ANACAM MAGAZINE - n.4 ottobre | dicembre2021

Anacam Magazine 4/2021 spedizione in Abb. Post. 70% Filiale di Roma La rivista di informazione e cultura dell’ascensorismo italiano Anno | XXX • tr imestrale • n. 4 ottobre | dicembre 2021 Sistemi di sospensione e di trazione

2 NUOVE SERRATURE TIPO MN Serratura di sicurezza modello MN compatibile con l’originale Monitor. Un dispositivo con tecnologia innovativa, materiali di alta qualità e facile da installare. Disponibile in un’unica versione compatibile per modelloMonitor semiautomatico e manuale, con fissaggi perfettamente corrispondenti. Parte meccanica originale Monitor Parte elettrica originale Monitor Parte elettrica serratura MN Parte meccanica adattata Contatti interni omologati per correnti nominali: 1 A 110 Vcc e 1 A 230 Vca. Componente di sicurezza conforme ai requisiti della direttiva 2014/33/UE con riferimento a norme EN 81-20:2014 e EN 81-50:2014. Certificato TÜV EDBP009. Le serrature tipo MN di Uberlift sono una esclusiva Donati. Visita il sito www.donati.it

E D I T O R I A L E 5 di Andrea Codebò F O C U S T E C N I C O / F U N I 8 Funi e sistemi di sospensione Wire ropes and suspension means di Nicola Imbimbo F O C U S T E C N I C O / F U N I 1 6 La manutenzione delle funi metalliche per ascensori Lift wire cables maintenance di Bruno Vusini N O R M AT I VA 2 6 Norme sui sistemi di sospensione per ascensori Standards on suspension systems for lift di Paolo Tattoli F O C U S T E C N I C O / A R G A N I 3 4 Argani e sistemi di sospensione Winches and suspension systems di Lorenzo Calvi e Stefano Mantovan F O C U S T E C N I C O / A R G A N I 4 4 Ammodernamento degli argani: stato dell’arte e tendenze Upgrading winches: the state of the art and current trends di Elisabetta Gasperini F O C U S T E C N I C O / A R G A N I 5 0 Interventi di ammodernamento: la sostituzione del gruppo argano-motore Upgrading:replacing the winch-motor unit di Giuseppe Andreani S I C U R E Z Z A 5 6 L’installazione di un quadro di manovra dotato di inverter su ascensori elettrici antecedenti al DPR 214/2010 Installing a control panel equipped with an inverter on electric lifts prior to Presidential Decree 214/2010 di Luigi Clementi A n a c a m A c a d e m y 6 2 Anacam Academy, un aiuto per le aziende associate a ricercare ed inserire nuove persone nella propria organizzazione Anacam Academy, helps associates to recruit new technicians for their companies di Monica Malavasi o n l i n e 6 6 A portata di Cliclift Within reach of... Cliclift di TLP 3 anacam m a g a z i n e Sommario Anno | XXX • trimestrale • n. 4 ottob e | dicembre 2021 Proprietà ANACAM Associazione Nazionale Imprese di Costruzione e Manutenzione Ascensori Sede Via Emilia, 47 00187 Roma Tel. / Fax 0642013829 www.anacam.it E-mai: info@anacam.it Testata AnacamMagazine Rivista Trimestrale Registrazione al Tribunale di Roma con Decreto n. 77/92 del 4-02-1992 Direttore Responsabile Annunziata Lo Papa Pubblicità Anacam Service srl Sede Via Emilia, 47 00187 Roma Tel. +39 06 420 13 829 E-mail: magazine@anacam.it Direttore Editoriale Andrea Codebò Comitato di redazione Alessandro Cattelan, Andrea Codebò, Laura Ferrari, Luca Incoronato, Giuseppe Ligorio, Titti Lo Papa, Michele Mazzarda, Alessandra Recchia, Federica Valli Responsabile Comunicazione Michele Mazzarda Responsabile Organizzativo Luca Incoronato Segreteria Organizzativa Laura Ferrari, Federica Valli Realizzato da Generando s.r.l. Sede Via Flaminia, 657 00191 Roma Tel. +39 339 8782774 E-mail: magazine@anacam.it www.generando.eu Stampato da Futura Grafica 70 Srl Via Polia, 37 00178 Roma Tel. 067840474/5 E-mail: info@futuragrafica.com Copyright© 2001 Altri prodotti o società menzionati possono essere marchi registrati dai rispettivi proprietari.

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anacam magaz ine d i A n d r e a C o d e b ò L’editoriale Editorial by Andrea Codebò p r e s i d e n t e n a z i o n a l e A n a c a m n a t i o n a l P r e s i d e n t o f A n a c a m 5 Molte delle aziende associate ad Anacam si avviano al passaggio generazionale Many of the companies associated with Anacam are on the way to generational handover eda tener presente che, quantomeno in un’azienda come quella che porta il nostro nome, non sarete dei semplici “eredi” chiamati a gestire con onore il bene lasciato dal fondatore, bensì dei rifondatori: ogni generazione rifonda l’azienda, certo sulla base di quanto le è stato trasmesso, ma rinnovandola per adeguarla al proprio tempo, o addirittura cambiandola totalmente” scriveva nel 1999 l’imprenditore Alberto Falk in una lettera ai figli. Niente di più vero. Molte delle aziende associate ad Anacam si avviano al passaggio generazionale, uno dei moit’s important to remember that in a company like ours, you will not simply be “successors” asked to manage the founder’s assets, but rather re-founders: each generation re-establishes the company, certainly based on what has been transferred by the previous, but also renewing it to adapt it to its own time, or even changing it completely.” wrote entrepreneur Alberto Falk in a letter to his heirs in 1999. He couldn’t be more right. Many of the companies associated with Anacam are heading for a generational changeover, which is one of the most important moments in the life of a company, even more so if it is family-run. “ “

