ANACAM MAGAZINE - n. 4 ottobre | dicembre 2022

19 che la forza di fare ricerca e innovazione; chi fornisce servizi di manutenzione rischia di essere ingessato da tempi di pagamento invertiti in cui prima si paga il fornitore e la mano d’opera e poi si incassa dal cliente. Le aziende di servizi affrontano direttamente il mercato del cliente finale. I produttori vivono il mercato, in un certo senso, attraverso l’azienda di manutenzione e servizi, o attraverso i cambiamenti delineati dal progresso e dallo sviluppo del prodotto che sappiamo essere fortemente influenzato dall’attività dei gruppi internazionali sui tavoli tecnici e politici europei e mondiali (da qualche anno Anacam sta investendo per cambiare tutto questo). Tutte, invece, subiscono una pressione fiscale importante, anche rispetto ad altri Paesi, con lo Stato che chiede i soldi ma non offre supporto alle aziende per poter avere la liquidità necessaria per pagare le tasse dirette e indirette. Se è vero che il servizio e la vicinanza al cliente riescono meglio alle piccole e medie aziende, le grandi aziende, appesantite da procedure poco snelle nel gestire i servizi, hanno una capacità finanziaria maggiore dovuta anche all’attività su altri mercati. Proprio per questo risulta importante, non più solo essere vicini al cliente e fare bene il proprio lavoro, ma anche gestire i flussi finanziari in modo corretto. Questo permetterà di allontanare l’ipotesi di uno scenario di sole poche aziende sul mercato che “la fanno da padrone”, scenario che, riflettendo, potrebbe essere scomodo per tutti, anche per quanti oggi favoriscono i disequilibri sopra descritti. Come spiegato anche dal professor Ceriani, la differenza tra pagamento dei materiali e della mano d’opera e tempo di incasso (la formula per calcolare i tempi di incasso è facilissima: il totale dei crediti, ovviamente al netto dell’Iva, va diviso per il totale del fatturato o dei ricavi, moltiplicato per 365 giorni) produce squilibri di circolante in azienda e indebolisce chi vende direttamente il prodotto o il servizio then collected from the customer. Service companies face the final customer market directly. Manufacturers experience the market, in a certain sense, through the maintenance and services company, or through the changes outlined by the progress and development of the product which we know is strongly influenced by the activity of international groups on European and international technical and political tables (for some years Anacam has been investing to change all this). However, they all suffer a significant tax burden, even compared to other countries, with the State asking for money but not offering support to companies in order to have the necessary liquidity to pay direct and indirect taxes. If service and proximity to the customer are better suited to small and medium-sized companies, large companies, weighed down by procedures that are not very streamlined in managing services, have a greater financial capacity also due to activity in other markets. Precisely for this reason it is important not only to be close to the customer and do one’s job well, but also to manage financial flows correctly. This will make it possible to dismiss the hypothesis of a scenario where only a few companies on the market “run the show”, a scenario which could be difficult for everyone, even for those who favour the imbalances described above. As explained by Professor Ceriani, the difference between payment for materials and labour and collection time (the formula for calculating collection times is very easy: the total credits, obviously net of VAT, must be divided by the total turnover or revenues, multiplied by 365 days) produces imbalances in working capital in the company and weakens those who directly sell the product or service to the end customer. Certainly, the producers are not to blame, but everyone is in the

RkJQdWJsaXNoZXIy NDUyNTU=