ANACAM MAGAZINE - n. 2 apr | giu 2022

31 tente in grado di colloquiare con i dati aziendali, non devono essere limitati alla sola raccolta dati ma devono poter interrogare una serie di informazioni presenti nel gestionale aziendale, in particolare lo storico dei lavori eseguiti sull’impianto, gli schemi degli impianti e gli eventuali preventivi in essere. Nell’ottica dell’ottimizzazione di tempi e risorse, è importante il riconoscimento dell’impianto tramite lettura di un tag NFC eventualmente occultabile nella targhetta del manutentore, con il vantaggio della certezza che il tecnico si sia recato effettivamente sull’impianto. Tra le funzionalità di un’app di gestione squadre di manutenzione non può mancare la gestione dei “supervisori”, in particolare le attività di assegnazione chiamata, revoca, gestione chiamate restituite, panoramica attività in corso, consultabili sia in sede che in mobilità. Quanto sopra deve essere valido per tutti i tipi di intervento, ossia non solo per le chiamate ma anche per visite di manutenzione, assistenza visite ispettive, riparazioni, montaggi nuovi impianti, con alcune specificità. Ad esempio, nelle visite di manutenzione è fondamentale poter visualizzare la programmazione, meglio se ordinata per distanza dalla posizione attuale in modo da ottimizzare i tempi di spostamento, mentre nelle visite ispettive i tecnici devono poter indicare l’esito, l’ente e le eventuali prescrizioni dalle quali il backoffice potrà poi generare automaticamente i preventivi (con verbale allegato). Nelle riparazioni e montaggi deve essere possibile indicare l’attività specifica svolta (montaggio parte elettrica, montaggio parte meccanica) in quanto può dare il via libera al SAL di fatturazione. Si aggiunge, inoltre, la necessità di aziende dello stesso gruppo di condividere impianti tra tecnici di più ditte: in tal caso il tecnico deve quindi poter vedere e gestire non solo gli impianti della ditta di appartenenza a lui assegnati, ma anche impianti di altre ditte dello stesso gruppo sempre a lui assegnati. Un’ulteriore caratteristica che un’app dovrebbe avere è quella di consentire l’utilizzo anche via browser, in modo tale da poter essere utilizzata anche in sede su desktop (o comunque su qualunque dispositivo con browser). Come si è visto, quindi, l’automazione delle squadre di manutenzione non è certo riconducibile (o riducibile) a “il tecnico riceve i dati dell’intervento sullo smartphone e lo esegue”. Sotto certi aspetti la complessità è maggiore rispetto alla realizzazione di un gestionale ERP, non foss’altro per il continuo flusso dati bidirezionale, con operazioni contemporanee su interventi da parte dei tecnici e del backoffice, senza considerare le chiamate ricevute da call center esterni e inserite automaticamente nel database aziendale con notifica immediata al tecnico. Certamente ci sono ulteriori aspetti e funzionalità (anche avanzate) da considerare e molte sicuramente sono sfuggite nella redazione del presente articolo. Mi auguro comunque di aver fornito una panoramica su quello che una app di gestione squadre di manutenzione deve prevedere per rendere più efficienti e più efficaci le attività dei tecnici e del backoffice aziendale. Tra le funzionalità di un’app di gestione squadre di manutenzione non può mancare la gestione dei “supervisori”, in particolare le attività di assegnazione chiamata, revoca, gestione chiamate restituite, panoramica attività in corso, consultabili sia in sede che in mobilità

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