anacam magaz ine d i A n d r e a C o d e b ò menti più delicati nella vita di un’impresa, a maggior ragione se a conduzione familiare. Credo che per tutti noi, in qualche modo, sia urgente non solo pensare e programmare questo momento ma anche prevedere un opportuno affiancamento, avere fiducia nelle nuove generazioni e lasciare che, al massimo del loro slancio creativo, i nostri figli possano gestire le aziende con quell’imprevedibilità tipica della giovinezza, reinventando un mestiere che ormai deve confrontarsi sempre più con l’innovazione, la digitalizzazione e una nuova filosofia manageriale. Per quanto possa essere rassicurante il fatto che la loro gestione si sovrapponga perfettamente alla nostra, in realtà sarebbe estremamente pericoloso vista la velocità con cui evolve il mercato. Rimanere legati a modelli ormai superati e avere rispetto della propria storia sono due concetti nettamente differenti. Alla fine, le aziende non sono altro che idee che evolvono e aspirazioni che si concretizzano. Bisogna avere il coraggio, ma prima ancora la consapevolezza, di lasciare i figli, gli imprenditori di domani, liberi di sognare, di disegnare la propria impresa e realizzare nuovi modelli di imprenditorialità. Del resto, Einstein aveva solo 26 anni quando rivoluzionò la fisica con le prime bozze della teoria della relatività. James Watson aveva un anno di meno quando contribuì a scoprire la doppia elica del DNA. Jeff Bezos fondò Amazon a 30 anni e Steve Jobs costituì la Apple a 21 anni. La storia è piena di giovani con lampi di genio ma la verità è che il talento deve avere anche la possibilità di esprimersi. Ed è questo il compito che ci attende, lasciare alle nuove generazioni di imprenditori la possibilità di mostrare il proprio valore ma anche imparare a modificare il nostro ruolo in azienda, nel tempo. Credo non esista un modello unico e vincente: conservare è senza dubbio più difficile che fondare. Ecco perché l’errore più grande che possiamo commettere è pensare che il passato sia migliore del presente e forse anche del futuro. I believe our priority is not only to plan this moment but also to anticipate the appropriate support, to have faith in the new generations and to let our children, at the peak of their creative momentum, manage companies with a youthful unpredictability, reinventing a profession that is now increasingly confronted with innovation, digitization and new managerial philosophies. For their managing style to replicate ours may sound reassuring, but actually it would be extremely dangerous given the speed with which the market evolves. Being burdened by outdated models and respecting one’s own history are two entirely different concepts. Ultimately, companies are nothing but evolving ideas and realizing aspirations. Courage is required, but even before that one must remember to give the younger generations, the entrepreneurs of tomorrow, freedom to dream, to design their own business and create new models of entrepreneurship. After all, Einstein was only 26 when he revolutionized physics with the first drafts of the theory of relativity. James Watson was a year younger when he helped discover the DNA double helix. Jeff Bezos founded Amazon at 30 and Steve Jobs formed Apple at 21. History is full of young people with brilliant intuitions but the truth is that talent needs the opportunity to express itself. This is the task that awaits us, giving the new generations of entrepreneurs the opportunity to show their value as well as learning to adapt our role in the company over time. I believe there is no single winning model: preserving is undoubtedly more difficult than founding. This is why the biggest mistake we can make is thinking that the past is better than the present and perhaps also than the future. 6

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Funi esistemi di sospensione Wire ropes and suspension means Come scegliere la costruzione di fune più adeguata per il vostro ascensore H o w t o s e l e c t t h e m o s t s u i t a b l e r o p e c o n s t r u c t i o n f o r y o u r e l e v a t o r 8 FOCUS TECNICO/ FUNI D i N i c o l a I m b i m b o

9 Se si fa corrispondere l’inizio del moderno sviluppo degli ascensori con la dimostrazione di Elisha Otis del suo dispositivo di sicurezza nel 1853[1], si può ben comprendere l’importanza del ruolo delle funi. Otis, durante una dimostrazione, tagliò con un’accetta le funi di sospensione per dimostrare come il suo dispositivo potesse evitare la caduta della cabina in caso di problemi alle funi stesse. Ovviamente, in quell’occasione, le funi erano di tipo tessile e non metallico. Diversamente non sarebbe riuscito a tagliarle tanto facilmente con un’accetta. Quell’episodio è rimasto un evento iconico nella storia degli ascensori. Da allora molte cose sono cambiate, ma non il fatto che allo stato attuale, gli ascensori sono ancora movimentati dalle funi. Tranne qualche sporadica eccezione, ovviamente. Fatta questa breve introduzione, vale la pena di ricordare che a partire all’incirca dal 1860, le funi per ascensori hanno progressivamente cominciato ad essere composte di fili metallici[2]. Ed è esattamente dall’intreccio di questi fili che nascono le varie tipologie e costruzioni che troviamo oggi sul mercato. Su questo parametro si innestano i ragionamenti che andremo a sviluppare, in quanto risulta di fondamentale importanza imparare a conoscere le varie composizioni di funi per selezionare adeguatamente quella che meglio si adatta alla specifica applicazione. Costruzioni tipiche delle funi per ascensori L’elemento dal quale cominciare è ovviamente comprendere quale siano lecostruzioni tipichedelle funi per ascensori. Senza addentrarsi eccessivamente nella serie delle norme tecniche e dei codici di prodotto e nomenclatura, è fondamentale ricordare che tipicamente le funi per ascensori sono composte da 6 oppure 8 trefoli, così come riportato nella EN 12385-5. Questa norma tecnica però consente anche la possibilità di avere funi con costruzione differente da quelle elencate, a patto che siano supportate dalla certificazione del fabbricante. Ed è in questo scenario che si introducono le funi a 9 trefoli, che tipicamente vengono utilizzate sugli impianti alti e veloci. Una volta compreso quale possa essere il numero dei trefoli delle funi, bisogna evidenziare che i medesimi possono essere costituiti da una sequenza differente di fili avvolti su strati concentrici e che danno origine alle varie costruzioni (ad esempio Seale, Warrington, Filler, etc.). Ciascuna di queste costruzioni ha le sue caratteristiche peculiari, che devono essere ben comprese quando si deve definire quale possa essere la migliore soluzione per il proprio impianto ascensore. A questo punto bisogna fare una distinzione fondamentale: si deve differenziare la selezione della fune per la progettazione di un nuovo impianto, dalla selezione della fune corretta per la manutenzione. Nel primo caso, si devono valutare le caratteristiche costruttive del progetto dell’ascensore, il numero delle pulegge, la loro disposizione, i rapporti di avvolgimento, la geometria delle gole, i parametri di pressione specifica, e quant’altro possa avere pratica influenza sulla vita utiledelle funi inesercizio.Nel secondo caso, e cioè quellodella sostituzione delle funi per manutenzione, si ha una base dalla quale partire, e cioè la fune attualmente installata. Bisogna, if we set the beginning of the modern elevators’ development with Elisha Otis’ demonstration of his safety device in 1853 [1], we can well understand the importance of ropes role. Otis, during a demonstration, cut the suspension ropes with a hatchet to demonstrate how his device could prevent the cabin from falling in case of rope problems. Obviously, on that occasion, the ropes were of the textile type and not steel made. Otherwise, he would have not been able to cut them so easily with a hatchet. That episode remained an iconic event in the elevators history. Many things have changed since then, but not the fact that at present, the elevators are still driven by the ropes. Except for a few sporadic exceptions, of course. Having made this brief introduction, it is worth remembering that starting around 1860, elevator ropes have gradually begun to be composed of steel wires [2]. And it is exactly from the spinning of these wires that the various types and constructions that we find on the market today were born. The reasoning that we are going to develop is grafted onto this parameter, as it is of fundamental importance to learn about the various compositions of ropes in order to properly select the one that best suits the specific application. Typical construction of elevator ropes The element to start with is obviously to understand which are the typical constructions of elevator ropes. Without going too far into the series of technical standards and product codes and nomenclature, it is essential to remember that lift ropes typically consist of 6 or 8 strands, as reported in EN 12385-5. This technical standard, however, also allows the possibility of having ropeswitha constructiondifferent fromthose listed, as long as they are supported by themanufacturer’s certification. And it is in this scenario that 9-strand ropes are introduced, which are typically used on high and fast elevators. Once it is understood what the number of strands of the ropes may be composed of, it must be pointed out that they can be constituted by a different sequence of wires wound on concentric layers and which give rise to the various constructions (for example Seale, Warrington, Filler, etc.). Each of these constructions has its own peculiar characteristics, which must be well understood when defining what is the best solution for your elevator system. At this point, a fundamental distinction must be made: the selection of the rope for the design of a new installation must be differentiated from the selection of the correct rope for maintenance. In the first case, it is necessary to evaluate the constructive characteristics of the elevators project, the number of pulleys, their arrangement, the bending ratios, the geometry of the grooves, the specific pressure parameters, and anything else that may have practical influence on the useful life of the ropes in operation. In the second case, the one of replacing the ropes for maintenance, there is a base from which to start, namely the rope currently installed. It is therefore necessary to check what is written on the elevator logbook and compare it with what is written on the certificate of the rope in service. If the rope currently in use has given good performance, we proceed to order the same type. If, on the other hand, problems have

