47 combinatore telefonico (previsto negli impianti nuovi secondo la norma EN 81-28), la comunicabilità fra passeggero e operatore non può avvenire in alcun modo. Come risolvere? È in corso di ultimazione una ricerca inter-disciplinare che nasce proprio dalla volontà di approfondire, secondo il metodo scientifico, il problema dell’accessibilità degli ascensori da parte delle persone sorde. Un gruppo di lavoro composto da Dario Trabucco, Elena Giacomello, Giovanni Perrucci dell’Università Iuav di Venezia (Architettura) e da Marco Costa dell’Università di Bologna (Laboratorio di Psicoacustica) in collaborazione con ENS1 Veneto ed ENS1 Bologna ha condotto uno studio molto approfondito rivolto a comprendere le esigenze dell’utenza e i requisiti specifici che un ascensore dovrebbe avere per garantire sicurezza, senso di sicurezza e comunicabilità alle persone sorde quando utilizzano un ascensore. La ricerca è consistita di due fasi. La prima ha riguardato la somministrazione di un questionario a circa 300 persone sorde e altrettante udenti contenente una trentina di quesiti inerenti l’uso dell’ascensore, la percezione di sicurezza nell’uso, le difficoltà d’uso incontrate normalmente e le soluzioni auspicate. Il questionario, scritto e diffuso in collaborazione con l’ENS, ha fornito informazioni essenziali per delineare il quadro esigenziale dell’utenza di riferimento, con particolari informazioni in merito alle modalità di comunicazione con l’esterno ma anche alle caratteristiche spaziali e luminose della cabina e dei comandi. Fra le risposte è emerso che una percentuale più alta di sordi rispetto agli udenti, precisamente il 54% dei sordi intervistati, preferisce utilizzare le scale per muoversi fra i piani; il 47% dei sordi non si sente sicuro in ascensore; il 17% dei sordi ritiene l’uso dell’ascensore complicato e il 14% molto complicato. A seguire, la seconda fase della ricerca è consistita in una sperimentazione dal vero, con una cabina in modalità statica, che è stata attrezzata in due diversi modi intercambiabili: uno conformemente ai requisiti delle norme correnti e l’altro sperimentalmente con un’apparecchiatura sviluppata appositamente per testare le interfacce adatte secondo le esigenze delineate attraverso il questionario svolto precedentemente. La sperimentazione è stata svolta con un gruppo di quaranta persone sorde e altrettante persone udenti fornendo dati molto netti e inequivocabili rispetto alle esigenze identificate e le soluzioni testate, che sono in fase di elaborazione e saranno oggetto di un articolo successivo. Il gruppo di lavoro si è avvalso anche dell’attrezzatura fornita da Nova Elevators (azienda associata Anacam, ndr) e dalla società Robertelli Arduino. * Università Iuav di Venezia 1 Ente Nazionale Sordi 28), communicability between passenger and operator cannot take place in any way. How to solve this? An interdisciplinary research project is currently being finalised. It stems from the desire to investigate the problem of lift accessibility for deaf people using the scientific method. A working group made up of Dario Trabucco, Elena Giacomello, Giovanni Perrucci of the Iuav University of Venice (Architecture) and Marco Costa of the University of Bologna (Psychoacoustics Laboratory) in collaboration with ENS1 Veneto and ENS1 Bologna conducted a very in-depth study aimed at understanding the needs of users, and the specific requirements that a lift should have to guarantee safety, a sense of security and communicability to deaf people when using a lift. The research consisted of two phases. The first involved the administration of a questionnaire to around 300 deaf people and the same number of hearing people containing around 30 questions concerning the use of the lift, the perception of safety in use, the difficulties normally encountered in use and desired solutions. The questionnaire, written and circulated in collaboration with the ENS, provided essential information to outline the needs of the target users, with particular information on how they communicate with the outside world but also on the spatial and lighting characteristics of the car and the controls. The responses showed that a higher percentage of deaf people than hearing people, namely 54% of the deaf respondents, prefer to use the stairs to move between floors; 47% of the deaf do not feel safe in the lift; 17% of the deaf find using the lift complicated, and 14% very complicated. Following this, the second phase of the research consisted of a real-life experimentation with a car in static mode, which was equipped in two different interchangeable ways: one in accordance with the requirements of current standards, and the other experimentally with a specially developed piece of equipment to test suitable interfaces according to the needs outlined through the questionnaire carried out previously. The experimentation was carried out with a group of forty deaf people and the same number of hearing people. It provided very clear and unequivocal data regarding the identified needs and the tested solutions, which are currently being processed and will be the subject of a subsequent article. The working group also made use of the equipment provided by Nova Elevators (Anacam member company, ed.) and the company Robertelli Arduino. * Iuav University of Venice 1 National Association for the Deaf
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