54ª Assemblea Anacam: AI, sicurezza e Regolamento Macchine al centro della tavola rotonda di EFESME
Piero Mosanghini alla guida dell’Associazione
In occasione della 54ª Assemblea Nazionale Anacam, un’intera sessione è stata dedicata a EFESME che ha dato vita a una tavola rotonda ricca di contenuti tecnici e normativi. Dall’intelligenza artificiale alla cybersicurezza, dalla manutenzione predittiva ai nuovi Regolamenti europei, fino alla crescente globalizzazione delle norme ascensoristiche, gli esperti di EFESME hanno offerto uno sguardo su come il settore si sta adattando a sfide sempre più complesse. Un confronto aperto, arricchito dal messaggio dell’europarlamentare Brando Benifei, che ha evidenziato l’importanza di una normativa europea capace di tutelare l’innovazione e sostenere concretamente le piccole e medie imprese.
L’intelligenza artificiale e il settore ascensoristico
Il presidente di EFESME ha introdotto il tema della tavola rotonda, evidenziando come nei prossimi cinque anni il mercato globale degli ascensori crescerà con un tasso annuo medio del 6% circa, secondo dati disponibili online. Alla base di questa crescita vi è un fattore chiave: l’intelligenza artificiale, attualmente utilizzata solo dal 13% delle aziende europee.
Bezzi ha sottolineato quanto l’IA stia già impattando la vita quotidiana, spesso in maniera invisibile ma costante, e ha insistito sulla necessità di conoscerla, comprenderla e integrarla consapevolmente nei processi aziendali e professionali, anziché subirla passivamente. Secondo Bezzi, l’IA non è una moda passeggera, ma una tecnologia strutturale che sta già trasformando anche il mondo degli ascensori, offrendo opportunità concrete in termini di efficienza, sicurezza e qualità del servizio.
Uno degli ambiti in cui l’IA si sta rivelando particolarmente efficace è la manutenzione predittiva attraverso sistemi intelligenti in grado di monitorare in tempo reale lo stato degli impianti, analizzando parametri come vibrazioni, temperatura e cicli di utilizzo per anticipare eventuali guasti. Questo approccio consente di ridurre i tempi di fermo, migliorare la sicurezza e ottimizzare i costi di gestione. Un riferimento specifico è stato fatto anche ai corsi sulla sicurezza digitale, richiamando anche quelli organizzati da Anacam nell’ultimo anno.
Un altro ambito strategico evidenziato da Bezzi è l’esperienza dell’utente: oggi i passeggeri si aspettano un servizio rapido e personalizzato. I sistemi basati su IA possono apprendere le abitudini di utilizzo e ottimizzare le corse degli ascensori riducendo i tempi di attesa.
Particolare enfasi è stata data al tema della sostenibilità. L’intelligenza artificiale può aiutare a ridurre i consumi energetici degli ascensori, adattandone il funzionamento in base all'effettivo utilizzo e limitando le risorse impiegate nei momenti di bassa richiesta.
Guardando al futuro, Bezzi ha evidenziato come l’IA, insieme ad altre tecnologie emergenti come la robotica e l’Internet of Things, continuerà a trasformare profondamente il settore. Sono già in fase di sviluppo ascensori autonomi e sistemi centralizzati di gestione, mentre la realtà aumentata e virtuale stanno rivoluzionando la formazione di tecnici e installatori, rendendola più efficace e sicura.
Di fronte a questi cambiamenti, Bezzi ha ribadito la necessità di investire nella formazione continua, promuovere la collaborazione tra imprese e alimentare un dialogo costruttivo.
Per fare tutto questo, però, occorrono regole e informazioni precise.
A livello europeo ci sono due Regolamenti di estremo interesse per le imprese ascensoristiche:
- il Data Act europeo, che entrerà in vigore il 12 settembre 2025 e che punta a rendere i dati più accessibili, promuovendo un mercato competitivo e innovativo.