quindi, verificare cosa è riportato sul libretto dell’ascensore e confrontarlo con quanto riportato sul certificato della fune in opera. Se la fune attualmente in uso ha dato delle buone prestazioni, si procede ad ordinare la medesima tipologia. Nel caso in cui, invece, fossero sorte delle problematiche, risulta necessario approfondire la questione prima di poter selezionare la fune più adeguata. A questo scopo bisogna ricordare che non ci sono costruzioni di funi migliori delle altre, ma costruzioni di funi che sono più adeguate a seconda delle caratteristiche costruttive dello specifico impianto. Giusto per citare un esempio, le funi di costruzione Seale, avendo i fili esterni dimaggior diametro, sonoparticolarmente indicate quando si ha a che fare con rapporti di avvolgimento maggiori od uguali a 40:1, e quando il numero delle pulegge è limitato. Queste funi si comportano molto bene a livello di resistenza all’usura superficiale causata tipicamente dal rapporto di frizione della gola di trazione. Per contro, hanno una caratteristica intrinseca di rigidezza che non le rende particolarmente adeguate quando il numero delle pulegge aumenta o quando ci sono delle severe flessioni inverse. Le funi di costruzione Warrington, per contro, hanno una composizione taledaesserepiùadeguatenel caso incui si abbia a che fare con un numero più elevato di pulegge nell’ascensore, oppure quando i rapporti di avvolgimento si riducono. Anche nel caso di flessioni inverse, il loro comportamento è migliore rispetto alle funi Seal anche se hanno una minore resistenza all’abrasione superficiale. Chiaramente ogni specifico caso va adeguatamente valutato e studiato. Si raccomanda, in caso di dubbi, di coinvolgere uno specialista della materia che potrà consigliare nella giusta direzione. Terminali e capicorda per funi ascensori Una voltacompresa la tematica relativaalle funi di sospensione, non bisogna però dimenticarsi dei terminali delle stesse, in quanto sono gli oggetti che garantiscono che la fune rimanga ancorata ai suoi punti di estremità. Un elemento che viene spesso sottovalutato è quello relativo al requisitodi resistenza dell’80% del carico di rottura della fune. Andando a leggere come è formulato il punto 5.5.2.3 della EN 81-20 (analogamente nella EN 81-1) si comprende che quello che bisogna assicurare è che il “collegamento” tra fune e capocorda garantisca l’80%del carico di rottura della fune stessa. Quindi potremmo avere un capocorda che raggiunge questo valore di per sé stesso, ma che messo in congiunzione con la fune, ne comporti la rottura ad arisen, it is necessary to investigate the question before being able to select the most suitable rope. For this purpose, it must be remembered that there are no rope constructions better than the others, but rope constructions that are more suitable according to the constructive characteristics of the specific installation.Just to cite an example, the Seale construction ropes, having the external wires of greater diameter, are particularly suitable when dealing with bending ratios greater than or equal to 40: 1, and when the number of pulleys is limited. These ropes performvery well in terms of resistance to surface wear typically caused by the friction on the traction groove. On the other hand, they have an intrinsic characteristic of stiffness which does not make them particularly suitable when the number of pulleys increases or when there is severe reverse bending. The ropes of Warrington construction, on the other hand, have a composition such as to be more appropriate if you are dealing with a higher number of pulleys in the elevator, or when the bending ratios are reduced. Even in the case of reverse bending, their behavior is better than Seale ropes even if they have a lower resistance to surface abrasion. Clearly, each specific case shall be adequately evaluated and studied. It is recommended, in case of doubt, to involve a specialist in the subject who can advice in the best selection. Terminationsandsocketsforelevatorropes Once you have understood the topic of suspension ropes, however, we must not forget about the terminals, as they are the objects that ensure the rope remains anchored to its end points. An element that is often underestimated is referred to the resistance requirement of 80% of the breaking load of the rope. By reading how point 5.5.2.3 of EN 81-20 (similarly in EN 811) is formulated, it is understood that what must be ensured is that the “junction” between rope and terminals guarantees 80% of the breaking load of the rope itself. So, we could have a termination that reaches this value by itself, but when placed in conjunction with the rope, causes it to break at a lower value. Because of its shape, the way the wedge presses on the rope or for various other reasons. This element should even more be taken into consideration when dealing with coated suspension elements, as these are particularly delicate. The tests to be carried out in the laboratories must be aimed at ensuring that the connection between the suspension element and the termination guarantees 80% of the breaking load of the suspension means. But we must not forget that EN 13411-6/7 also provides that axial fatigue stress tests with 75,000 cycles must be carried out, after which the actual breaking load of the connection between the suspension means and the termination must be verified. Only upon passing these tests will it be possible to be sure that the requirement ismet by the connection between the two elements. Having clarified this aspect, it is good to understand which are the terminations for the ropes that are currently included in EN 81-20: • EN 13411-6: asymmetrical socket; • EN 13411-7: symmetrical socket; • EN 13411-3: termination with thimble eye fixed by an aluminum ferrule; 10 FOCUS TECNICO/ FUNI D i N i c o l a I m b i m b o

