ANACAM MAGAZINE - n. 4 ottobre | dicembre 2025

di chip forniti da Nexperia, azienda olandese controllata dal gruppo cinese Wingtech e colpita dalle restrizioni all’export imposte da Pechino. L’intervento del governo olandese, che ha assunto il controllo di Nexperia per motivi di sicurezza nazionale su pressione USA, ha provocato la reazione cinese con un blocco delle esportazioni, creando un collo di bottiglia nella filiera europea: Nexperia produce, infatti, circa il 50% dei chip per il settore automotive. Pur avendo ottenuto alcune licenze per magneti da fornitori cinesi, Volkswagen può servire solo Europa e Vietnam, mentre il mercato statunitense è rimasto inizialmente escluso. Tutto ciò non fa che ampliare il divario competitivo tra produttori europei e cinesi. Per quanto riguarda l’industria ascensoristica, la produzione dei motori gearless con magneti permanenti, che rappresentano oggi lo standard tecnologico per efficienza energetica e silenziosità, richiede terre rare come il neodimio e il disprosio in quantità relativamente ridotte. Proprio per questo, i principali produttori hanno saputo organizzarsi per costituire adeguate scorte, mettendosi al riparo dal problema per 12-18 mesi o più in alcuni casi. I motoriduttori sono, altresì, esenti dal problema non utilizzando magneti permanenti. Per quanto riguarda i dispositivi elettronici, dobbiamo considerare che la nostra industria non richiede, per la stragrande maggioranza dei casi, microprocessori ad altissimo livello di integrazione o memorie di ultima generazione. Non mi risultano al momento problematiche serie legate all’approvvigionamento dei componenti. Sebbene la situazione si sia parzialmente normalizzata, nuove restrizioni cinesi rischiano di riaccendere una crisi simile, ma con impatti più selettivi e duraturi. I rischi di medio periodo sono seri e, purtroppo, difficilmente affrontabili. L’UE appare poco incisiva in questo scenario, fermo restando che la situazione geopolitica è quanto mai complessa. Uno spiraglio importante è arrivato dalla Corte Suprema USA che, con una sentenza storica, ha annullato molti dei dazi applicati dal presidente Trump definendoli illegittimi. Tuttavia, molti osservatori rimangono cauti: è probabile che il Governo degli Stati Uniti introduca rapidamente misure alternative per continuare a influenzare i mercati globali. Segnali confortanti arrivano però dal riciclo delle materie prime che vede il nostro continente all’avanguardia per lo sviluppo di nuove tecnologie, con l’Italia in prima fila. È attivo a Ceccano, in provincia di Frosinone, l’impianto pilota di New-Re, il progetto europeo volto al miglioramento dell’economia circolare delle terre rare. A regime l’impianto punta a riciclare 20 tonnellate di magneti permanenti all’anno, avvalendosi di un processo idrometallurgico sviluppato e brevettato dall’Università dell’Aquila. In prospettiva si potrebbero trattare fino a 2000 tonnellate di magneti permanenti, considerando che la produzione europea annua attuale è di circa 1600 tonnellate. Servirà del tempo, ma lo scenario che si prospetta grazie all’innovazione è un grande passo verso la riduzione della dipendenza dalle esportazioni extra UE. * Vicepresidente nazionale Anacam, CEO Donati Spa chips supplied by Nexperia, a Dutch company controlled by the Chinese group Wingtech and affected by export restrictions imposed by Beijing. The intervention of the Dutch government, which took control of Nexperia for national security reasons under pressure from the US, provoked a Chinese reaction with an export ban, creating a bottleneck in the European supply chain: Nexperia produces around 50% of chips for the automotive sector. Despite obtaining some licences for magnets from Chinese suppliers, Volkswagen can only serve Europe and Vietnam, while the US market has initially been excluded. All this only widens the competitive gap between European and Chinese manufacturers. As for the lift industry, the production of gearless motors with permanent magnets, which are now the technological standard for energy efficiency and quietness, requires relatively small quantities of rare earths such as neodymium and dysprosium. For this reason, the main manufacturers have been able to organise themselves to build up adequate stocks, protecting themselves from the problem for 12-18 months or more in some cases. Gear motors are also exempt from the problem as they do not use permanent magnets. As far as electronic devices are concerned, we must consider that, in the vast majority of cases, our industry does not require highly integrated microprocessors or latest-generation memory. I am not aware of any serious problems currently affecting the supply of components. Although the situation has partially normalised, new Chinese restrictions risk reigniting a similar crisis, but with more selective and lasting impacts. The medium-term risks are serious and, unfortunately, difficult to address. The EU appears to be ineffective in this scenario, given that the geopolitical situation is more complex than ever. An important glimmer of hope came from the US Supreme Court, which, in a landmark ruling, overturned many of the tariffs imposed by President Trump, declaring them unlawful. However, many observers remain cautious: it is likely that the US government will quickly introduce alternative measures to continue influencing global markets. However, there are encouraging signs from the recycling of raw materials, where our continent is at the forefront of the development of new technologies, with Italy in the lead. The New-Re pilot plant, a European project aimed at improving the circular economy of rare earths, is now operational in Ceccano, in the province of Frosinone. Once fully operational, the plant aims to recycle 20 tonnes of permanent magnets per year, using a hydrometallurgical process developed and patented by the University of L’Aquila. In the future, up to 2,000 tonnes of permanent magnets could be processed, considering that current annual European production is around 1,600 tonnes. It will take time, but the scenario that lies ahead thanks to innovation is a big step towards reducing dependence on extra-EU exports. * National Vice-President of Anacam, CEO of Donati Spa 10 IL PUNTO DI ALESSANDRO CATTELAN*

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