27 divieto di ritorsione e il sistema disciplinare. Le Linee Guida delle principali associazioni di categoria, come quelle di Confindustria del 2019, forniscono dettagli sui contenuti dei Modelli, recependo i principi giurisprudenziali e stabilendo standard per la loro predisposizione. È inoltre consigliabile adottare un Codice Etico, che definisca valori, principi e regole condivisi da tutti i membri dell’azienda. Il Modello Organizzativo deve fornire anche indicazioni precise sulla composizione dell’OdV, le modalità e i criteri di nomina, i compiti, i poteri, il suo funzionamento, ecc. L’Organismo di Vigilanza può essere monocratico o collegiale, composto da soggetti interni ed esterni all’azienda purché indipendenti, autonomi e qualificati. Nelle società di capitali i compiti dell’OdV possono essere svolti dal collegio sindacale (art. 6 comma 4 bis), mentre nelle aziende più piccole possono essere demandati anche all’organo dirigente (art. 6 comma 4). Tuttavia, la giurisprudenza considera superata questa ultima disposizione, poiché la coincidenza tra organo dirigente e OdV potrebbe minare l’autonomia e l’indipendenza dell’OdV stesso. L’Organismo ha un ruolo di rilievo, in quanto la giurisprudenza ha affermato che, ai fini dell’esonero della responsabilità dell’azienda, non basta l’adozione del Modello, ma è fondamentale anche la nomina dell’OdV. Per quanto riguarda il Whistleblowing, il Modello 231 deve adeguarsi alla nuova normativa prevista dal D.Lgs. n. 24/2023 che, in attuazione della Direttiva UE 2019/1937, ha rivisto la disciplina relativa alla protezione delle persone che segnalano violazioni di diritto dell’Unione o delle normative nazionali. Lo scopo della normativa è quello di contrastare e prevenire fenomeni illeciti nel settore pubblico e privato, incentivando l’emersione di condotte illecite nel contesto lavorativo. La nuova disciplina nel settore privato si applica a: • imprese con almeno 50 lavoratori subordinati nell’ultimo anno (con contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato); • imprese che, indipendentemente dal numero di lavoratori, operano in settori regolati dal diritto dell’Unione (servizi, prodotti e mercati finanziari, prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, tutela dell’ambiente e sicurezza dei trasporti); • imprese che, indipendentemente dal numero di lavoratori, hanno adottato un Modello di organizzazione e gestione ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Anche le imprese con meno di 50 dipendenti, se hanno adottato il Modello 231, devono adeguarsi alla nuova normativa. Oggetto delle segnalazioni possono essere violazioni della normativa dell’UE, nonché delle corrispondenti disposizioni italiane di attuazione in specifici ambiti (ad esempio appalti pubblici, privacy, concorrenza, tutela dei consumatori, questioni fiscali, tutela dell’ambiente, servizi finanziari, prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo, interessi finanziari dell’UE) e reati che possono comportare la responsabilità dell’azienda ai sensi del D.Lgs. 231/2001 nonché violazioni del Modello 231. I canali di segnalazione previsti sono quello interno all’azienda, quello esterno gestito da ANAC e la divulgazione pubblica. Il canale di segnalazione per le imprese private che non hanno raggiunto la media di 50 lavoratori ed hanno adottato il Modello 231 è quello interno all’azienda. I destinatari delle segnalazioni in azienda possono essere soggetti interni o esterni purché dotati di autonomia, intesa come imparzialità e indipendenza, e di adeguata formazione in materia. La normativa impone, inoltre, una serie di misure a tutela del segnalante come l’obbligo di riservatezza della sua identità, il divieto di atti di ritorsione nei suoi confronti e la limitazione della sua responsabilità per la diffusione di alcune informazioni protette che dovranno essere esplicitati nel Modello 231 insieme alle procedure di gestione delle segnalazioni, dei canali di segnalazione adottati dall’azienda e del sistema disciplinare. Una serie di indicazioni e misure operative sono fornite dalle Linee Guida di Confindustria “Nuova Disciplina del Whistleblowing - Guida operativa per gli enti privati” pubblicate ad ottobre 2023. Infine, va detto che la disciplina anticorruzione non si applica alle società del settore privato, a meno che non siano soggette a controllo pubblico o partecipate pubbliche. Ciò non toglie che soprattutto le società che operano nel settore degli appalti pubblici possano decidere di adottare un programma di compliance anticorruzione come parte integrante del Modello e contribuire a mitigare la responsabilità dell’azienda per i reati di corruzione commessi dai suoi esponenti. Estratti del Modello Organizzativo 231, il Codice Etico e l’eventuale Codice di condotta anticorruzione devono essere portati a conoscenza di tutti i componenti l’azienda e dei clienti, eventualmente anche tramite il sito web aziendale. * Avvocati Studio Legale Berliri Nucci Veroni L’ADOZIONE DEL MODELLO NON È OBBLIGATORIA, MA È FORTEMENTE RACCOMANDATA
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