un valore inferiore a causa della sua conformazione, del modo in cui il cuneo preme sulla fune o per svariate altre ragioni. Tale elemento va a maggior ragione tenuto in considerazione, quando si ha a che fare con elementi di sospensione rivestiti, in quanto questi risultano essere particolarmente delicati. Le prove che vanno effettuate nei laboratori devono essere finalizzate ad assicurare che il collegamento tra elemento di sospensione e capocorda garantisca l’80% del carico di rottura dell’elemento di sospensione. Ma non bisogna dimenticarsi che la EN 13411-6/7 prevede anche che vadano effettuate delle prove di sollecitazione a fatica assiale con 75.000 cicli, dopo i quali deve essere verificato l’effettivo carico di rottura della congiunzione tra elemento di sospensione e capocorda. Unicamente al superamento di questi test si potrà avere la certezza che il requisito venga rispettato dal collegamento tra i due elementi. Chiarito questo aspetto, è bene comprendere quali siano le terminazioni per le funi che attualmente sono contemplate nella EN 81-20: • EN 13411-6: capocorda asimmetrico; • EN 13411-7: capocorda simmetrico; • EN 13411-3: terminazione con asola e redancia fissata da manicotto di alluminio; • EN 13411-8: terminazione pressata/filettata di estremità della fune. Si nota chiaramente un punto di discontinuità con il passato, in quanto le terminazioni con 3 morsetti a cavallotto e quelle realizzate con l’ausilio della testa fusa, non sono più contemplate all’interno della EN 81-20. Per contro, vengono introdotte due nuove tipologie di terminazioni che sono quella con manicotto di alluminio pressato (EN 13411-3) e quella con terminazione pressata/filettata (EN 13411-8). Queste due ultime tipologie devono essere provvedute dal fornitore della fune che le applica su una delle estremità della fune stessa, mentre all’altro capo si continua ad utilizzare il terminale a cuneo. Per poter realizzare le terminazioni di tipo a pressare, risultano necessari ovviamente dei macchinari specifici ed una procedura ben calibrata che possa sottostare ai dettami delle norme tecniche di riferimento citate. L’azienda che le realizza deve redigere un fascicolo tecnico con le opportune prove e sperimentazioni di laboratorio, finalizzate alla dimostrazione del rispetto dei requisiti essenziali di sicurezza. Non ci si dilunga eccessivamente su questo aspetto, in quanto è importante metterlo in evidenza, ma di fatto è un qualcosa che realizzerà il fornitore della fune. • EN 13411-8: pressed/threaded termination. A point of discontinuity with the past is clearly noted, as the terminations with 3 U-bolt clips and those made with the aid of the spelter socket, are no longer included within EN 81-20. Ontheotherhand, twonewtypes of terminations are introduced which are the one with pressed aluminum ferrule (EN 13411-3) and the one with pressed / threaded termination (EN 13411-8). The latter two types must be provided by the rope supplier who applies them on one end of the rope itself, while the wedge terminal continues to be used at the other end of the rope. In order to be able to produce the pressed type terminations, it is obviously necessary to have specific machinery and a wellcalibrated procedure that can comply with the requirements of the technical standards mentioned. The company that makes them shall prepare a technical file with the appropriate laboratory tests and experiments, aimed at demonstrating compliance with the essential safety requirements. We do not deal too much on this aspect, as it is important to highlight it, but in fact it is something that the rope supplier will develop. Certifications and traceability Each rope shall be accompanied by a declaration of conformity, which contain the technical characteristics of the rope itself, the traceability methods of the reel from which these rope lengths were taken, as well as being able to trace the batch and the production plant. This document shall be kept together with the elevator logbook for future checks and to confirm the type of rope to be purchased when the time comes to replace the current one. The part we will focus on in this occasion, is the rope description string. The terms used shall be those contained within EN 12385-2 when it comes to nomenclature. There are, therefore, a series of fields that shall be present and that allow the rope in question to be unequivocally identified. In this regard, please refer to the Figure 1 which details a typical description (for the meaning of the symbols, see EN 12385-2). Periodical inspections UNI/TS 11807 (Figure 1) 11

