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GEE 2025: le nuove sfide della formazione nel talk di ANACAM

Nel pomeriggio del 19 novembre si è svolto il talk “Formazione e aggiornamento: le nuove sfide per il tecnico manutentore”, un appuntamento centrale all’interno del programma dedicato alla mobilità sostenibile e organizzato in collaborazione con ANACAM. L’incontro, moderato da Giuseppe Iotti, ha riunito tre voci autorevoli del settore: Alessandra Recchia, consigliere nazionale ANACAM con delega alla formazione, Pepe Compagni di Docensas e Lucio Re di TÜV Austria Italia.

La discussione si è sviluppata attorno a tre questioni decisive per il futuro del settore: la difficoltà nel rendere attrattiva la professione per i giovani, la necessità di strutturare percorsi formativi all’interno delle aziende e l’urgenza di garantire un aggiornamento costante ai tecnici già esperti, chiamati ogni giorno a confrontarsi con impianti sempre più eterogenei e complessi.

È emersa innanzitutto la necessità di raccontare meglio il mestiere del manutentore, un ruolo che oggi richiede competenze tecniche ampie — meccaniche, elettroniche, digitali — e anche una buona capacità di relazione, perché il tecnico è spesso la prima interfaccia tra l’azienda e il cliente. Nonostante ciò, il settore continua a faticare ad attrarre giovani provenienti dalle scuole tecniche. Sempre più spesso le imprese si trovano ad assumere ragazzi senza una preparazione specifica, valorizzando invece attitudini, motivazione e capacità di apprendere: una scelta dettata più dalla scarsità di personale qualificato che da una preferenza culturale, ma che costringe le aziende a ripensare completamente il proprio modo di fare formazione.

Proprio la formazione interna è stata al centro del confronto. I relatori hanno sottolineato come non sia più sufficiente affidare l’apprendimento al tradizionale “guarda e impara”. Servono percorsi strutturati, formatori preparati e soprattutto un cambiamento culturale all’interno delle aziende. La figura del tutor, infatti, è risultata decisiva: senza un accompagnamento competente e attento, anche i giovani più motivati rischiano di perdersi o di sentirsi abbandonati. La formazione, per funzionare, richiede tempo, investimento, organizzazione e soprattutto la capacità dell’azienda di creare un ambiente accogliente e orientato alla crescita.

Il tema dell’aggiornamento continuo dei tecnici più esperti ha aperto una riflessione sulle difficoltà quotidiane legate agli impianti difficilmente accessibili a causa delle loro tecnologie proprietarie, alla scarsa accessibilità alle informazioni tecniche più recenti e anche ai problemi di comunicazione e di differenze di competenze tra le diverse generazioni di tecnici.

Il confronto si è concluso con una consapevolezza condivisa: la qualità e la sicurezza della mobilità verticale dipendono sempre più dalla qualità delle persone che operano sugli impianti. Per questo ANACAM, insieme a Docensas - che ha un catalogo di corsi innovativo e interattivo - e ad altri partner, sta lavorando per offrire strumenti concreti e per sostenere soprattutto le piccole imprese, che più di altre faticano a strutturare percorsi interni.

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