47 progetto. Non entriamo qui nella descrizione generale di questo tema, che in massima parte non riguarda la nostra professione. I DATI RICHIESTI ALL’INSTALLATORE Al punto 2.3.8 delle prescrizioni relative al progetto compare la specifica richiesta che il progettista deve rivolgere all’installatore dell’ascensore, e cioè la predisposizione di una scheda tecnica che riporti tipo di tecnologia adottata (supponiamo si richieda di specificare se la trazione sia idraulica o elettrica ed eventualmente la presenza di un sistema di recupero energetico), portata, corsa, potenza nominale del motore, consumo energetico nel ciclo di riferimento, potenza in stand-by. Analoghi dati vengono richiesti per le scale mobili. Questi dati servono al redattore della relazione tecnica per stabilire il fabbisogno energetico annuale dell’ascensore rapportato ai mq dell’edificio, necessario per calcolare l’indice di prestazione energetica globale, espresso in kWh/mq all’anno. I primi quattro dati sono di immediata definizione o reperimento, mentre sul come procedere con gli ultimi due occorre un approfondimento. In linea di principio il consumo in stand-by potrebbe essere misurato sul campo e anche il consumo energetico nel ciclo di riferimento potrebbe essere misurato e calcolato sulla base delle misure effettuate, utilizzando le norme ISO 25745-1 e 2 (o la 3 per le scale e i marciapiedi mobili), che però sono di onerosa applicazione. L’art. 3 del decreto modifica i riferimenti normativi del precedente DM 2015 proprio aggiungendo alla lista precedente la UNI/TS 11300-6 “Determinazione del fabbisogno di energia per ascensori, scale e marciapiedi mobili”. Questa specifica tecnica ci consentirà di calcolare e fornire i dati richiesti. Ci limiteremo, in questo articolo, ad analizzare tutto ciò che riguarda i sistemi di trasporto verticale che non siano scale o marciapiedi mobili, né i servoscala. COME STIMARE LA POTENZA IN STAND-BY Iniziamo con la potenza richiesta in stand-by, che, grazie all’impostazione della specifica tecnica, è l’elemento più semplice da stimare; la UNI/TS 11300-6, infatti, indica i criteri per la stima dei valori piuttosto che di un calcolo esatto. La specifica tecnica, in realtà, consente in prima battuta, al punto 6.2.2.3, la stima non della potenza in stand-by, ma del fabbisogno energetico giornaliero dei sistemi di comando e illuminazione. Quanto al quadro di manovra con scheda a microprocessore, oggi praticamente standard, il consumo giornaliero è stimato in 1,2 kWh, per cui la potenza associata è di 50 W. Se è presente un inverter, la specifica tecnica stima dagli 1 ai 2 kWh giornalieri a seconda della portata e della velocità. Nel caso comune di impianto elettrico gearless con portata 480 kg e velocità 1 m/s, si assume il valore minore, pari a circa 40 W di potenza associata. L’ingegner Emanuele Emiliani, in un interessante articolo sul numero 2-2023 di questa rivista, prendeva a riferimento un caso reale in cui la potenza era valutata assai inferiore, meno di 25 W: l’ascensorista potrà comunque richiedere al fornitore un dato più preciso. Per l’illuminazione della cabina, se a LED, come oggi è comune che sia, il fabbisogno giornaliero è stimato in 0,7 kWh, con potenza associata di circa 30 W. Anche in questo caso sarà possibile avere un dato più puntuale dal fornitore. La specifica tecnica considera il caso, frequente, in cui la luce della cabina si spegne automaticamente dopo un breve intervallo dal momento in cui la cabina si ferma al piano. In questo caso il fabbisogno lo si stima pari a un decimo (cioè le luci resterebbero accese 2,4 h al giorno, ipotesi in generale pessimistica), quindi 0,07 kWh; però, dal punto di vista del dato da dichiarare, la potenza necessaria non cambia. La specifica tecnica indica poi di sommare a questi valori quelli degli altri dispositivi presenti (che nel caso di un ascensore elettrico con inverter, portata 480 kg e velocità 1 m/s sono pari a circa 120 W). L’ingegner Emiliani, nell’articolo già citato, stimava per il motore dell’operatore porte 20 W, per i display ai piani e in cabina poco più di 20 W, e per barriera a fotocellule, encoder e circuito sicurezze poco meno di 10 W. Pulsanti e altre segnalazioni, con l’ascensore in stand-by (più precisamente in condizione di non funzionamento) si considerano spente, o comunque di valore trascurabile. Sommando i valori forniti dalla specifica tecnica e quelli desunti dall’articolo citato avremmo una potenza in stand-by di 170 W, mentre il dato specificato nell’esempio dell’ingegner Emiliani era di circa 115 W. Se l’ascensore non è elettrico, ma idraulico, in genere non dispone di un inverter, perciò la potenza in stand-by si abbassa di quei 40 W indicati dalla specifica tecnica. Bisogna però tenere conto che spesso gli ascensori idraulici dispongono di un resistore di riscaldamento dell’olio, che può arrivare a richiedere una potenza di alcune centinaia di W quando in funzione. IL CONSUMO ENERGETICO NEL CICLO DI RIFERIMENTO Passando al consumo energetico in un ciclo di riferimento, la specifica tecnica descrive al punto 6.2.2.2 il calcolo del fabbisogno energetico di un ciclo di corsa media. Per “ciclo” si intende una corsa media in salita e la corrispondente corsa in discesa. La corsa media dipende dalle caratteristiche dell’edificio e dal suo modello di traffico, più precisamente non nel senso di quante corse al giorno vengano effettuate, ma di quali. Il dato di partenza è il numero di fermate e conseguentemente la corsa massima che può percorrere la
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