Before concluding this brief excursus on elevator ropes, due attention shall be paid to the discard requirements of ropes and to the methodologies of periodical inspections. In 2021, the UNI CT/019 GL 15 working group, issued a technical specification dedicated to the periodic inspections to be carried out on the ropes and the methodologies to be used, called UNI/TS 11807. Working group of which I was the spokesperson and as well as one of the coordinators. For those interested in learning more about the subject, it is also worth watching the video shown in the bibliography [3]. The point to definitely highlight is that visual verification is essential and, moreover, great attention shall be paid to the terminal sections of the ropes, i.e. those sections in proximity of the rope sockets and which cannot be inspected with non-destructive methods. Most of the stresses in operation are concentrated in this area and are a critical point to be kept under careful observation. Conclusions The space available in a divulgative article is never sufficient to be able to discriminate with due detail technical issues that would require detailed in-depth analysis. Despite this, I hope that what is reported here, will be able to shed light on the topics under discussion, as the ropes have always been wrapped in an unjustified aura of mystery. The suspension elements shall not to be considered as stand-alone.They are part of a complex machinery that is the elevator, and one cannot speak of one without examining the overall scenario of the other. A competent person is the one who not only understands the issues related to suspension means, but who also understands how the various design parameters and configuration of the lifts affect the performance of the ropes in practical use. I hope that what has been discussed may have stimulated your thoughts and may lead to an open and constructive discussion on the issues addressed. Bibliography [1] Monica Kulling, “Going Up! Elisha Otis’s trip to the top”, Tundra Books, Toronto (Canada), 2014 [2] Jason Goodwin, “Otis. Giving rise to the modern city”, Ivan R. Dee Publisher, Chicago (US), 2001 [3] N. Imbimbo, Video extracted from“WebinarUNI/TS 11807”, https:// www.youtube.com/watch?v=g3tmFEdufhM&t=32s Certificazione e rintracciabilità Ogni fune deve essere accompagnata da una dichiarazione di conformità, all’interno della quale devono essere riportate le caratteristiche tecniche della medesima, le modalità di rintracciabilità della bobina dalla quale tali spezzoni sono stati prelevati, oltre a poter risalire al lotto e allo stabilimento di produzione. Tale documento deve essere conservato assieme al libretto dell’ascensore per future verifiche e per confermare la tipologia di fune da acquistare quando verrà il momento di rimpiazzare l’attuale fune. La parte sulla quale ci si concentrerà in questa occasione è la stringa della descrizione della fune. I termini utilizzati devono essere quelli contenuti all’interno della EN 12385-2 quando si parla di nomenclatura. Ci sono, quindi, una serie di campi che devono essere comunque presenti e che consentono di identificare in maniera inequivocabile la fune in questione. A tal proposito si rimanda alla Figura 1 che dettaglia una descrizione tipica (per il significato dei simboli si rimanda alla EN 12385-2). Verifiche periodiche UNI/TS 11807 Prima di concludere questo breve excursus sulle funi per ascensori, bisogna dedicare la dovuta attenzione ai requisiti di scarto delle medesime e alle metodologie di verifica periodica. Nel 2021 è stata emessa dal gruppo di lavoro UNI CT/019 GL 15, una specifica tecnica dedicata alle verifiche periodiche da effettuare sulle funi e alle metodologie da utilizzare, denominata UNI/TS 11807, gruppo di lavoro del quale sono stato il relatore nonché uno dei coordinatori (ne parla piùdiffusamente PaoloTattoli a pagina 30, ndr). Per coloro che fossero interessati ad approfondire l’argomento, vale inoltre la pena di visionare il video riportato in bibliografia [3]. Il punto da mettere sicuramente in evidenza, è che la verifica visuale è imprescindibile e bisogna oltretutto prestare grande attenzione ai tratti terminali delle funi cioè quei tratti in corrispondenza dei capicorda e che non possono essere ispezionati conmetodi nondistruttivi. Inquest’area si concentra lamaggior parte delle sollecitazioni in esercizio e sono un punto critico da tenere sotto attenta osservazione. Conclusioni Lo spazio a disposizione in un articolo divulgativo non è mai sufficiente per poter discriminare con il dovuto dettaglio tematiche tecniche che richiederebbero approfondimenti dettagliati. Nonostante questo, mi auguro che quanto riportato possa essere in grado di gettare luce sugli argomenti in discussione, in quanto le funi sono da sempre avvolte da un ingiustificato alone di mistero. Gli elementi di sospensione non vanno considerati come a sé stanti. Essi fanno parte di un macchinario complesso che è l’ascensore, e non si può parlare dell’uno senza esaminare lo scenario complessivo dell’altro. Una persona competente è colui che non solo comprende le tematiche relative agli elementi di sospensione, ma che comprende anche come i vari parametri di progetto e configurazione degli ascensori influiscano sulle performance delle funi nell’utilizzo pratico. Mi auguro che quanto discusso possa aver stimolato la vostra riflessione e che possa portare ad una discussione aperta e costruttiva sui temi affrontati. 12 FOCUS TECNICO/ FUNI LUMINA D i N i c o l a I m b i m b o Un elemento che viene spesso sottovalutato è quello sulla resistenza dell’80% del carico di rottura della fune An element that is often underestimated is the resistance of 80% of the breaking load of the rope

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AziWin Mobile: la tua azienda APPortata di mano La possibilità di accedere alle informazioni aziendali tramite smartphone ha aperto una serie di prospettive inimmaginabili solo qualche anno fa. La comunicazione in tempo reale è diventata di uso comune, sia dal punto di vista personale, si pensi a WhatsApp, che dal punto di vista aziendale. “È proprio in quest’ultimo ambito che AP System, da sempre attenta alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie, ha orientato buona parte dei propri investimenti verso la ricerca di nuovi ambienti di sviluppo software e la loro applicazione per l’automazione e la digitalizzazione di tutti i processi delle aziende ascensoristiche” ha spiegato Fabio Pagano, AziWin Project Manager. Con quali risultati? Il risultato è la realizzazione della App “AziWin Mobile”, l’estensione mobile del nostro gestionale per ascensoristi AziWin Eleva, che consente di ottimizzare tutte le attività delle squadre di manutenzione, eliminare l’utilizzo dei rapportini di intervento cartacei, scambiare informazioni tra tecnici e azienda, monitorare le attività e raccogliere in automatico i tempi di lavorazione. Tutto ciò riduce drasticamente i tempi e i costi di tutte le fasi manuali di back office. Come funziona l’APP? L’APP dialoga in tempo reale con l’ERP AziWin Eleva inmodalità diretta e bidirezionale tramite nostri servizi intermedi di middleware realizzati con soluzioni tecnologicamente avanzate di ultima generazione. Le chiamate vengono assegnate e notificate automaticamente su AziWin Mobile tramite notifiche, SMS/WhatsApp ed e-mail, dagli operatori dell’azienda o dei call center esterni ai tecnici. Questi possono, a loro volta, assegnarle, restituirle o revocarle, o richiedere la partecipazione ad altri tecnici visto che AziWin Mobile consente a più tecnici di lavorare sullo stesso intervento. Quali attività possono essere gestite? I tecnici possono gestire tutti gli interventi, dichiarandone l’inizio, la sospensione, la ripresa, l’avvenuta esecuzione. Tali eventi vengono memorizzati in tempo reale nel database di AziWin Eleva e resi, quindi, disponibili per la consultazione sia in azienda che sugli smartphone da parte dei supervisori. Funzionalità esclusiva di AziWin Mobile è la procedura Multi-azienda che consente di gestire tecnici appartenenti a differenti aziende, anche esterne. È, inoltre, presente la raccolta tempi automatica, in modo da poter poi ottenere i report da inviare all’ufficio paghe. A tal fine i tecnici possono aggiungere anche tempi non rinvenienti da interventi, ad esempio ferie, permessi, lavori inmagazzino ed altre tipologie. Altrettanto importante è la funzionalità che consente di visualizzare l’elenco delle visite di manutenzione, programmate con scadenza a breve termine, relative agli impianti geograficamente più vicini al luogo in cui si sta svolgendo l’intervento, ottimizzando tempi e costi di spostamento. Nel rapportino elettronico possono essere raccolti la firma del cliente, le foto, i video e gli audio dell’intervento, sia inmodalità ON LINE che OFF LINE, e memorizzate nel database di AziWin Eleva. L’APP è utile solo ai tecnici? AziWin Mobile è preziosa non solo per i tecnici ma anche per i commerciali e la direzione dell’azienda, in quanto consente di interrogare, con appositi profili di autorizzazione, preventivi, estratti conto, fatture e informazioni contrattuali degli impianti. Può essere utilizzata su tutti gli smartphone? AziWin Mobile è disponibile come app nativa su Android e iOS, ed è accessibile anche via web (www.aziwinmobile.it) in modo da supportare anche altre piattaforme (Windows, Mac, Linux). Con AziWin Mobile è, quindi, possibile gestire in mobilità tutti i dati di business di un’azienda ascensoristica. redaz ionale di AP System 14

