parti”. Il successivo comma 4 dello stesso articolo riprende il concetto del controllo e lo esplica affermando che “Il manutentore provvede, almeno una volta ogni sei mesi per gli ascensori, compresi gli apparecchi di sollevamento rispondenti alla definizione di ascensore la cui velocità di spostamento non supera0.15m/s, ealmenounavoltaall’annoper imontacarichi: a) a verificare l’integrità e l’efficienza del paracadute, del limitatore di velocità e degli altri dispositivi di sicurezza; b) averificareminutamente le funi, lecatenee i loroattacchi; c) a verificare l’isolamento dell’impianto elettrico e l’efficienza dei collegamenti con la terra; d) ad annotare i risultati di queste verifiche sul libretto di cui all’articolo 16”. Non dimentichiamo che al precedente art. 13 del medesimo decreto vengono esplicitate le verifiche periodiche sugli ascensori che, in base a quanto stabilito dal comma 3 “… sono dirette ad accertare se le parti dalle quali dipende la sicurezza di esercizio dell’impianto sono in condizioni di efficienza, se i dispositivi di sicurezza funzionano regolarmente e se è stato ottemperato alle prescrizioni eventualmente impartite in precedenti verifiche. Il soggetto incaricato della verifica fa eseguire dal manutentore dell’impianto le suddette operazioni”. Questi concetti non sono nuovi. Nel 1999, anno in cui è stato approvato il primo DPR 162/99, i criteri di controllo delle funi, e più in generale manutentivi e di controllo periodico, erano già presenti nella legislazione relativa agli ascensori in Italia (anche se i controlli periodici erano demandati ad altri soggetti ed Istituzioni). Da un punto di vista operativo come si sono svolti i controlli o meglio come si è potuto verificare minutamente funi, catene e attacchi? Sicuramente attraverso il controllo visivo. Un buon controllo visivo sull’intero sviluppo delle funi, compresi gli attacchi, è un ottimo sistema per condurre la verifica, ma non solo. Spesso ci si è fatti aiutare da un legnetto che posto sulle funi all’uscita della puleggia nel locale del macchinario (all’uscita, mi raccomando), permetteva di rilevare i fili rotti delle funi di sospensione. Non sempre le conclusioni potevano essere considerate chiare e nette. Ecco allora fiorire la tendenza ad inserire nei verbali di verifica frasi del tipo “Tenere sotto controllo le funi di sospensione e sostituire all’occorrenza”. Per quanto riguarda, invece, i criteri di scarto relativi alle funi degli ascensori, l’unica norma tecnica che li riporta è la ISO 4344, più precisamente se ne parla nell’Appendice E, che raccoglie anche i diversi requisiti di verifica che riguardano principalmente la verifica visuale. Purtroppo, si tratta di una norma poco conosciuta. Proprio partendo dall’incertezza che può scaturire dalle prove circa lo stato di conservazione dei sistemi di sospensione e per fare chiarezza circa i criteri di scarto, l’UNI ha intrapreso, circa quattro anno fa, il lavoro di approfondimento dei controlli sulle funi metalliche, fino ad approvare e pubblicare a marzo di quest’anno la Specifica Tecnica UNI/TS 11807 “Ascensori, piattaforme elevatrici e montacarichi - Sistemi di sospensione e compensazione dell’impianto e sistemi di attuazione del paracadute a mezzo di funi di materiale ferromagnetico non rimaintenance technician must do the flowing for lifts at least once every six months, including lifting equipment that meets the definition of a lift whose travel speed does not exceed 0.15 m / s, and at least once a year for freight elevators: a) verify the integrity and efficiency of the safety gear, the speed limiter and other safety devices; b) check in detail the ropes, chains and their attachments; c) check the insulation of the electrical system and the efficiency of the connections with the earth; d) write the results of these checks in the booklet referred to in article 16 “. Let’s not forget that the previous art. 13 of the same decree details the periodic checks on lifts which, based on the provisions of paragraph 3 “... are aimed at ascertaining whether the parts on which the operating safety of the system depends are in conditions of efficiency, if the safety devices function regularly and if any prescriptions given in previous checks have been complied with. The person in charge of the verification has the above-mentioned operations carried out by the plant maintenance technician “. These concepts are not new. In 1999, the year in which the first Presidential Decree 162/99 was approved, the ropes control criteria, and more generally maintenance and periodic control criteria, were already present in the legislation relating to lifts in Italy (even if the periodic controls were delegated to other subjects and institutions). From an operational point of view, how were inspections carried out or rather how was it possible to check the ropes, chains and attachments in detail? Certainly through visual inspection. A good visual check on the entire development of the ropes, including the attachments, is an excellent system for conducting the verification, but there’s’ more. Often a simple stick is implemented which, placed on the ropes at the pulley exit (important) in the machinery room, makes it possible to detect the broken wires of the suspension ropes. But conclusionswere not always 100%clear.Hence the tendency to insert phrases such as “Keep the suspension ropes under control and replace if necessary” in the verification reports. On the other hand, as regards the rejection criteria relating to lift ropes, the only technical standard that contains them is ISO 4344, more precisely, is mentioned in Appendix E, which normativa d i Pa o l o Tat t o l i 28
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