ANACAM MAGAZINE - n. 2 aprile | giugno 2021
duction of microprocessors has more recently retired PLC switchboards, carving out a central role for what we now call the lift motherboard, a real minicomputer entirely de- signed to manage the lift’s electrical system.This all sounds very good, but what is the actual advantage for my imagi- nary passenger? Electronics means greater computing power in less space, more programmability and versatility, more data and therefore greater sophistication, but above all the ability to effectively use some electrical equipment borrowed from other sectors. And here, dear friend, the most obvious advantage is the progressive but definitive introduction of frequency inverters in driving lift motors. Which in English would mean, the first big leap in quality in travel comfort and - above all - in the accuracy of stop- ping at the floor that has ever been possible to implement in a lift.Surprisingly, on the lift control logic front it seems that the availability of many new and accurate cabin posi- tion control systems has not managed to undermine the peculiar affection of our lift aficionados for the traditional devices that still fill the lift shaft today. I’m referring to the mechanical inverters and magnetic contacts, that are still in common use but definitely a bit dated both in terms of design and effectiveness.While the taste for antiques and the “old school” approach of many lift technicians is relat- able, it is surprising to see how people insist on sending lifts up and down by relying on isolated reference points such as magnetic sensors and magnets. My fellow passen- ger, who loves the sea, says that it is like wanting to insist, in GPS times, to cross the sea relying on lighthouses and the stars in the sky: certainly fascinating but not exactly an example of effectiveness and safety. But is there a GPS for lifts? No, even if the truth is that highly accurate optical encoders have been available for some time now, which when mounted on the motor axis or connected with inex- tensible cables to the movement of the cabin, provide the control panel with a continuous and very precise reading of the position and speed of the cabin. Most importantly finally allowing the introduction of the concept of feedback in lift movement, a crucial element for automatic controls. The result? Lifts that modify the profile of their accelera- tion and deceleration based on the position of the cabin with respect to the floors, guaranteeing much smoother and more accurate departures and arrivals. More recently, some of these devices, equipped with a magnetic stripe reading system (which makes them encoders), are able to completely replace the complex apparatus of traditional end-of-trip, extra-trip and door zone devices, speeding up much of the installation and development of a modern lift. Paying more for electronics means spending less on labor. Our virtual journey is coming to an end, we have already gone up and down twenty times, however the imaginary passenger seems to be engrossed by the many innovations and immediately gets to the point: if modern lifts can be as sophisticated self-driving cars, driven by computers, where mente alcune apparecchiature elettriche mutuate da altri settori. E qui, caro amico, il vantaggio più evidente è l’introduzione progressiva ma definitiva dei variatori di frequenza nel pilotaggio dei motori dell’ascensore. Tra- dotto, il primo grande salto di qualità nel comfort di viag- gio e – soprattutto – nella precisione di arresto al piano che sia mai stato possibile implementare in un ascensore. Sorprendentemente, sul fronte della logica di comando dell’ascensore sembra invece che la disponibilità di molti nuovi ed accurati sistemi di controllo della posizione della cabina non sia riuscita a scalzare l’affezione tutta peculiare dei nostri amici ascensoristi verso i dispositivi tradiziona- li che ancora oggi affollano il vano dell’ascensore. Parlo di invertitori meccanici e contatti magnetici, oggetti ancora di uso comune ma decisamente un po’ datati come conce- zione ed efficacia. Qui, pur comprendendo il gusto per l’antiquariato e l’approccio da “vecchia scuola” di tanti tec- nici d’ascensore, stupisce vedere come si insista a voler mandare su e giù un apparecchio affidandosi a punti di riferimento isolati come i sensori magnetici e le relative calamite. Il mio amico, che ama il mare, osserva che è come voler insistere, in tempi di GPS, ad attraversare il mare affidandosi ai fari in terra ed alle stelle nel cielo: affa- scinante certo ma non esattamente un esempio di efficacia e sicurezza. Ma esiste il GPS degli ascensori? No, anche se in realtà, da tempo, sono disponibili accuratissimi enco- der ottici che, montati sull’asse del motore o connessi con dei cavi inestensibili al movimento della cabina, fornisco- no al quadro di manovra una lettura continua e precisissi- ma della posizione e della velocità della cabina stessa. Cosa più importante, consentono di introdurre finalmen- te il concetto di retroazione, importantissimo per i con- trolli automatici, nel movimento dell’ascensore. Risultato? Ascensori che modificano il profilo della propria accelera- zione e decelerazione in base alla posizione assoluta della cabina rispetto ai piani, garantendo partenze e arrivi mol- to più soffici ed accurati. Più recentemente, alcuni di que- sti dispositivi, provvisti di un sistema di lettura a banda magnetica (che li rende degli encoder assoluti), sono in grado di sostituire completamente il complesso apparato di dispositivi tradizionali di fine corsa, extra-corsa e zona porte, velocizzando di molto l’installazione e messa a pun- to di un moderno ascensore. Si paga di più l’elettronica, si spende di meno in manodopera. Il nostro viaggio virtuale volge al termine, ci siamo presi il tempo per andare su e giù già una ventina di volte, tuttavia l’immaginario pas- seggero mi sembra rapito dalle tante novità e va subito al sodo: ma se i moderni ascensori possono essere come so- fisticate macchine a guida autonoma, guidate da compu- ter, a che punto siamo con il controllo a distanza? A que- sto punto un’ammissione è d’obbligo: tra i grandi e piccoli apparati elettronici industrial-domestici l’ascensore arriva buon ultimo nella classifica della diffusione della connet- tività a distanza. E questo nonostante l’offerta tecnologica 30 RI FLESSIONI D i E m a n u e l e E m i l i a n i con i l cont r ibuto di Alessio Beret ta
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NDUyNTU=