15 LA TUA AZIENDA appORTATA DI MANO Home Green Pass Risorsa in aiuto permanente Chiamate Manutenzioni Pianificazione giro Visite ispettive Riparazioni Supervisione Impianti Tempi Notifiche Call Center Rossi Giuseppe Elevator SpA

16 Il metodo visivo tradizionale e il metodo magneto-induttivo T h e t r a d i t i o n a l v i s u a l m e t h o d a n d t h e m a g n e t o - i n d u c t i v e m e t h o d FOCUS TECNICO/ FUNI d i B r u n o V u s i n i La manutenzione nel settore ascensori è regolata dal DPR162/99 e s.m.i. che all’articolo 15 afferma che “Ai fini della conservazione dell’impianto e del suo normale funzionamento, il proprietario o il suo legale rappresentante sono tenuti ad affidare lamanutenzione di tutto il sistema degli ascensori (omissis) a persona munita di certificato di abilitazione o a ditta specializzata ovvero a un operatore comunitario dotato di specializzazione equivalente che debbono provvedere a mezzo di personale abilitato. Il certificato di abilitazione e rilasciato dal Prefetto, in seguito all’esito favorevole di una prova teorico-pratica, da sostenersi dinanzi ad apposita commissione esaminatrice ai sensi degli articoli 6, 7, 8, 9 e 10 del decreto del Presidente della Repubblica 24 dicembre 1951, n. 1767”. Riferendosi alla verifica delle funi, il decreto indica “solo” che esse devono essere “minutamente controllate”. Il DPR 1497/63 ha introdotto i criteri per la verifica delle funi e ha rappresentato l’unico riferimento legislativo in tale ambito fino all’emanazione della ISO 4344 Appendice E che è stata recepita in Italia nel 1994. Secondo il DPR 1767 (art. 8), inoltre, il personale che ambisce all’ottenimento del cosiddetto ‘patentino’ deve dimostrare di avere una buona conoscenza delle norme tecniche, con specifico riferimento anche alle funi metalliche. Tutto ciò a riprova del fatto che il manutentore non può seguire le linee guida che preferisce o i dettami della tradizione trasmessi di generazione in generazione. Quello che il tecnico dovrebbe fare, quando si approccia alle funi con l’obiettivo di effettuarne la manutenzione, è Presidential Decree 162/99 and subsequent amendments regulate maintenance in the lift sector. Article 15 states that “For the purposes of preserving the system and its normal operation, the owner or his legal representative are required to entrust the maintenance of the entire lift system (omissis) to a person with a certificate of qualification or to a specialized firm or to a community operator with equivalent specialization which must be provided by qualified personnel. The qualification certificate is issued by the Prefect, following the positive outcome of a theoretical-practical test before a special examining commission pursuant to articles 6, 7, 8, 9 and 10 of the decree of the President of the Republic 24 December 1951, n. 1767 “. Referring to cable verification, this decree indicates “only” that they must be “minutely checked”. Presidential Decree 1497/63 introduced the criteria for the verification of cables and was the only legislative reference in this area until ISO 4344 Appendix E was issued and implemented in Italy in 1994. Furthermore, according to Presidential Decree 1767 (art. 8), any personnel aspiring to the so-called ‘license’ must demonstrate a sound knowledge of technical standards, with specific reference to cables. This proves that the maintenance technician cannot follow the guidelines of choice or the traditions passed down from generation to generation. When carrying out maintenance the technician should firstly study the cable maintenance manual, which should Lift wire cables maintenance La manutenzione delle funi metalliche per ascensori

