ANACAM MAGAZINE - n. 1 gennaio | marzo 2026

73 1. A clear definition of shared objectives. People need to know where they are heading together (and how they are getting there!). 2. Clarity of roles and responsibilities. Every member must understand their contribution to the collective outcome. 3. Building trust. Through transparency, listening and consistency, and… a thousand other ingredients, all to be contextualised. 4. Promoting open communication. Effective meetings, constructive feedback and ongoing dialogue. 5. Valuing complementary skills. Differences become a resource, not an obstacle. Teamwork training, coaching and team-building activities can facilitate this process, but the decisive factor remains corporate culture and the willingness to develop a genuine ‘corporate culture’, starting, first and foremost, with senior management. It is clear, therefore, that the difference is not merely terminological, but substantial. In an increasingly dynamic and competitive economic climate (where the ability to ‘sense change’ is vital), companies that invest in building genuine teams gain a significant advantage. The ability to work together in a cohesive, coordinated and resultsoriented manner not only improves performance but also strengthens a sense of belonging and job satisfaction. Understanding and valuing these points is the first step towards transforming a group of employees into a team capable of truly making a difference. * AIF national trainer, professional coach and Crescita Verticale speaker La vera competenza manageriale consiste nel saper riconoscere quale modello sia più adatto al contesto e nell’accompagnare l’evoluzione da gruppo a squadra quando necessario. COME AVVIENE IL “MIRACOLO”? Il passaggio da gruppo a squadra non avviene automaticamente: è necessario un lavoro strutturato, specifico e pianificato su più livelli: 1. Definizione chiara degli obiettivi comuni. Le persone devono sapere dove stanno andando insieme (e come lo stanno facendo!). 2. Chiarezza dei ruoli e delle responsabilità. Ogni membro deve comprendere il proprio contributo al risultato collettivo. 3. Sviluppo della fiducia. Attraverso trasparenza, ascolto e coerenza e… mille altri ingredienti tutti da contestualizzare. 4. Promozione della comunicazione aperta. Riunioni efficaci, feedback costruttivo e confronto continuo. 5. Valorizzazione delle competenze complementari. Le differenze diventano una risorsa, non un ostacolo. La formazione sul lavoro di squadra, il coaching e le attività di team building possono facilitare questo processo, ma l’elemento decisivo resta la cultura aziendale e la volontà di sviluppare una vera e propria “cultura d’impresa”, partendo, in primis, dalle figure apicali. È evidente, quindi, che la differenza non è solo terminologica, ma sostanziale. In un contesto economico sempre più dinamico e competitivo (in cui saper “fiutare il cambiamento” è vitale), le aziende che investono nella costruzione di vere squadre acquisiscono un vantaggio significativo. La capacità di lavorare insieme in modo coeso, coordinato e orientato al risultato non solo migliora le performance, ma rafforza anche il senso di appartenenza e la soddisfazione professionale. Comprendere e valorizzare questi punti è il primo passo per trasformare un insieme di collaboratori in una realtà capace di fare realmente la differenza. * Formatore Nazionale AIF, coach professionista e relatore di Crescita Verticale

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