9 LA crescente tensione commerciale tra Stati Uniti e Cina, inaspritasi negli ultimi mesi con nuove restrizioni all’esportazione di chip e terre rare da parte di Pechino - misure che non riguardano quindi i prodotti finiti - sta generando effetti a catena su numerosi settori industriali. Tra i più esposti, oltre all’automotive, anche il comparto degli ascensori, in particolare per la produzione di motori gearless con magneti permanenti e delle schede elettroniche di controllo. Il parallelismo con la crisi dei semiconduttori durante la pandemia da COVID-19 è evidente, pur in un contesto diverso perché oggi non si tratta di una carenza generata dal mercato, ma appunto di una limitazione selettiva imposta dalla Cina in risposta alle pressioni statunitensi. Già ad aprile 2025 Pechino, che controlla circa il 70% della produzione globale di terre rare e l’80% della loro raffinazione, aveva introdotto restrizioni all’esportazione di sette elementi fondamentali per la produzione di magneti ad alte prestazioni, come quelli utilizzati negli ascensori. Da ottobre 2025 le nuove misure includono anche licenze individuali per chip sotto i 14 nanometri e memorie con oltre 256 strati. La sospensione parziale della produzione in diverse fabbriche automobilistiche europee e statunitensi, proprio a causa della riduzione delle forniture di chip e terre rare, ha evidenziato la fragilità delle supply chain globali. I motori elettrici, le centraline di controllo e i sistemi di infotainment richiedono infatti semiconduttori avanzati e magneti permanenti basati su elementi come neodimio, disprosio e terbio, tutti estratti e raffinati prevalentemente in Cina. A complicare ulteriormente il quadro, il sistema di licenze per l’esportazione dalla Cina è estremamente complesso e farraginoso: ogni esportatore deve ottenere una licenza specifica per cliente e destinazione. Le autorizzazioni sono rilasciate dal Consiglio di Stato cinese e richiedono una dichiarazione dettagliata sulla modalità di spedizione. I tempi di approvazione sono imprevedibili, con stime che variano da una settimana a oltre 45 giorni. Qualsiasi modifica alla modalità di trasporto comporta un rinnovo della licenza, che può richiedere ulteriori 20 giorni. Nel frattempo, i controlli doganali sono stati intensificati: anche i magneti che non contengono gli elementi soggetti a restrizione vengono sottoposti a test a campione. Le spedizioni restano bloccate fino al rilascio dei certificati di laboratorio, causando ritardi imprevedibili. In pratica, i tempi di attesa delle forniture possono arrivare a superare i sei mesi. Non sono, invece, richieste licenze per l’esportazione dalla Cina di motori elettrici gearless completi. Quali sono i possibili effetti? Il caso Volkswagen è emblematico. A fine ottobre 2025 il gruppo ha sospeso la produzione della Golf a Wolfsburg e ridotto l’attività a Zwickau a causa della carenza THE growing trade tension between the United States and China, which has worsened in recent months with new restrictions on exports of chips and rare earths by Beijing – measures that do not therefore affect finished products – is generating knock-on effects on numerous industrial sectors. Among the most exposed, in addition to the automotive sector, is the lift industry, particularly for the production of gearless motors with permanent magnets and electronic control boards. The parallel with the semiconductor crisis during the COVID-19 pandemic is clear, albeit in a different context because today it is not a market-generated shortage, but rather a selective restriction imposed by China in response to US pressure. Back in April 2025, Beijing, which controls around 70% of global rare earth production and 80% of their refining, introduced export restrictions on seven elements essential for the production of high-performance magnets, such as those used in lifts. Since October 2025, the new measures also include individual licences for chips under 14 nanometres and memories with more than 256 layers. The partial suspension of production in several European and US car factories, precisely because of the reduction in supplies of chips and rare earths, has highlighted the fragility of global supply chains. Electric motors, control units and infotainment systems require advanced semiconductors and permanent magnets based on elements such as neodymium, dysprosium and terbium, all of which are mainly extracted and refined in China. To further complicate matters, China’s export licensing system is extremely complex and cumbersome: each exporter must obtain a specific licence for each customer and destination. Authorisations are issued by the Chinese State Council and require a detailed declaration of the shipping method. Approval times are unpredictable, with estimates ranging from one week to over 45 days. Any change in the mode of transport requires a licence renewal, which can take an additional 20 days. Meanwhile, customs controls have been tightened: even magnets that do not contain restricted elements are subject to random testing. Shipments remain blocked until laboratory certificates are issued, causing unpredictable delays. In practice, waiting times for supplies can exceed six months. However, no licences are required for the export of complete gearless electric motors from China. What are the possible effects? The Volkswagen case is emblematic. At the end of October 2025, the group suspended production of the Golf in Wolfsburg and reduced activity in Zwickau due to a shortage of IL SETTORE DEGLI ASCENSORI RISULTA ESPOSTO, IN PARTICOLARE PER MOTORI GEARLESS E SCHEDE ELETTRONICHE DI CONTROLLO The lift sector is exposed, particularly for gearless motors and electronic control boards
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