17 Nella stragrande maggioranza dei casi, la marcatura viene apposta seguendo le normative armonizzate che, come noto, garantiscono la presunzione di conformità In the vast majority of cases, marking is placed following the standard regulations which guarantee conformity in primo luogo osservare il manuale d’uso e manutenzione delle funi stesse, sul quale dovrebbero essere presenti informazioni utili per la corretta esecuzione del controllo oltre che i criteri di scarto da utilizzare. Nel caso sul manuale d’uso non vi siano riferimenti a norme tecniche, il manutentore deve sapere quali normative utilizzare per poter eseguire il proprio lavoro, come indicato dal DPR 1767. Vale, inoltre, la pena ricordare che con l’entrata in vigore dell’ultima versione della Direttiva macchine le funi sono entrate nel suo campo di applicazione e dunque necessitano di marcatura CE. Nella stragrande maggioranza dei casi, la marcatura viene apposta seguendo le normative armonizzate che, come noto, garantiscono la presunzione di conformità. Nell’ambito delle funi metalliche, la norma armonizzata è la UNI EN 12385 che indica, tra le altre cose, quali dovrebbero essere i contenuti del manuale d’uso e manutenzione. In particolare, viene suggerito di indicare i riferimenti alla norma UNI ISO 4344 Allegato E per quanto riguarda i criteri di scarto. Dal punto di vista legislativo il cerchio, quindi, si chiude poiché il DPR 1767 richiede la conoscenza delle norme specifiche, peraltro indicate in molti casi anche sui manuali d’uso e manutenzione. Nella pratica, purtroppo, le cose non stanno proprio così. La UNI ISO 4344 è ai più sconosciuta, nonostante sia presente nel catalogo UNI, perché i manuali d’uso e manutenzione spesso non vengono letti. Ecco perché, a partire dal 2016, alcune commissioni in seno all’UNI hanno deciso di scrivere un nuovo documento (una Specifica Tecnica) che racchiudesse il maggior numero di informazioni utili all’esecuzione delle verifiche sulle funi metalliche per ascensori. La Specifica Tecnica UNI/TS 11807 vuole essere una vera e propria linea guida per l’ascensorista che desidera operare in conformità alle norme nazionali e internazionali garantendo ai condomini sicurezza e continuità d’esercizio. Gli argomenti trattati sono innumerevoli: dai criteri di scarto alla corretta lubrificazione, dall’equo tensionamento alla scrittura del verbale. Ogni capitolo è curato e scritto in modo da essere il più semplice possibile, con esempi anche fotografici di quello di fronte a cui ci si potrebbe trovare nella realtà. La garanzia delle funi Le funi metalliche sono dei prodotti e quindi godono di una garanzia commerciale che, in Italia, è pari ad 1 anno. Questo significa che qualora venissero evidenziati problemi alle funi dovuti ad errato processo di produzione o ad errato imballaggio (a cura del costruttore o del rivenditore) il cliente può richiederne la sostituzione. Bisogna però fare molta attenzione perché spesso le problematiche si evidenziano solo dopo alcuni mesi di esercizio e quindi può diventare difficile dimostrare contain useful information for the correct execution of the check. as well as the appropriate reject criteria. If the user manual does not include references to technical standards, the maintenance technician must know which standards to use in order to perform the work, as indicated by Presidential Decree 1767. It is also worth remembering that cables are within the scope of the latest version of the Machinery Directive, and therefore require CE marking. In the vast majority of cases, marking is placed following standard regulations which, as is well known, guarantee conformity. In the field of cables the standard is UNI EN 12385, among other things it lists the appropriate contents of the maintenance manual. In particular the references to the UNI ISO 4344 Annex E standard are indicated regarding reject criteria. From a legislative point of view it goes full circle since Presidential Decree 1767 requires knowledge of the specific rules, which are also indicated in many cases in the use and maintenance manuals. Unfortunately, In practice this is not the case. UNI ISO 4344 is unknown to most people, despite being in the UNI catalog, because use and maintenance manuals are often ignored. That is the reason why, starting from 2016, some commissions within UNI have decided to write a new document (a Technical Specification) that contains the greatest amount of useful information to carry out checks on metal cables for lifts. The UNI / TS 11807 Technical Specification is intended to be a real guideline for lift operators who wish to operate in compliance with national and international standards, ensuring safety and continuity of operation for condominiums. The topics covered are countless: from reject criteria to correct lubrication, from fair tensioning to writing the minutes. Each chapter is edited and written in order to be as simple as possible, with photographic examples of what one might face in reality.

che queste siano realmente dovute ad un difetto di fabbricazione piuttosto che a errato stoccaggio, montaggio, manutenzione. Tralasciando i difetti di progettazione delle funi, che oggi sono estremamente rari se ci si affida a produttori noti, possono esistere, molto genericamente, due tipologie di difetti di produzione. Il primo è relativo alla qualità dell’acciaio utilizzato che, per determinati lotti, può essere affetto da problemi di scarsa resistenza al taglio. Il secondo è la presenza di fili rotti già in fase di produzione della fune: su funi di grande diametro normalmente queste rotture vengono riparate in fase di cordatura, cosa che non avviene sulle funi piccole. È, quindi, possibile che una fune nuova abbia qualche filo rotto visibile che tuttavia (a meno che la numerosità non sia estremamente elevata) non pregiudica il corretto funzionamento del componente. Sarebbe sempre bene effettuare un controllo sulle funi nuove per accertarsi della presenza di fili rotti in quanto essi vanno comunque indicati sul verbale, pur non essendo dovuti a fenomeni di fatica. In tutti gli altri casi, specie dove le funi sono già in opera da mesi, le eventuali problematiche che si possono riscontrare sono tipicamente dovute ad una errata messa in servizio delle funi stesse, piuttosto che a difetti già presenti. I controlli: dal legnetto al metodo magneto-induttivo Mi piace pensare, scrivendo questo titolo, che il lettore noti subito l’accostamento quasi surreale tra il sacro e il profano. Il cosiddetto ‘legnetto’ non è un metodo di prova, non è indicato in nessuna normativa, non è funzionale. Eppure, è conosciuto e tramandato da generazioni. Il metodo magneto-induttivo è, invece, richiamato da tutte le normative di settore nelle quali le funi sono impiegate e in alcuni casi è anche obbligatorio per legge. Nel settore ascensoristico oggi, in Italia, è usato su una ridotta percentuale del parco impianti totale. Non è scopo di questo breve scritto descrivere nel dettaglio il funzionamento di un sistema magneto-induttivo in quanto la bibliografia è oramai ricca di articoli nei quali il principio fisico viene adeguatamente spiegato anche con esempi e riferimenti normativi. Qui è importante dire che la metodologia è in grado di rilevare fili rotti, usura e corrosione. Il risultato dell’ispezione, di per sé molto rapida, produce un grafico che, se opportunamente analizzato, permette di mettere in luce quanto sopra indicato. La verifica è ripetibile e la strumentazione è soggetta a delle prove di tipo che garantiscono una determinata sensitività, definita nella Specifica Tecnica UNI/TS 11807. Viene da chiedersi come mai sia stata inserita una metodologia del genere in un settore sicuramente Cable warranty Cables, being products, enjoy a commercial warranty of 1 year in Italy. This means that if problems occur with the cables due to incorrect production process or incorrect packaging (by the manufacturer or retailer) the customer can request their replacement. However, extreme caution is required because often the issues arise only after a few months of operation, making it difficult to demonstrate that they are really due to a manufacturing defect rather than to incorrect storage, assembly, maintenance. Not considering cable design defects which are extremely rare for well-known manufacturers, there can be, two generic types of production defects. The first relates to steel quality, certain batches, may present poor shear strength. The second is the occurrence of broken cables, as early as in the cable production phase: large diameter cables breaks are normally repaired during the stranding phase, which does not happen on smaller cables. Therefore a new cable may have some visible broken wires which however do not affect functioning (unless the number is extremely high). Checking new cables is always recommended to ascertain the presence of broken wires as this must be reported, even if the breaks are not caused by usage. In all other cases, especially where the cables have been used for months, any problems that may arise are typically due to incorrect commissioning of the cables, rather than already existing defects. Checking: from the stick to the magnetoinductive method As I’m writing I like to think the reader immediately notices the almost surreal juxtaposition between the sacred and the profane. The so-called ‘stick’ is not a test method, it is not indicated in any legislation, it is not functional. Yet, it is well- known and passed down for generations. The magneto-inductive method, on the other hand, is included in all sector regulations concerning cables and in some cases it is also required by law. In the lift sector today, in Italy, it is used on a small percentage of the total number of facilities. This short paper is not intended to describe in detail the operation of a magneto-inductive system as there are plenty of articles in which the physical principle is adequately explained with examples and normative references. What must be said however, is that the methodology is capable of detecting broken cables, wear and corrosion. The very fast inspection results produce a graph which, if properly analysed, allows to highlight the above. The check is repeatable and the instrumentation is subjected to type tests that guarantee a certain sensitivity, defined in the UNI / TS 11807 Technical Specification. One wonders why such a methodology has been included in a certainly conservative field such as the lift sector. One would think that a thorough visual analysis is completely 18 FOCUS TECNICO/ FUNI d i B r u n o V u s i n i

