ANACAM MAGAZINE - n. 3 luglio | settembre 2026

34 NORMATIVA DI PAOLO TATTOLI* E GIUSEPPE IOTTI** rio per evitare un pericolo, ma può contemporaneamente determinare l’intrappolamento di una persona e generare ulteriori rischi: malore, tentativi di autoliberazione, interventi impropri o difficoltà nelle operazioni di soccorso. La valutazione dei rischi deve quindi considerare sia il pericolo che rende necessario l’arresto sia le conseguenze che l’arresto stesso può produrre. Il concetto di «condizione sicura» non può essere interpretato semplicemente come «fermare tutto il più rapidamente possibile». Occorre individuare, per ciascuno scenario rilevante, il comportamento che consente di minimizzare il rischio complessivo, evitando movimenti pericolosi e avviamenti intempestivi, e considerando la necessità di consentire il soccorso di persone intrappolate in condizioni di sicurezza. È un ambito nel quale la competenza del costruttore dell’impianto, del progettista del sistema di comando, del costruttore del quadro e dello sviluppatore del software devono necessariamente integrarsi. Il nuovo Regolamento rende quindi ancora più importante la collaborazione lungo la filiera. NON UNA NUOVA BUROCRAZIA, MA UNA DIMOSTRAZIONE DELLA SICUREZZA La valutazione dei rischi richiesta dal nuovo Regolamento non dovrebbe trasformarsi in una seconda progettazione svolta a posteriori né in una raccolta di documenti privi di rapporto con le soluzioni effettivamente adottate. Il suo obiettivo è dimostrare, in modo comprensibile e verificabile, il percorso seguito dal fabbricante: quali pericoli sono stati individuati, quali rischi sono stati valutati e quali misure sono state adottate. Per il settore ascensoristico questo significa soprattutto valorizzare il patrimonio tecnico già disponibile. Le norme della serie EN 81 rappresentano il risultato di decenni di analisi dei rischi e di esperienza applicativa. Dove esse sono disponibili e applicabili, devono rimanere il principale riferimento per la progettazione e per la dimostrazione della sicurezza. In assenza di una norma armonizzata che copra integralmente i requisiti applicabili, aumenta invece l’onere del fabbricante che deve dimostrare direttamente come le soluzioni adottate consentano di raggiungere il livello di sicurezza richiesto. Questa è probabilmente la vera sfida dei prossimi mesi: non trasformare la valutazione dei rischi in un esercizio burocratico riservato a pochi specialisti, ma renderla uno strumento concretamente utilizzabile da tutta la filiera. Il nuovo Regolamento chiede al fabbricante di dimostrare che la macchina è sicura. Non gli chiede di sostituirsi al normatore. Quanto più saranno disponibili norme tecniche armonizzate e soluzioni condivise, tanto più semplice sarà per il fabbricante assolvere questo compito in modo efficace, uniforme e sostenibile. * Esperto ascensori ** Direttore generale Koppel A.W. della connessione diventa essa stessa una condizione da valutare. Occorre quindi individuare quali funzioni dipendano dalla connessione e stabilire quale debba essere il comportamento della macchina quando la comunicazione viene meno. ACCESSO ALLE POSTAZIONI DI LAVORO E AI PUNTI DI MANUTENZIONE – RESS 1.6.2 Anche il requisito 1.6.2, relativo all’accesso alle postazioni di lavoro e ai punti di manutenzione, introduce un’attenzione più esplicita alle operazioni di salvataggio e soccorso. La valutazione dei rischi dovrebbe quindi considerare non soltanto le normali attività di manutenzione, ma anche le situazioni nelle quali una persona può trovarsi in difficoltà e le modalità realisticamente disponibili per consentire un intervento in condizioni di sicurezza. COMANDO AUTOMATICO DELLA MANOVRA – RESS 6.2 Infine, per le apparecchiature di sollevamento è particolarmente interessante il requisito 6.2, relativo ai dispositivi di comando. Il Regolamento introduce le condizioni alle quali un comando automatico può essere utilizzato in sostituzione di un comando ad azione mantenuta. Anche qui la scelta non può essere puramente formale: occorre dimostrare, attraverso la valutazione del rischio, che il comando automatico non introduce rischi aggiuntivi o che tali rischi sono adeguatamente controllati. UN ASPETTO PARTICOLARE: QUANDO IL SISTEMA DI COMANDO FERMA L’IMPIANTO Un’attenzione particolare merita il comportamento del sistema di comando in presenza di anomalie. Nelle macchine in generale, portare il sistema verso una condizione sicura significa spesso arrestare il movimento. Negli ascensori e nelle piattaforme il problema è più complesso, perché la macchina trasporta persone. Un arresto può infatti essere necessaNELLE APPARECCHIATURE DI SOLLEVAMENTO LA CONDIZIONE SICURA NON COINCIDE SEMPRE CON L’ARRESTO IMMEDIATO: ANCHE LE CONSEGUENZE DEL FERMO E LE MODALITÀ DI SOCCORSO DEVONO ENTRARE NELLA VALUTAZIONE

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