ANACAM MAGAZINE - n. 2 aprile | giugno 2025

Immaginate Giovanni, un ascensorista esperto, e Arturo, un giovane apprendista, all’inizio della giornata lavorativa. Giovanni, infastidito dal fatto che Arturo sia concentrato sul suo smartphone, lo rimprovera per non aver salutato. Arturo, che sta consultando l’app aziendale, si sente incompreso. Questa scena iniziale è solo un esempio delle incomprensioni quotidiane che nascono dalle differenze generazionali. Giovanni preferisce gli strumenti tradizionali e le gerarchie, mentre Arturo è a suo agio con la tecnologia e le comunicazioni informali. Su una cosa Giovanni e Arturo la pensano allo stesso modo: non è facile lavorare con l’altro. Il divario tra Giovanni e Arturo non è semplicemente una questione di personalità, ma riflette una criticità sistemica che caratterizza l’incontro tra generazioni diverse nel mondo del lavoro. Le differenze generazionali emergono in molteplici ambiti: dallo stile comunicativo all’approccio manuale, dall’utilizzo della tecnologia alla concezione dell’equilibrio tra vita privata e lavoro, fino alla sensibilità verso tematiche etiche come la sostenibilità ambientale o il linguaggio inclusivo. Tuttavia, per garantire la sopravvivenza del mestiere dell’ascensorista e assicurare un futuro alle aziende del settore, l’integrazione dei giovani, la trasmissione delle competenze e la continuità generazionale rappresentano questioni non più rimandabili. Si tratta di una sfida complessa ma necessaria per un settore che deve guardare avanti senza perdere il proprio prezioso patrimonio di conoscenze e competenze. L’effetto dei rapidi e continui cambiamenti sociali, culturali e tecnologici ha profondamente influito nel differenziare i valori e i comportamenti delle persone in base alla loro età. Oggi si stima che in un’azienda convivano quattro generazioni diverse: • Baby Boomers (1946-1964): i loro valori sono legati alla stabilità e alla lealtà aziendale, sono ricchi di esperienza e competenza ma reticenti davanti ai cambiamenti tecnologici; • Generazione X (1965-1980): indipendenti e pragmatici, privilegiano la flessibilità e il bilanciamento vita-lavoro. Sono propensi a cambiare lavoro se non soddisfatti. Preferiscono comunicazioni efficienti (e-mail, telefonate, ecc.) e ambienti collaborativi con un buon equilibrio tra autonomia e collaborazione; • Millennials/Generazione Y(19811996): sono orientati alla flessibilità e al bilanciamento vitalavoro. Valorizzano la creatività, l’adattabilità e i risultati. Sono digitalmente competenti e preferiscono strumenti di comunicazione istantanea; • Generazione Z (1997-2012): nativi digitali, hanno avuto internet e gli strumenti digitali in mano fin da piccolissimi, sanno molto di tecnologia e comunicazione ed hanno utilizzato poco la manualità. Nel lavoro richiedono flessibilità e formazione continua. Si aspettano un impiego che offra l’opportunità di contribuire al miglioramento della società in modo significativo e un forte bilanciamento vita-lavoro. Sono abituati a comunicare soprattutto con strumenti tecnologici avanzati. Le generazioni differiscono, dunque, per valori, approcci al lavoro e reazioni ai cambiamenti tecnologici e sociali. Ed è per questo che, se non gestita correttamente, la convivenza generazionale rischia di portare a conflitti, problematiche di comprensione e rendere difficoltoso l’inserimento e la formazione dei giovani in azienda. Cosa fare, quindi, per favorire la collaborazione tra diverse generazioni? CREARE PERCORSI DI INSERIMENTO SPECIFICI. CHI BEN COMINCIA È A METÀ DELL’OPERA L’approccio tradizionale all’inserimento aziendale, che ha funzionato per le generazioni precedenti, appare ormai inadeguato. In passato, i professionisti si integravano gradualmente, acquisendo autonomia senza mettere in discussione gerarchie e organizzazione aziendale. Lo scenario appare completamente diverso per Millennials e Generazione Z che operano in un mercato del lavoro che li favorisce per la loro scarsità numerica, consenUN DIALOGO APERTO, LA CREAZIONE DI PERCORSI DI INSERIMENTO MIRATI E LA VALORIZZAZIONE DELL’ESPERIENZA DEI SENIOR E DELL’INNOVAZIONE DEI GIOVANI SONO ESSENZIALI PER CREARE UN AMBIENTE DI LAVORO ARMONIOSO E PRODUTTIVO Convivenza generazionale TRA DIPENDENTI: SFIDE E OPPORTUNITÀ 34 GESTIONE AZIENDALE DI MONICA MALAVASI*

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