ANACAM MAGAZINE - n. 2 aprile | giugno 2023

58 come rifiuti speciali e non smaltite come rifiuti generici. La sostenibilità della tecnologia LED è avvantaggiata anche dall’assenza di mercurio all’interno delle lampade a differenza dei tubi neon, delle compatte fluorescenti o delle altre lampade tradizionali. E negli ascensori? Sempre più siamo alla ricerca del risparmio energetico, dell’ascensore performante che consuma poco, dell’impianto “eco-friendly” e questo concetto impatta anche sulla luce della cabina. Dunque, l’illuminazione di cabina oggi viene realizzata utilizzando sorgenti LED anziché faretti alogeni o altre sorgenti tradizionali. Tuttavia, possiamo fare di più attraverso la “gestione della luce” ossia accendendola quando effettivamente necessario o diminuendone l’intensità in condizioni prestabilite attraverso l’utilizzo di sensori di presenza (IR o microwave) abbinati ad alimentatori “intelligenti”. Con questi dispositivi si risparmia sul consumo energetico riducendo la corrente/tensione erogata (dipende dalla tipologia) e di conseguenza la potenza assorbita dalla lampada stessa, contrariamente a quanto accadeva con i dimmer tipo triac dove, diminuendo l’intensità della luce, la potenza veniva assorbita dal dimmer stesso. Nel settore ascensoristico vengono utilizzati sensori microwave posti sul controcielino o sul tetto di cabina per una questione estetica e di ingombro, ma la maggior parte degli ascensoristi utilizza ancora sistemi più semplici collegati alla segnalazione di occupato della pulsantiera al piano. Si ricorda che la EN 81-20 richiede che la cabina sia illuminata permanentemente solo quando è in movimento o è al piano con le porte aperte, mentre le norme nazionali di un tempo, in particolare, richiedevano una illuminazione permanente. Come scegliere la luce giusta? Partiamo dal presupposto che la normativa EN 81-20 per gli impianti realizzati dopo il 1° settembre 2017 impone che la cabina sia illuminata con un’intensità di 100 lux e che la luce di emergenza debba avere una durata di almeno 1h (salvo diverse prescrizioni) e una intensità di 5 lux. Per misurare questi valori, dobbiamo dotarci di un luxmetro cioè uno strumento che misura l’illuminamento di una superficie. Sia in fase di progettazione che in fase di manutenzione va tenuto conto della dimensione della cabina, delle finiture della stessa e dell’effetto che si vuole ottenere. La tendenza è quella di avere una luce diffusa senza che la sorgente luminosa sia visibile, quindi adottando sorgenti a luce riflessa o con l’utilizzo di strip LED abbinate a profili di alluminio per la dissipazione del calore. Con una finitura “tipo legno” la temperatura di colore maggiormente utilizzata è tra i 2700 e i 3000°K, le tonalità del legno vengono valorizzate e i colori accentuati. In presenza di una cabina con finiture acciaio o acciaio e vetro la temperatura utilizzata è fredda (5000/7000 °K) e mette in risalto l’aspetto ‘’metallico’ del materiale. Una curiosità: negli ascensori il 90% dell’illuminazione installata è 4000°K, probabilmente perché nel mezzo non si sbaglia. Una domanda sorge spontanea, ma quanta ‘’luce’’ devo mettere in una cabina PRODOTTI SUL MERCATO di Gianluca Panzeri saving, energy-efficient, ‘eco-friendly’ lifts, and this concept also has an impact on car lighting. Thus, car lighting today is realised using LED sources instead of halogen spotlights or other traditional sources. However, we can do more through ‘light management’, i.e. by switching it on when actually needed or dimming it under predefined conditions through the use of presence sensors (IR or microwave) combined with ‘smart’ ballasts. With these devices, energy consumption is saved by reducing the current/voltage supplied (depending on the type), and consequently the power absorbed by the lamp itself, unlike with triac-type dimmers where, by decreasing the light intensity, the power was absorbed by the dimmer itself. In the lift industry, microwave sensors placed on the false ceiling or car roof are used for aesthetic and space-saving reasons, but most lift operators still use simpler systems connected to the “lift in use” signal managed by the control panel. It should be remembered that EN 81-20 only requires the car to be permanently lit when it is in motion or is at the landing with the doors open, whereas older national standards might require permanent lighting. How to choose the right light? Let’s start with the assumption that the EN 81-20 standard for lifts installed after 1 September 2017 requires the car to be lit with an intensity of 100 lux and that the emergency light must have a duration of at least 1h (unless otherwise prescribed) and an intensity of 5 lux.To measure these values, we need a luxmeter, i.e. an instrument that measures the illuminance of a surface. Both at the design and maintenance stage, the size of the car, its finishing and the desired effect must be taken into account. The tendency is to have diffuse light without the light source being visible, therefore adopting reflected light sources or using LED strips Le lampade LED anno un ciclo di vita più lungo rispetto a quelle tradizionali con un innegabile vantaggio per l’ambiente LED lamps have a longer life cycle than conventional ones, with an undeniable advantage for the environment

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