ANACAM MAGAZINE - n. 4 ottobre | dicembre 2025

Con l’aumento dei processi di urbanizzazione, la diffusione degli edifici multipiano e l’innalzamento dell’età media della popolazione, l’ascensore è diventato essenziale per la mobilità quotidiana. Eppure, per molte persone sorde, ipoacusiche e portatrici di impianto cocleare, l’uso della cabina non è affatto scontato. In particolare, in caso di emergenza, la mancanza di una comunicazione efficace può trasformare un semplice guasto in una situazione di forte disagio e isolamento. Da questa consapevolezza nasce la ricerca condotta da Dario Trabucco, Giovanni Perrucci ed Elena Giacomello (Dipartimento di Architettura e Arti, Università Iuav di Venezia) e Marco Costa (Dipartimento di Psicologia “Renzo Canestrari”, Università di Bologna). Pubblicata sulla rivista Buildings nel 2024 e nel 2025, la ricerca si è articolata in due fasi distinte e complementari. La prima fase si è sviluppata attraverso la somministrazione di un questionario, per raccogliere dati diretti su percezione di sicurezza, usabilità e comportamenti di evitamento. La seconda fase sperimentale, svolta in laboratorio, ha portato persone con disabilità uditive e normoudenti all’interno di una cabina ascensore per osservare, misurare e confrontare le loro reazioni in condizioni normali e di emergenza. IL QUADRO NORMATIVO Nonostante le normative sugli ascensori abbiano fatto passi avanti sul tema dell’accessibilità, restano importanti zone d’ombra, soprattutto per alcune disabilità. Aspetti come la claustrofobia, le disabilità multiple e la condizione delle persone con disabilità uditive in caso di intrappolamento non sono adeguatamente considerati. Gli attuali sistemi di allarme, basati quasi esclusivamente sulla comunicazione vocale, non permettono alle persone sorde o ipoacusiche di dialogare con l’esterno, rendendo di fatto inefficace la procedura di emergenza per una parte significativa degli utenti. Sebbene le norme più recenti introducano segnali visivi di supporto, questi non sono sufficienti a garantire una comunicazione reale ed efficace. Sicurezza e accessibilità sono strettamente legate: un ascensore non può dirsi sicuro se non è utilizzabile da tutti. Anche se l’aggiornamento delle norme è in corso, manca ancora una solida base di dati fondata su evidenze scientifiche che rappresenti i bisogni reali delle persone. Il tema della comunicazione di emergenza per le persone con disabilità uditive non è nuovo: accanto agli allarmi visivi, già diffusi nei sistemi antincendio, esistono dispositivi aptici a vibrazione, che segnalano gli avvisi attraverso il tatto, tecnologie di riconoscimento vocale e soluzioni come l’hearing loop, un sistema che trasmette il suono direttamente agli apparecchi acustici o agli impianti cocleari compatibili. Tuttavia, l’ascensore è un mezzo di trasporto ad uso pubblico: non è possibile sapere chi lo utilizza, quale grado di sordità abbia, se indossi un apparecchio acustico o un impianto cocleare, né se sia disponibile una connessione Internet stabile. Questo rende molte tecnologie valide solo in condizioni specifiche. La vera sfida è progettare sistemi di emergenza efficaci per tutti, sempre. FASE 1 – IL QUESTIONARIO NAZIONALE La prima fase della ricerca è stata un’indagine esplorativa tramite questionario, diffuso in tutta Italia attraverso ENS (Ente Nazionale Sordi), FIADDA (Famiglie italiane associate per la difesa dei diritti degli audiolesi), APIC Torino (Associazione Portatori Impianto Cocleare), social network e contatti universitari. Il linguaggio è stato semplificato e accompagnato da un video in LIS (Lingua dei Segni Italiana) realizzato da ENS Veneto, perché le prime versioni risultavano troppo complesse per molti partecipanti sordi. Hanno risposto al questionario 287 persone con sordità o perdita uditiva e 218 normoudenti (gruppo di controllo). Nel gruppo con disabilità uditiva il 44,57% utilizzava apparecchi acustici, il 26,66% l’impianto cocleare, il 28,77% nessun ausilio. Il 74,44% era sordo dalla nascita e il 25,56% aveva perdita uditiva acquisita. COSA CI RACCONTANO LE PERSONE SORDE SULL’USO UNO STUDIO DELLE UNIVERSITÀ DI VENEZIA E BOLOGNA ANALIZZA L’ESPERIENZA DELLE PERSONE CON DISABILITÀ UDITIVE IN ASCENSORE E APRE NUOVE PROSPETTIVE SU PROGETTAZIONE, SICUREZZA E COMUNICAZIONE IN EMERGENZA Ascensori e disabilità uditive: cosa ci insegna la ricerca 82 RICERCA DI TITTI LO PAPA

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