- il Regolamento UE 2024/1689, approvato il 13 giugno 2024 e pubblicato il 12 luglio dello stesso anno, che stabilisce regole armonizzate per l’emissione sul mercato, la messa in servizio e l’uso dei sistemi di intelligenza artificiale nell’Unione Europea, introducendo una classificazione dei sistemi in base al livello di rischio e definendo obblighi precisi per fornitori e utenti.
Il messaggio dell’europarlamentare Brando Benifei
L’onorevole Brando Benifei, relatore del Parlamento europeo per l’Artificial Intelligence Act (AI Act), ha inviato un messaggio di saluto ai partecipanti all’Assemblea, ringraziando EFESME per il lavoro svolto a sostegno delle PMI del settore ascensoristico. Ne ha dato lettura il direttore della sede nazionale Luca Incoronato.
Nel messaggio, Benifei ha sottolineato il forte legame tra la nuova normativa sull’intelligenza artificiale e il comparto ascensoristico, un settore strategico con oltre 7 milioni di impianti in Europa. L’IA può portare benefici concreti come la manutenzione predittiva, una maggiore accessibilità e l’integrazione con edifici intelligenti.
L’AI Act introduce un approccio basato sul rischio, che permette di applicare regole proporzionate all’impatto dei diversi sistemi. “Nel caso specifico degli ascensori, l'intelligenza artificiale può rientrare tra i sistemi ad alto rischio se coinvolta in funzioni critiche. Non si tratta di un ostacolo, ma di una garanzia”.
La normativa si integra con il nuovo Regolamento Macchine e con i futuri standard armonizzati, offrendo un quadro normativo chiaro e coerente. Sono previsti strumenti flessibili come sandbox regolamentari e codici di condotta.
Benifei ha ribadito che il compito delle Istituzioni è supportare le PMI con strumenti adeguati, finanziamenti e una normativa che favorisca l'innovazione, senza aumentare inutilmente il carico normativo.
La tavola rotonda
Dopo la lettura del messaggio dell’europarlamentare Brando Benifei, si è svolta la tavola rotonda, moderata da Paolo Tattoli, che ha visto la partecipazione degli esperti di EFESME Marco Cogliati, Tiziano Caresani e Ivan Ferrarini.
L’intelligenza artificiale e gli ascensori
Marco Cogliati ha offerto uno spaccato concreto su come l’IA stia già entrando nel mondo degli ascensori. Non si tratta di un futuro lontano, ha sottolineato, ma di tecnologie già presenti e in fase di adozione, che possono rivoluzionare profondamente la gestione e la manutenzione degli impianti.
Cogliati ha illustrato due scenari: uno rivolto alle imprese, l’altro al cliente finale. Dal punto di vista aziendale, il primo grande ambito di applicazione è la manutenzione predittiva. L’elaborazione dei dati da parte dell’intelligenza artificiale consente di prevedere i guasti, evitare visite inutili e ottimizzare l’organizzazione del lavoro. Tutto ciò porta a una migliore gestione del personale, a un’ottimizzazione del magazzino, e perfino a una riduzione delle emissioni di CO₂ grazie a un minor numero di trasferte.
In un contesto globale dove la carenza di personale tecnico è sempre più sentita, e non solo in Italia, le grandi aziende stanno già lavorando per ridurre del 50-60% gli accessi fisici sugli impianti. Questo sarà possibile, ha spiegato Cogliati, solo attraverso una conoscenza digitale approfondita degli ascensori.
Tra le applicazioni più avanzate, ha citato la possibilità di risolvere guasti da remoto, effettuare diagnosi guidate e cambiare radicalmente l’approccio del tecnico sul campo. Ha poi ipotizzato l’introduzione di nuovi modelli di contratto di manutenzione basati sull’efficienza dell’impianto, più che sulla frequenza degli interventi, e un rapporto più trasparente con il cliente grazie ai dati condivisi in tempo reale.
