55 NEGLI ultimi anni si assiste, con crescente frequenza, all’insorgere di contenziosi promossi da committenti che, dopo aver richiesto l’installazione di un impianto elevatore in edifici che ne erano originariamente privi, contestano l’opera al termine dei lavori o, in alcuni casi, dopo un periodo di regolare utilizzo. Le contestazioni riguardano, in particolare, le finiture o le cosiddette opere accessorie, come corrimano, zoccoli, soglie, passerelle e tinteggiature. Si tratta, peraltro, di interventi spesso piuttosto invasivi, che possono comportare il taglio delle scale, la realizzazione di strutture di sostegno e alcune modifiche ai soffitti sommitali. Naturalmente ciò non esclude il diritto del committente a pretendere il rispetto delle obbligazioni contrattuali e la corretta esecuzione dell’opera. Proprio per questo, sarebbe bene definire sempre in modo molto preciso, fin dalla fase contrattuale, le lavorazioni comprese nella fornitura e quelle eventualmente escluse. Può, tuttavia, accadere che imperfezioni di modesta entità o lavorazioni marginali ancora da completare vengano utilizzate come base per richieste economiche sproporzionate rispetto all’effettiva entità delle criticità riscontrate. Il caso che riportiamo appare, sotto questo profilo, particolarmente significativo. Al termine dell’installazione di una piattaforma elevatrice, inserita IN recent years, there has been an increasing number of disputes brought by clients who, having commissioned the installation of a lift in buildings that originally lacked one, contest the work upon its completion or, in some cases, after a period of regular use. The disputes relate, in particular, to the finishing touches or so-called ancillary works, such as handrails, skirting boards, thresholds, walkways and painting. These are, moreover, often quite invasive works, which may involve cutting into the stairs, erecting support structures and making certain alterations to the ceilings at the top of the stairwell. Naturally, this does not preclude the client’s right to demand compliance with contractual obligations and the proper execution of the work. Precisely for this reason, it would be advisable to always define very precisely, right from the contractual stage, which works are included in the scope of supply and which may be excluded. It may, however, happen that minor imperfections or minor works still to be completed are used as a basis for financial claims that are disproportionate to the actual extent of the issues identified. The case we report here appears, in this respect, to be particularly significant. Following the installation of a lifting platform – incorporated into a metal structure with safety glass
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