ANACAM MAGAZINE - n. 2 apr | giu 2022

30 TECNOLOGIA D I Fa b i o Pa g a n o Negli ultimi anni si è assistito ad una crescita esponenziale dei dispositivi mobili, sia nel numero che nelle potenzialità. Da semplici telefoni nati “solo per telefonare”, gli smartphone sono ora sempre connessi al mondo consentendo quindi l’accesso ai dati in tempo reale. Ed è questa la chiave di lettura principale di tale innovazione: l’accesso ai dati in tempo reale, in qualunque luogo e a qualunque ora. Focalizzandoci sul settore ascensoristico, tale possibilità assume un valore inestimabile dal punto di vista del lavoro dei tecnici, portando quindi in maniera del tutto naturale alla richiesta da parte dell’intero mercato ascensoristico di “app per l’automazione squadre di manutenzione”. Per rispondere a tale richiesta si rende necessaria prima di tutto un’attenta analisi delle funzionalità richieste, tenendo presente che lo sviluppo di qualunque software di una certa complessità logica ha un inizio ma non ha una fine e considerando anche l’ecosistema software mondiale in continua evoluzione con il quale le app si devono necessariamente interfacciare (Google Maps e WhatsApp giusto per fare alcuni nomi). Ma cosa si intende con “app per automazione squadre di manutenzione”? Cosa deve fare esattamente l’app o, meglio, cosa deve consentire di fare agli utilizzatori? Quale impatto positivo può avere per il backoffice? Come si diceva prima, qualunque sviluppo di un software di una certa complessità logica ha un inizio ma non ha una fine. Di conseguenza, la risposta a tale domanda è una risposta “aperta”, sia in senso di sviluppi futuri che in senso di eterogeneità nelle risposte perché ogni azienda ascensoristica ha una propria modalità operativa, potremmo dire un certo family feeling operativo, che deve sposarsi in maniera naturale e non forzosa con l’app; si pensi ad esempio alle modalità di calcolo del giro di manutenzione, spesso dissimili tra le varie aziende. Una risposta semplice, o meglio semplicistica, alla domanda “cosa deve consentire di fare l’app?” potrebbe essere la possibilità di “gestire” gli interventi eseguiti sugli impianti. Ma cosa si intende con “gestire”, verbo che dice tutto e niente, lasciando libera interpretazione soggettiva che mal si sposa con un’analisi necessariamente oggettiva? La risposta sembrerebbe ancor più semplice della domanda: il tecnico riceve i dati dell’intervento sullo smartphone e lo esegue, dichiarandone l’inizio e la fine tramite gli appositi pulsanti. Semplice, no? No, in realtà non è così semplice. Le chiamate telefoniche sono ad esempio tra le tipologie di intervento più complesse, sia perché la chiamata non è prevedibile (tranne in caso di manutenzione predittiva tramite l’accoppiata IOT-AI che ha un’alta probabilità di prevenire del tutto la chiamata) o pianificabile (non è una visita di manutenzione o una riparazione) sia perché presuppone spesso il dover eseguire delle diagnosi, anche rapide, del problema, richiedendo nei casi più complessi la partecipazione di più tecnici. Se a questo aggiungiamo la necessità di comunicazione in tempo reale tra sede e tecnici e tra tecnici stessi il quadro è completo. O, meglio, sarebbe completo se dopo il lavoro dei tecnici non ci fossero le procedure del backoffice che con il software gestionale aziendale deve eseguire le fasi operative della fatturazione dell’intervento, con rapportino allegato, l’emissione del preventivo di riparazione in base ai suggerimenti forniti dai tecnici, l’aggiornamento delle schede degli impianti e del magazzino. Dimenticavo, fondamentale è anche la raccolta tempi automatica, così come è indispensabile il poter verificare, da sede o da supervisione su app, l’intervento attualmente in esecuzione da parte di ogni tecnico per determinarne la posizione fisica (con l’ausilio del GPS tale informazione può arrivare anche se il tecnico è in viaggio). È anche importante poter scattare foto o registrare video sull’impianto e “allegarli” alla chiamata, potendoli poi visualizzare successivamente sia su app che in sede. Non ultimo, l’acquisizione della firma del cliente (eventualmente anche con conferma OTP) e l’apposizione automatica della stessa sul rapportino d’intervento. Ovviamente le funzionalità sopra descritte devono funzionare in ogni luogo e su ogni dispositivo, con trasferimento dati bidirezionale tra app e sede in tempo reale. Naturalmente, nell’ottica della digitalizzazione di tutti i processi aziendali, l’automazione completa delle attività di manutenzione e di backoffice porta all’eliminazione di ogni supporto cartaceo. Ma la visione di una app utilizzabile dai tecnici per raccogliere i dati dell’intervento, seppur complessa, sarebbe notevolmente riduttiva. È naturale che i tecnici, avendo a disposizione uno strumento così poL’accesso a i dat i i n tempo reale , i n qualunque luogo e a qualunque ora graz i e alle app per l’automaz i one squadre d i manutenz i one Applicazioni mobile business: strumento strategico per l’efficienza aziendale

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