Infine, ha raccontato di un suo esperimento: far gestire all’intelligenza artificiale una chiamata di emergenza da parte di un ascensore. Il test ha mostrato quali sono i limiti ancora da affinare ma anche le enormi potenzialità della tecnologia, soprattutto nella gestione multilingua e nella rapidità di intervento.
Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, Cogliati ha spiegato che fortunatamente non si stanno ancora muovendo iniziative concrete sul fronte della standardizzazione, mentre invece si sta lavorando intensamente sull’interoperabilità dei sistemi di mobilità verticale. Attualmente è in fase di stesura una specifica tecnica, un documento preliminare rispetto alla norma vera e propria, che sviluppa tutti i possibili casi di interoperabilità. Il lavoro principale consiste nel definire i dispositivi e gli utenti che utilizzano questi sistemi. In particolare, si sta cercando di standardizzare l’interfacciamento con i robot: oggi, infatti, in grandi alberghi o strutture ospedaliere, esistono robot che autonomamente utilizzano l’ascensore, raggiungono il piano desiderato e svolgono le loro funzioni.
Durante l’ultima riunione a Helsinki, ha spiegato Cogliati, è stato proposto un documento che inizi a parlare di condizioni operative per le funzioni da remoto. Cogliati, in questo ambito, ha promosso il passaggio da una specifica tecnica a un rapporto tecnico, che precede la specifica vera e propria nel processo di standardizzazione. Questo perché il rapporto tecnico permette di approfondire e analizzare meglio i casi d’uso reali, facilitando così la definizione futura di uno standard formale.
Il Regolamento Macchine
La tavola rotonda è poi proseguita con l’intervento di Tiziano Caresani che partecipa al Machinery Working Group, oggi evoluto in Expert Working Group on Machine Regulation. Caresani ha ricordato che il nuovo Regolamento Macchine, pubblicato nel 2024, entrerà pienamente in vigore il 20 gennaio 2027, e comporterà una serie di novità rispetto alla precedente Direttiva.
Uno degli aggiornamenti più significativi riguarda il rischio ergonomico del lavoro, legato alla presenza contemporanea di uomo e macchina nello stesso spazio operativo.
Un altro tema introdotto dal nuovo Regolamento è quello della cybersecurity. Il Regolamento impone che la macchina sia in grado di monitorare e registrare ogni intervento o modifica che potrebbe alterare i protocolli di sicurezza. L’obiettivo è impedire che un attacco hacker, o anche un errore umano, comprometta la sicurezza del sistema.
Ha poi menzionato un altro rischio citato nel Regolamento, quello legato alla sostituzione delle manovre a uomo presente con manovre automatiche. Pur non essendo un tema centrale nella nuova normativa, è comunque un segnale della direzione in cui ci si sta muovendo a livello europeo.
Per agevolare l’applicazione concreta del nuovo Regolamento, ha spiegato, è in corso la stesura della nuova guida di applicazione. Caresani ha sottolineato che la guida non ha valore legislativo ma rappresenta un documento fondamentale per garantire un’interpretazione uniforme dei requisiti di sicurezza in tutta Europa. Ha portato poi un esempio concreto: nella versione 2.3 della guida alla Direttiva Macchine, è stato chiarito che, se non specificato diversamente, le istruzioni di montaggio possono essere fornite in formato digitale. Una scelta che punta anche alla sostenibilità ambientale, senza però penalizzare l’utente che può sempre richiedere gratuitamente la versione cartacea.
Caresani ha anche condiviso alcuni aggiornamenti sull'attività dei gruppi di lavoro WG8 e WG13, che si occupano di piattaforme elevatrici, servoscala, montacarichi, ecc.
Il WG8, ha spiegato Caresani, ha completato un passaggio importante: dopo anni di lavoro, è stata approvata e pubblicata la nuova edizione della norma EN 81-41, disponibile sul sito dell’UNI. La precedente edizione risaliva al 2010, mentre la nuova versione è datata 2024. Si tratta di un risultato significativo, anche se la norma non è ancora stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e, pertanto, non conferisce ancora la presunzione di conformità ai sensi delle direttive europee.
