ANACAM MAGAZINE - n. 2 aprile | giugno 2021
26 flows, through lifts with call to destination, which should make the use of a lift group more efficient - at least in high-traffic buildings. And what about us? We are indif- ferent and pray every day for no one to disturb us during our intimate vertical journey from the garage to our floor and we defend the good old universal lift like a soldier in a trench. For years, very efficient and very quiet gearless permanent magnet motors have been available at a low cost even for smaller residential market sizes. One would expect them to be very popular in renovations, but they aren’t! What joy we feel in enjoying that imperfect but fa- miliar tear of old pulleys moved by prehistoric gearboxes. What a magnificent oddity we have developed, as we face dozens of short trips with hasty indifference, we are much warier of evading the embarrassment of an equally short but annoying proximity to the hapless travel companion of the third floor, than the travel comfort offered by the worn- out sarcophagus of yesteryear. Perhaps, as ordinary people we struggle to evolve an approach to a machine that is in some ways mysterious (after all, from an early age we see lifts as funny closed boxes that go up and down) but ulti- mately dedicated to a habitual and obvious role: climbing and descending. Control logic, cables, motors, gears, safety systems are almost always out of view, and so is the vast majority of devices that have undergone a certain techno- logical evolution over the years. To a certain extent, today’s passengers still experience the same primal fears: the fear of falling, the fear of being trapped in the dark, the fear of not having enough living space. Let’s face it: for most people the brief experience of quasi sempre non privato? Oggi la tecnologia dei sistemi di controllo ci propone sofisticate soluzioni di ottimiz- zazione dei flussi di traffico, attraverso gli ascensori con chiamata a destinazione, che dovrebbero rendere più effi- ciente – almeno negli edifici ad alto traffico – l’utilizzo di batterie di ascensori. E noi? Noi no, restiamo indifferenti e anzi preghiamo ogni giorno che nessuno ci disturbi nel nostro intimo viaggio verticale dal garage al nostro piano e difendiamo come una trincea la cara vecchia manovra universale. Da anni, efficientissimi e silenziosissimi moto- ri gearless a magneti permanenti sono disponibili a buon mercato anche per le piccole taglie del mercato residen- ziale. Ci si aspetterebbe che spopolino nelle nostre ristrut- turazioni, eppure no! Quale gioia proviamo nel godere di quell’imperfetto ma familiare strappo di vecchie pulegge mosse da preistorici argani. Che magnifica assuefazione si è oramai stratificata nelle nostre menti se chiunque di noi affronta ancora con frettolosa indifferenza decine di brevi salite e discese meccanizzate, molto più attenti ad eludere l’imbarazzante prospettiva di un altrettanto breve ma sec- cante prossimità al malcapitato compagno di viaggio del terzo piano piuttosto che al comfort di viaggio offerto dal logoro sarcofago d’antan. Forse, quello che fatica ad evol- vere è proprio il nostro approccio di gente comune ad una macchina per certi versi misteriosa (del resto, fin da pic- coli l’ascensore ci viene presentato come una buffa scatola chiusa che sale e scende) ma in definitiva deputata ad un ruolo abituale e scontato: salire e scendere. Del tutto celati alla vista sono, nella quasi totalità dei casi, logica di con- trollo, cavi, motori, ingranaggi, sistemi di sicurezza, e con essi la stragrande maggioranza dei dispositivi che hanno subìto una certa evoluzione tecnologica negli anni. Im- mutate sono le paure ataviche che in misura più o meno intensa invadono ancora oggi chi entra in un ascensore: la paura di cadere, la paura di rimanere intrappolati al buio, la paura di non avere abbastanza spazio vitale. Ammet- tiamolo: per la maggior parte delle persone la breve espe- rienza di un viaggio in ascensore rappresenta una piccola tortura quotidiana. A poco son serviti anni di rassicura- zioni sull’efficacia dei dispositivi di sicurezza o la presenza di specchi e luci più potenti in cabina. Né è bastato il tam tam delle statistiche ufficiali, che parlano invariabilmente dell’ascensore come del mezzo di trasporto più sicuro al mondo… Certamente non è stato di aiuto, per il viaggiatore vertica- le, l’insopportabile tendenza al risparmio negli allestimen- ti delle cabine moderne, siano esse nuove installazioni o ristrutturazioni di cabine esistenti. La scelta dei materiali e la loro disposizione in quel metro quadro semovente (le dimensioni minime di una cabina ascensore per ade- guamento di edifici esistenti è 0,8x1,2m…) è spesso puro squallore su rotaia verticale. Di certo in questi 50 anni hanno avuto miglior attenzione le cabine-armadio… Curiosamente, assistiamo volentieri (e ci siamo diffusa- mente abituati) alla grande evoluzione tecnologica delle RI FLESSIONI D i E m a n u e l e E m i l i a n i con i l cont r ibuto di Alessio Beret ta Più che agli ascensori, curiosamente, assistiamo volentieri alla grande evoluzione tecnologica delle nostre automobili - a cui siamo abituati - o persino delle nostre lavatrici Curiously, we are happier to witness the great technological evolution of cars than lifts, or even of our washing machines
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