituito da due ceppi aventi organi meccanici completamente indipen- denti. Verso la fine degli anni ‘80, esatta- mente nel dicembre del 1987, viene pubblicato il D.M. 587/87 che intro- duce la nuova norma tecnica EN 81-1 sostituendo, dopo circa 25 anni, la norma nazionale contenuta nel D.P.R. 1497/63. Questa nuova norma tecnica è il primo passo verso l’unificazione normativa europea. L’introduzione delle norme europee porta a cambiamenti significativi. La norma tecnica non ha più natura prescrittiva, ma bisogna rispettare necessariamente i requisiti essenzia- li di sicurezza (RES) della direttiva europea. La norma tecnica propone una possibile soluzione per rispettare i RES che tuttavia non deve ELETTRON I CA E MECCAN I CA DELL’ I MP I ANTO , I PR I N I C I PAL I CAMB I AMENT I DECENN I O PER DECENN I O L’evoluzione DELL’ASCENSORE: DAGLI ANNI ‘50 AD OGGI

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