Il gruppo ha già avviato, inoltre, i lavori sulla EN 81-40, con l’obiettivo di aggiornare il testo alla luce dei nuovi requisiti introdotti dal Regolamento Macchine. Successivamente, ha annunciato Caresani, il WG8 si dedicherà alla stesura ex novo di due norme: la EN 81-45 e la EN 81-46, che riguardano macchine particolari molto diffuse nel mercato anglosassone, ovvero le piattaforme che attraversano i solai senza vani chiusi (note come through-the-floor lifts). Questi dispositivi, utilizzati prevalentemente nel Regno Unito, erano stati oggetto di due bozze redatte a livello CEN sulla base delle norme nazionali britanniche (BSI). Tuttavia, tali testi sono stati azzerati e il lavoro è ripartito da zero, con l'obiettivo di scrivere documenti realmente condivisi e applicabili a livello europeo.
Per quanto riguarda il WG13, Caresani ha segnalato un aggiornamento importante: la norma EN 81-42, relativa a piattaforme con supporto del carico chiuso, andrà al formal vote il 15 luglio 2025 e il voto si concluderà a fine agosto. In parallelo, anche la norma EN 81-30, che riguarda i montavivande (service lifts), seguirà lo stesso iter di approvazione.
Cybersecurity
Ivan Ferrarini ha spiegato come, con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Macchine e l’aggiornamento delle normative ISO 8100-1 e 8100-2, stanno emergendo nuovi requisiti legati alla cybersicurezza applicata agli ascensori. Il principio di fondo è che l’ascensore, in quanto macchina, può essere oggi connesso da remoto e questa possibilità apre la strada a una serie di vulnerabilità che devono essere affrontate in modo sistematico.
Dal Regolamento Macchine sono stati estrapolati una serie di requisiti essenziali applicabili al settore ascensoristico. Si tratta principalmente di indicazioni che riguardano la protezione dei sensori e dei componenti critici contro la corruzione, la sicurezza dei sistemi di controllo, l’efficacia delle misure adottate e l’affidabilità dell’intero impianto. Questi aspetti ricadono sotto il grande ombrello della cybersicurezza e non si riferiscono soltanto ad attacchi esterni: è fondamentale, infatti, considerare anche i rischi derivanti da interventi involontari o poco consapevoli, come quelli che possono essere causati da un tecnico che, senza avere piena padronanza del sistema, modifica inconsapevolmente il software o i parametri di configurazione.
Per rispondere a queste nuove esigenze, una parte importante delle prescrizioni viene inserita all’interno delle istruzioni di manutenzione. In particolare, si richiede che siano identificati tutti i componenti e i sistemi che utilizzano software potenzialmente soggetti a modifiche o corruzione, che sia possibile verificarne la versione installata e i parametri attivi e che ogni modifica venga registrata e tracciata nel tempo. Questa attività di controllo e documentazione diventa, quindi, parte integrante della gestione della sicurezza dell’impianto.
Parallelamente, è in fase di elaborazione una norma ISO specifica che definirà in modo puntuale le modalità con cui garantire la cybersicurezza anche per gli accessori e i componenti collegati. Si tratta di una transizione importante, che si completerà nei prossimi anni: entro la fine del 2026 verrà introdotto l’obbligo di registrazione e reporting degli accessi, mentre il pieno recepimento di queste logiche è previsto con l’entrata in vigore del Cyber Resilience Act (CRA) alla fine del 2027.
Ferrarini ha poi aggiunto una riflessione su una criticità che si sta ancora affrontando circa lo sviluppo della specifica norma ISO legata alla cybersicurezza dei componenti. Non è stato ancora chiarito, da parte dei gruppi normativi competenti, quale debba essere l’approccio più adatto per i produttori di sensori e dispositivi simili. In particolare, ha spiegato Ferrarini, si stanno delineando due linee di pensiero.
