ANACAM MAGAZINE - n. 2 aprile | giugno 2023

35 Partendo da quest’ultimo argomento, diciamo che non è da sottovalutare, perché la tradizionale illuminazione di cabina, sempre accesa, era di gran lunga (ed è, dove persiste) la prima fonte di consumo energetico del tipo di ascensore di cui di solito ci occupiamo come PMI del settore. Per quanto riguarda le parti idrauliche, è importante conoscere meglio le posizioni dei produttori perché, come tutti sappiamo, è in atto da oltre un ventennio una campagna che tende a mettere in cattiva luce questa tecnologia rispetto a quella elettrica con trazione gearless. Per i nostri clienti, l’elemento che per lo più è evidente non è tanto quello propriamente detto energetico, quanto piuttosto quello dell’impegno di potenza e quindi dei costi di allacciamento, due temi ben distinti che però spesso vengono confusi. Ma, al di là dell’incidenza economica di questo aspetto, in realtà i due tipi di impianto presentano diverse caratteristiche sul piano energetico (e ambientale) che li rendono entrambi soluzioni possibili, se c’è capacità di analizzare bene il contesto. I quadri di manovra contengono diverse apparecchiature elettriche, elettromeccaniche ed elettroniche che determinano consumi non trascurabili anche quando la cabina è ferma, ed è bene quindi approfondire questo argomento. Inoltre, lo stesso si può dire dei pulsanti luminosi, dei display e degli schermi di vario tipo che si tende ad inserire in cabina o ai piani, per ragioni funzionali o estetiche che però andrebbero valutate anche nelle loro conseguenze energetico/ambientali. Le prospettive, quindi, sono quelle di interromperne il funzionamento, per quanto possibile, quando l’utente non ha bisogno dell’ascensore, comprendendo quando e quanto sia possibile farlo senza diminuire la validità del servizio offerto. Quanto al macchinario, il costruttore fornisce una serie importante di suggerimenti su come equilibrare le diverse esigenze di supportare le velocità e portate richieste con quelle di riduzione dei consumi, mediante l’incremento del rendimento. Scopriremo così che non è sempre vero che la soluzione gearless sia migliore di quella tradizionale con l’accoppiamento vite-corona e, anche qui, occorre analizzare il contesto. A questi nostri fornitori va quindi la nostra stima. Contiamo che altri vengano coinvolti in questi approfondimenti, magari con idee diverse, e che in futuro sempre di più installatori e manutentori possano collaborare con loro per offrire le migliori soluzioni a clienti e, in ultima analisi, anche all’ambiente dove tutti viviamo.

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