ANACAM MAGAZINE - n. 3 luglio | settembre 2026

78 Quando ho completato la stesura di “Report e bilanci di sostenibilità (ESG). Metodologie, indicatori e case history”, avevo l’impressione di essere stato superato dagli eventi: la presidenza degli Stati Uniti aveva fortemente ridimensionato l’interesse per questo tema e non solo promuoveva politiche contrarie alla sostenibilità ambientale e sociale, ma le stigmatizzava come un fenomeno “woke”. Tuttavia, con lo scorrere dei mesi, si è compreso che una buona parte del mondo, inclusi molti soggetti operanti negli Stati Uniti, intendeva procedere sulla strada intrapresa per raggiungere gli obiettivi ESG, quando era seria, non solo allo scopo di perseguire scopi etici, ma anche per una convenienza economica, già evidente oggi, e destinata a crescere soprattutto in prospettiva. In questo quadro, l’esame dei report di sostenibilità pubblicati da aziende del settore ascensoristico ha mantenuto la propria validità e credo possa risultare interessante per gli operatori che vi lavorano. Viene trasmessa in tal modo l’effettiva volontà di affrontare i temi ESG, e si descrivono i risultati ottenuti, sia pure in modo diverso e in misura differente, dalle grandi aziende che sembrano più avanti nel processo, o forse nella capacità di descriverlo, e da un qualificato gruppo di aziende di dimensioni minori. La completezza dei report rispetto agli standard è diversa, così come il non omogeneo grado di trasparenza, essendo alcuni di essi verificati da terze parti e altri no. Tuttavia, i report esaminati hanno affrontato gran parte delle tematiche ESG, anche se non con lo stesso grado di approfondimento nelle loro varie declinazioni, il che è apprezzabile anche per l’immagine positiva che ne può risultare per l’intero settore. Le grandi aziende hanno più mezzi per investire in questo campo rispetto alle imprese più piccole, anche perché le azioni realmente efficaci comportano costi non indifferenti. Non tutti, per esempio, hanno richiesto e ottenuto una valutazione da EcoVadis, o hanno concorso all’ottenimento di “Great Place to Work” oppure di altri riconoscimenti. Per le PMI è purtroppo problematico il fatto che esistano diversi sistemi di valutazione, in realtà simili, ma ciascuno coi suoi costi, che possono essere richiesti dalle controparti. Non sempre, peraltro, ha senso approfondire nei report alcuni temi che, perché sia fatto in modo appropriato, richiederebbero grandi numeri per rendere le statistiche significative. Per esempio, dichiarare quale percentuale femminile c’è nel management è un valore aggiunto in aziende che hanno centinaia di dirigenti, mentre non lo è in altre che ne hanno pochi. Un report di sostenibilità può essere piuttosto snello: ciò che importa è che presenti contenuti significativi. È poi normale che ogni documento abbia un proprio taglio, che esprime le sensibilità maggiori dell’azienda rispetto ai diversi temi. Gli obiettivi stessi possono essere diversi, anche se tutti vanno nella direzione di una maggiore sostenibilità ambientale e sociale, e di una governance corretta e trasparente. Tra gli elementi più rilevanti rientrano i dati dei consumi energetici e, se azienda manifatturiera, dei materiali, la ricognizione e la riduzione delle emissioni di gas serra, dell’uso di sostanze inquinanti e pericolose in genere, i dati e gli obiettivi di riciclo dei rifiuti prodotti, l’incremento dell’inclusione delle diversità e della partecipazione femminile, la sicurezza e la salute dei lavoratori e dei clienti, la formazione del personale funzionale a raggiungere questi obiettivi, e altri ancora. Le priorità e le tempistiche previste per il raggiungimento di certi risultati saranno naturalmente diverse. In questi documenti, variegate sono le iniziative e le sensibilità per restituire alla comunità una parte delle risorse prodotte con l’attività aziendale, e il dettaglio con cui sono descritte. Non tutti sottolineano aspetti come la compliance fiscale e i relativi dati economici. In alcuni report vi sono informazioni interessanti che risultano assenti in altri. Nel documento del Gruppo Millepiani, ad esempio, vengono indicati i gap salariali tra i dipendenti più pagati e quelli che lo sono meno, oppure quelli tra il personale maschile e quello femminile. Alcuni aspetti dipendono dallo specifico contesto in cui opera la società o la sua casa madre: in Germania il sindacato è una controparte più forte che altrove, ed esiste un meccanismo di compartecipazione dei dipendenti alla gestione delle aziende. L’indicazione delle controparti interessate è infatti diversificata, anche se di base non mancano mai i lavoratori, i clienti, i fornitori, le autorità locali, e il pianeta stesso col suo cambiamento climatico da frenare. Le aziende che installano e manutengono ascensori DALLE GRANDI AZIENDE ALLE PMI, I REPORT ESG RACCONTANO STRATEGIE, RISULTATI E PRIORITÀ DIFFERENTI, MA ANCHE UNA CRESCENTE CONSAPEVOLEZZA DEL VALORE ECONOMICO E SOCIALE DELLA SOSTENIBILITÀ Sostenibilità nel settore ascensoristico: dai report agli impegni concreti EDITORIA DI GIUSEPPE IOTTI*

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