ANACAM MAGAZINE - n. 1 gennaio | marzo 2026

abbiano iniziato a integrare sensori, gateway e piattaforme cloud per monitorare lo stato degli impianti, prevedere guasti e ottimizzare gli interventi tecnici. I primi risultati sono stati incoraggianti. La manutenzione predittiva ha permesso di ridurre i fermi impianto, migliorare la sicurezza e aumentare la soddisfazione degli utenti. Le aziende di manutenzione hanno potuto pianificare meglio le attività, riducendo gli interventi d’urgenza e migliorando l’efficienza operativa. Alcuni produttori hanno persino iniziato a proporre modelli di servizio basati sui dati, trasformando l’ascensore in una piattaforma connessa capace di dialogare con sistemi di building management e infrastrutture smart. Eppure, anche in questo settore non sono mancati gli ostacoli. L’installazione di dispositivi IoT su impianti esistenti si è rivelata più complessa del previsto, soprattutto quando si tratta di ascensori datati o privi di documentazione tecnica aggiornata. La connettività non è sempre garantita, soprattutto in edifici con strutture schermanti o in zone dove la copertura di rete è insufficiente. Inoltre, la gestione dei dati solleva interrogativi sulla privacy, sulla proprietà delle informazioni e sulla responsabilità in caso di malfunzionamenti. Alcuni operatori hanno scoperto che raccogliere dati è facile, ma interpretarli in modo utile è un’altra storia, soprattutto quando i dataset sono incompleti o incoerenti. Permane un problema di interoperabilità delle piattaforme. Tutti i produttori hanno sviluppato sistemi proprietari e, al momento, non esiste un sistema unico per la raccolta e l’interpretazione dei dati. Questo costringe gli ascensoristi che hanno in manutenzione impianti con tecnologie diverse a operare su molteplici sistemi, spesso basati su logiche diverse. Nonostante queste difficoltà, le previsioni di adozione dell’IoT nel settore ascensoristico restano positive. La crescente digitalizzazione degli edifici, l’evoluzione delle normative e la richiesta di servizi più efficienti spingono verso una diffusione sempre più ampia di soluzioni connesse. Nei prossimi anni è probabile che l’IoT diventi uno standard di fatto, non solo per gli impianti nuovi ma anche per le modernizzazioni, grazie a dispositivi sempre più compatti, economici e facili da integrare. L’intelligenza artificiale giocherà un ruolo chiave nell’interpretazione dei dati, trasformando la manutenzione da reattiva a predittiva e, in alcuni casi, addirittura proattiva. Il futuro dell’IoT negli ascensori non sarà privo di sfide, ma la direzione è ormai tracciata. La tecnologia sta maturando, gli standard stanno emergendo e gli operatori del settore hanno compreso che il valore non risiede nei sensori in sé, ma nella capacità di trasformare i dati in decisioni intelligenti. Se il passato dell’IoT è stato un alternarsi di entusiasmi e delusioni, il suo futuro nel mondo ascensoristico sembra destinato a essere più solido, più concreto e soprattutto più utile. Non una rivoluzione improvvisa, ma un’evoluzione costante che, passo dopo passo, cambierà il modo in cui gli ascensori vengono gestiti, mantenuti e vissuti. * Vicepresidente nazionale Anacam, CEO Donati SpA installations, predict faults, and optimise technical interventions. The initial results have been encouraging. Predictive maintenance has made it possible to reduce downtime, improve safety and increase user satisfaction. Maintenance companies have been able to plan their activities more effectively, reducing emergency call-outs and improving operational efficiency. Some manufacturers have even begun offering data-driven service models, transforming the lift into a connected platform capable of communicating with building management systems and smart infrastructure. Yet, even in this sector, there have been obstacles. Installing IoT devices on existing systems has proved more complex than anticipated, particularly when dealing with older lifts or those lacking up-to-date technical documentation. Connectivity is not always guaranteed, particularly in buildings with shielding structures or in areas where network coverage is insufficient. Furthermore, data management raises questions regarding privacy, ownership of information and liability in the event of malfunctions. Some operators have found that collecting data is easy, but interpreting it usefully is another matter entirely, especially when datasets are incomplete or inconsistent. There remains a problem with platform interoperability. All manufacturers have developed proprietary systems and, at present, there is no single system for data collection and interpretation. This forces lift technicians who maintain systems using different technologies to operate across multiple systems, often with differing operational logics. Despite these challenges, the outlook for IoT adoption in the lift sector remains positive. The growing digitalisation of buildings, evolving regulations and the demand for more efficient services are driving the everwider adoption of connected solutions. In the coming years, the IoT is likely to become the de facto standard, not only for new installations, but also for modernisation projects, thanks to devices that are increasingly compact, cost-effective and easy to integrate. Artificial intelligence will play a key role in data interpretation, transforming maintenance from reactive to predictive and, in some cases, even proactive. The future of the IoT in lifts will not be without challenges, but the path forward is now clear. The technology is maturing, standards are emerging, and industry players have realised that the value lies not in the sensors themselves, but in the ability to transform data into intelligent decisions. While the past of the IoT has been a mix of enthusiasm and disappointment, its future in the lift industry seems set to be more solid, more tangible and, above all, more useful. Not a sudden revolution, but a steady evolution that, step by step, will change the way lifts are managed, maintained and experienced. * Anacam National Vice President, CEO Donati SpA 12 IL PUNTO DI ALESSANDRO CATTELAN*

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