La prima prevede che ogni azienda autocertifichi l’intero sistema, assumendosi la responsabilità di garantire la non corruttibilità del software, la sicurezza degli accessi e la tracciabilità degli interventi. Chiaramente, questo approccio per una PMI è estremamente oneroso e di fatto insostenibile.
L’alternativa è quella già adottata per i componenti di sicurezza e cioè che sia il fornitore stesso a certificarlo, fornendo la dichiarazione CE. A quel punto, l’installatore dovrà semplicemente allegare tale dichiarazione al fascicolo tecnico dell’impianto. Questo approccio rispetta la filiera delle responsabilità e consente anche alle PMI di operare nel rispetto delle norme senza essere sovraccaricate da obblighi di certificazione complessi. Per ora, la questione è ancora aperta.
I lavori sulla ISO 8100 sono ormai in fase avanzata e, se tutto procederà secondo le previsioni, si prevede la sua armonizzazione entro la seconda metà del prossimo anno.
A breve è prevista una riunione per chiudere il draft definitivo della EN ISO 8100 che segnerà l’avvio del processo formale per giungere alla sua pubblicazione prima a livello CEN e poi sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.
Secondo le tempistiche attuali, l’armonizzazione della norma è attesa tra la metà e la fine del 2026. Tuttavia, è previsto un periodo di transizione di circa un anno e mezzo, durante il quale sarà ancora possibile fare riferimento alle attuali norme EN 81-20 ed EN 81-50. Queste ultime saranno definitivamente ritirate all’inizio del primo quadrimestre del 2028, senza possibilità di proroghe.
Una volta chiuso il draft della EN ISO 8100, i lavori si concentreranno sulla revisione delle norme cosiddette supplementari, quindi la EN 81-21, la serie EN 81-70 (70, 71, 72, 73), da aggiornare e armonizzare entro il 2027. Parallelamente, saranno pubblicate anche la EN 81-28 (comunicazione bidirezionale) e la EN 81-58 (prove per le porte resistenti al fuoco), perché sono le uniche due norme che fanno riferimento alle nuove EN ISO 8101 ed EN ISO 8102 e per questo seguono lo stesso percorso.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alla revisione della EN 13015, lo standard che definisce il contenuto delle istruzioni di manutenzione. Secondo Ferrarini, l’attuale versione è inadeguata: troppo generica e concentrata su aspetti formali (come, ad esempio, lo stile dei titoli) a scapito dei contenuti tecnici essenziali.
In merito alla norma EN 81-42, Ferrarini ha confermato quanto già accennato da Tiziano Caresani: la norma è pronta per entrare nella fase di formal vote a luglio 2025, con chiusura prevista per fine agosto.
Ferrarini ha precisato che ELA ed EFESME, in collaborazione con tutti i membri del WG1, hanno avviato la redazione di una “guida” che evidenzi le principali differenze tra le EN 81-20 e 81-50 e le nuove EN ISO 8101 e 8102, sia per il mercato europeo sia per quello extraeuropeo. L’obiettivo è fornire uno strumento chiaro ai tecnici e agli operatori del settore, che ne faciliti la comprensione e l’applicazione.
Ferrarini ha, infine, osservato come le nuove norme siano, per certi versi, più complesse da leggere e interpretare, anche a causa delle richieste della Commissione Europea.
È stata effettuata una stima indicativa secondo cui, per comprendere e applicare correttamente l’intera norma, è necessario fare riferimento a circa 400 norme richiamate al suo interno.
Inoltre, i riferimenti normativi non sono più a norme EN, ma a standard ISO, rendendo ancora più necessario il supporto di strumenti interpretativi come la “guida” in preparazione.
Secondo Ferrarini, sarà importante coinvolgere anche gli organismi notificati, per evitare differenze di approccio.