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conservativo come quello degli ascensori. Verrebbe da pensare che una profonda analisi visiva sia del tutto insufficiente a mettere in luce i problemi di una fune metallica e sia necessariamente richiesto un esame molto più approfondito. Possiamo sicuramente affermare che i fili rotti esterni sono visibili. Essi sono però molto difficili da evidenziare, in particolar modo se non si sa dove guardare. Un esame visivo molto accurato è certamente in grado di evidenziare delle problematiche ma vedremo successivamente che, complice la scarsa illuminazione, i ridotti spazi a disposizione e la stessa forma dei fili rotti, questo compito è in genere molto arduo. Inoltre, l’esame visivo accurato e minuzioso (per citare il DPR) non è quello che oggi viene comunemente effettuato. Credo che chiunque legga questo articolo convenga con me sul fatto che il tempo oggi dedicato all’ispezione di una fune è dell’ordine di alcuni minuti. Un articolo pubblicato alcuni anni orsono a firma di Anacam stimava che il tempo speso dal manutentore all’interno della sala macchine fosse compreso tra 5 e 10 minuti, mentre il tempo totale dedicato alla manutenzione di un impianto varierebbe tra i 30 e gli 80 minuti. Coloro che operano in questo settore sanno che questi numeri, all’incirca, corrispondono alla realtà. Un esame visivo accurato delle funi di un ascensore non può durare meno di 45 minuti poiché è necessario ispezionare ogni tratto di ogni singola fune alla ricerca del singolo filo rotto. Non perché un filo rotto porti allo scarto, ma perché la sua presenza va annotata per confronti successivi. Ricordiamo qui che la UNI ISO 4344 Allegato E indica che in presenza di 4 fili rotti adiacenti sullo stesso trefolo, la fune va scartata. Un filo rotto rappresenta il 25% dello scarto e quindi, pur non rappresentando un reale rischio, va monitorato nel tempo per controllare la sua evoluzione. Va, inoltre, considerato che la tipica forma di un filo rotto a fatica è particolarmente difficile da rilevare in quanto questo rimane di fatto ‘attaccato’ alla fune e i due capi non sporgono in modo evidente. In altri termini, i fili rotti esterni si vedono, a patto di saperli cercare. Alcune immagini successive aiuteranno a chiarire meglio questo concetto. Vediamo ora alcuni esempi, utili per mettere a confronto il metodo visivo ‘attualmente impiegato’ e il metodo magneto-induttivo. Scorrendo queste immagini risulta molto chiara l’inefficacia degli attuali metodi impiegati in quanto, in alcune occasioni, le difettologie potevano essere rilevate anche visivamente. insufficient to highlight cable problems and a much more in-depth examination is necessarily required. We can definitely consider external broken cables to be visible. However, they are very difficult to detect, especially if you don’t know where to look. A thorough visual examination will highlight problems but this may be hindered by poor lighting, limited spaces and the shape of the broken cable. Furthermore, an accurate and meticulous visual examination (quoting the Presidential Decree) is not commonly carried out. I believe any reader will agree that it only takes a few minutes to inspect a cable. An article published a few years ago by Anacam estimated that the time spent by the maintenance engineer inside the engine room was between 5 and 10 minutes, while the lift maintenance total time could vary between 30 and 80 minutes. Anybody who works in this sector would agree these numbers are a correct approximation. A careful visual inspection of the cables cannot take less than 45 minutes as every section of each individual cable must be checked for a single broken wire. The reason behind is not that a damaged wire results in rejection, but because its presence must be reported for subsequent comparisons. UNI ISO 4344 Annex E clearly states that in case of 4 adjacent broken wires on the same strand, the cable must be discarded. Although not an immediate risk, a broken wire is 25% of rejection and must be monitored over time to check its evolution. The typical shape of a fatigue-broken wire is particularly difficult to detect as it effectively remains ‘attached’ to the rope and the two ends do not clearly protrude. In other words, external broken wires can be seen, as long as you know how to look. The following images will help clarify this concept. Some examples are useful to compare the ‘currently used’ visual method and the magneto-inductive method. the ineffectiveness of the current methods is clearly shown in these images as the defects may also be detected visually. Controls on cables: real cases The first case is embarrassing, to say the least. This lift has passed consecutive inspections. We have personally received the data of this facility three consecutive times. After the fourth we checked the screening of numerous six-monthly and at least one biennial inspection. Beyond the 5 broken wires, visible in the left image (out of standard), the deep deformation of all four cables in the same point is striking. Only one cable diagram is shown here but the other three are very similar, and they lead us to an immediate rejection. However this was not the case. Who’s accountable? The maintenance technician, the notified body and condominium, which surely had been notified. 20 FOCUS TECNICO/ FUNI d i B r u n o V u s i n i

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