ANACAM MAGAZINE - n. 2 aprile | giugno 2024

TURISMO DI MARCO MAURELLI* L’accesso al mare è un diritto di ogni persona, che va oltre la sua condizione sociale ed economica, ed anche fisica. La disabilità, dunque, non può essere un ostacolo. Eppure, nonostante l’enorme ricchezza costiera del nostro Paese, e le migliaia di spiagge, spesso raggiungere la battigia per chi è diversamente abile si trasforma in una sfida significativa. Molti gli sforzi per rendere le spiagge più accessibili, ma ci sono ancora molte barriere da superare. Una delle sfide principali è rappresentata proprio dalla mancanza di infrastrutture adeguate. Rampe ripide, mancanza di servizi igienici accessibili ed assenza di percorsi pavimentati possono rendere quasi impossibile raggiungere la spiaggia e godersi il mare. Se la direttiva Bolkestein, che mira a promuovere la libera circolazione dei servizi all’interno dell’Unione Europea, ha portato ad un aumento degli stabilimenti balneari privati lungo le coste italiane, spesso quegli stessi stabilimenti non sono stati costruiti tenendo in considerazione l’accessibilità per varie ragioni. Innanzitutto, gli imprenditori hanno incontrato difficoltà nell’eliminazione delle barriere architettoniche, nonostante fossero disponibili i finanziamenti. In particolare, le normative urbanistiche e paesaggistiche relative al demanio pubblico si sono rivelate difficili da gestire. Ciò comporta una serie di sfide aggiuntive nella realizzazione di interventi che soddisfino da un lato le esigenze di accessibilità e dall’altro quelle di un ritorno commerciale. C’è da dire che la nota 13009 sul processo certificativo, pur avendo l’obiettivo di garantire standard di qualità elevati per gli stabilimenti balneari, potrebbe non essere stata applicata in modo uniforme in tutta Italia e questo, purtroppo, è ravvisabile nei differenti standard offerti dalle strutture e nella disparità nell’accessibilità tra le differenti regioni d’Italia che hanno l’accesso al mare. Sembra superfluo, ma è doveroso sottolineare, che è essenziale affrontare queste sfide per garantire che tutte le persone, indipendentemente dalle loro abilità fisiche, possano godere appieno delle meraviglie del mare italiano, delle bellezze di cui possiamo godere nei mesi estivi e durante le vacanze. E per renderlo possibile, ci sono diverse azioni che possono essere portate avanti. Partiamo dalle normative. È necessario introdurre normative più rigorose che impongano agli stabilimenti balneari di essere accessibili alle persone con disabilità, e che dovrebbero includere requisiti specifici per rampe, servizi igienici e percorsi accessibili. Da parte delle Istituzioni dovrebbero esserci incentivi finanziari agli stabilimenti balneari che investono nell’accessibilità, sotto forma di agevolazioni fiscali o finanziamenti per l’installazione di infrastrutture accessibili. Non meno importante, è la sensibilizzazione sia degli imprenditori degli stabilimenti che dell’opinione pubblica sul tema dell’accessibilità; inoltre è importante investire sulla formazione dell’impresa. È necessario, però, un efficace monitoraggio per garantire che si rispettino le leggi esistenti sull’accessibilità e capire quale criticità impedisce eventualmente di promuovere l’accessibilità inclusiva in spiaggia. Una delle realtà che da vicino, anzi da molto vicino, si occupa di abbattere le barriere architettoniche per favorire la piena integrazione delle persone con disabilità è FIABA ETS, che da oltre 20 anni cerca di rendere il mondo in cui viviamo, mare e spiagge incluse, un posto accessibile davvero a tutti. Come rappresentante del mondo balneare ho preso parte al XXI FIABADAY, la Giornata Nazionale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche che si è svolta a Roma lo scorso ottobre, per supportare questo percorso di civiltà che ognuno di noi dovrebbe far proprio e condividere. Grazie all’azione di FIABA, per esempio, con la legge di Bilancio 2022, è stato introdotto il bonus 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Una detrazione rinnovata fino al 2025, che può essere utilizzata per tutti gli edifici, non solo case e condomini. L’attenzione di Federbalneari Italia sul tema dell’accessibilità in spiaggia è molto alta, e coinvolge tutti i soci. In particolare, Federbalneari Lazio ha stretto una collaborazione con FIABA per la mappatura dei 364 km di costa regionale, un accordo che, in qualità di presidente, vorrei estendere presto su tutto il territorio a livello nazionale. Ma per questo, serve davvero il contributo e l’impegno di tutti. È fondamentale coinvolgere attivamente anche le persone con disabilità nel processo decisionale per garantire che le soluzioni proposte rispondano effettivamente alle loro esigenze. L’accesso al mare per le persone con disabilità in Italia è ancora un obiettivo da raggiungere; tuttavia, con un impegno congiunto da parte del Governo, delle imprese turistiche e della società nel suo complesso, è possibile superare queste sfide e garantire un accesso equo e inclusivo al mare per tutti. *Presidente Federbalneari Italia UNA DELLE PRINCIPALI CRITICITÀ È LA MANCANZA DI STRUTTURE APPROPRIATE CHE SODDISFINO LE ESIGENZE DI ACCESSIBILITÀ. OCCORRONO NORMATIVE RIGOROSE, INCENTIVI FINANZIARI E SENSIBILIZZAZIONE L’accessibilità inclusiva E IL MARE PER TUTTI 60

RkJQdWJsaXNoZXIy NDUyNTU=