La globalizzazione delle norme degli ascensori e il ruolo di EFESME
Paolo Tattoli ha spiegato che oggi si parla sempre più frequentemente di EN-ISO. La prossima revisione della norma EN 81-20, infatti, sarà ribattezzata EN-ISO 8100-1. Questa integrazione tra CEN e ISO risponde a un’esigenza concreta e strutturata di globalizzazione delle norme ascensoristiche, emersa con forza negli ultimi anni soprattutto da parte di quelle aziende che operano su scala internazionale. L’unificazione delle norme consentirà di ridurre complessità e costi, semplificando la commercializzazione nei mercati extraeuropei.
È importante però considerare che non tutti i Paesi a livello mondiale adottano le norme ISO. Gli Stati Uniti, ad esempio, restano fortemente legati alle proprie norme ASME. Situazione simile si riscontra anche in Giappone e in Corea. Tuttavia, ha spiegato Tattoli, in seno ai comitati internazionali dell’ISO si percepisce un crescente interesse da parte di giapponesi e coreani verso norme condivise.
Tattoli ha poi spiegato che il quadro normativo europeo è unico al mondo. In Europa, infatti, è possibile dimostrare la conformità di una soluzione tecnica anche se non rispetta puntualmente una norma, attraverso una valutazione del rischio, perché ciò che conta è il rispetto dei requisiti essenziali della Direttiva Ascensori. Al di fuori dell’Europa, invece, non esiste un equivalente della Direttiva Ascensori, il che rende il dialogo tra culture tecniche ancora più complesso.
A titolo di esempio, Tattoli ha citato il caso del teleallarme. In Europa è obbligatorio garantire che ogni ascensore sia dotato di un sistema di comunicazione bidirezionale, come richiesto dalla Direttiva. Tuttavia, al di fuori dell’Europa, questo requisito non è considerato rilevante. Così, all’interno della futura EN-ISO 8100-1, si troverà scritto che è necessario installare un allarme acustico e che il sistema bidirezionale deve essere previsto solo laddove richiesto dalla legislazione nazionale. Questo, secondo Tattoli, è un segnale chiaro delle difficoltà che emergeranno nell’applicazione della norma e della confusione che rischia di crearsi.
Un’altra criticità evidenziata riguarda l’assenza di requisiti sismici nelle norme ISO. La norma EN 81-77, che disciplina gli ascensori in zone sismiche, è considerata il riferimento normativo più avanzato a livello globale. Tuttavia, essa si basa su requisiti derivanti da disposizioni legislative antisismiche europee, difficili da comprendere e applicare in Paesi dove tali riferimenti non esistono. Al di fuori dell’Europa, infatti, non esiste una norma ISO equivalente, nonostante l’esistenza di aree ad alto rischio sismico come il Mar Cinese. Attualmente, solo Giappone e Stati Uniti dispongono di normative specifiche in questo ambito.
Un altro esempio riguarda la futura revisione della norma EN 81-70, che sarà la terza norma ad essere traslata a livello EN-ISO dopo la EN 81-20 e la EN 81-50. Secondo Tattoli, si tratta di un lavoro particolarmente gravoso, affidato al gruppo WG7 del CEN. Tattoli è il quarto presidente del gruppo in soli due anni, segno delle tensioni e complessità che accompagnano questa norma.
La EN 81-70, infatti, è l’unica norma del settore ascensoristico in cui partecipano anche rappresentanti di associazioni legate alla disabilità. Questo comporta un confronto molto articolato che si amplifica ulteriormente nel contesto ISO, dove il CEN è stato delegato a guidare il gruppo di lavoro che svilupperà la EN-ISO 8100-7.
Tattoli ha, quindi, evidenziato il ruolo strategico di EFESME che sta investendo molto per diventare un punto di riferimento tecnico anche fuori dall’Europa partecipando a numerosi consessi internazionali con i suoi esperti per illustrare il modello europeo e favorire la comprensione delle sue dinamiche.
Tutte le presentazioni, le registrazioni, il link alla gallery fotografica, il video sugli ultimi sei anni di attività di Anacam e il video che ripercorre i momenti salienti della 54a Assemblea Nazionale Anacam sono disponibili nell’Area Associati, “Atti e Assemblee”, “Anacam 2025” .
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