ANACAM MAGAZINE - n. 4 ottobre | dicembre 2024

CULTURA DI TITTI LO PAPA 88 permesso al pubblico di vedere l’industria sotto una luce diversa, non solo come sistema economico ma come realtà culturale e sociale che ha influenzato il nostro modo di vivere e le relazioni umane. Un contributo significativo in questo senso è arrivato dall’evoluzione delle campagne pubblicitarie Barilla da parte del giornalista Aldo Grasso. DURANTE IL FESTIVAL NON SI È PARLATO DEL SETTORE ASCENSORISTICO. Con il progetto del Festival della Narrazione Industriale, ho voluto deliberatamente uscire dalla mia zona di comfort. Questo progetto mi ha messo in contatto con persone, idee e culture diverse rispetto a quelle che incontro quotidianamente nel mio lavoro di imprenditore nel settore ascensoristico. Il Festival rappresenta proprio questo spirito di apertura: l’idea che, solo guardando oltre i confini delle nostre abitudini, possiamo davvero evolverci e trovare ispirazione per il futuro. CHE TIPO DI RISPOSTA AVETE RICEVUTO DAL PUBBLICO? Abbiamo avuto un’ottima risposta da parte del pubblico che ha dimostrato grande curiosità verso questo approccio multidisciplinare. È stato interessante notare come persone di diverse generazioni abbiano trovato motivi di riflessione su temi che toccano la storia italiana ma anche il presente, dai cambiamenti nel mondo del lavoro alla rilevanza sociale delle imprese. AVETE GIÀ IN MENTE IDEE O PROGETTI PER LA PROSSIMA EDIZIONE? Stiamo considerando l’idea di invitare altri scrittori, registi e artisti che abbiano esplorato il mondo dell’industria, non solo in Italia ma anche all’estero, per dare una prospettiva internazionale. Vorremmo anche utilizzare archivi di documentari e interviste, che esistono (si pensi a quello Olivetti), che possono continuare a raccontare l’evoluzione del settore industriale nel tempo, magari con un focus sui nuovi scenari legati alla sostenibilità e alla digitalizzazione. vertising campaigns by journalist Aldo Grasso. DURING THE FESTIVAL, THERE WAS NO MENTION OF THE LIFT SECTOR. With the Industrial Storytelling Festival project, I deliberately wanted to step out of my comfort zone. This project brought me into contact with people, ideas and cultures other than those I encounter on a daily basis in my work as an entrepreneur in the lift industry. The Festival represents precisely this spirit of openness: the idea that only by looking beyond the boundaries of our habits can we truly evolve and find inspiration for the future. WHAT KIND OF RESPONSE HAVE YOU RECEIVED FROM THE PUBLIC? We had a very good response from the public, who showed great curiosity towards this multidisciplinary approach. The events were very well attended. It was interesting to note how people of different generations found reasons to reflect on topics that touch on Italian history but also on the present, from changes in the world of work to the social relevance of business. DO YOU ALREADY HAVE IDEAS OR PROJECTS IN MIND FOR THE NEXT EDITION? We are considering the idea of inviting other writers, directors and artists who have explored the world of industry, not only in Italy but also abroad, to give an international perspective. We would also like to use existing documentary archives and interviews (think of the Olivetti one), which can continue to narrate the evolution of industry over time, with a focus on new scenarios linked to sustainability and digitalisation. Il 9 novembre, presso il Teatro al Parco, a Parma, si è tenuto uno degli eventi collegati al Festival della narrazione: da sinistra il giornalista Aldo Tagliaferro, il docente universitario e scrittore Alberto Albertini, il presidente del Comitato organizzatore del Festival Giuseppe Iotti/On 9 November, at the Teatro al Parco in Parma, one of the events connected with the Festival della narrazione was held; from left: journalist Aldo Tagliaferro, university lecturer and writer Alberto Albertini, Festival organising committee chairman Giuseppe Iotti

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