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Accessibilità e mobilità sostenibile a GEE 2025: il confronto promosso da ANACAM

Durante l’ultimo giorno di GEE, il 21 novembre 2025, ANACAM ha organizzato il talk “Trasformare l’accessibilità e la mobilità per un futuro sempre più sostenibile”.
A moderare il dibattito è stato Roberto Cuccioletta, presidente della Commissione “Accessibilità in Edilizia” dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, che ha sottolineato che l’accessibilità non può più essere interpretata solo in senso “geometrico”, cioè come rispetto di misure, pendenze o norme tecniche finalizzate a superare una barriera fisica. Oggi — ha spiegato Cuccioletta — serve un cambio culturale: l’accessibilità deve permettere a chiunque, in qualunque condizione, di partire dalla strada, parcheggiare, entrare in un edificio, raggiungere il piano desiderato e accedere alla propria casa.

Stefano Maiandi, presidente di FIABA ETS, ha richiamato la necessità di superare definitivamente la logica delle categorie: non esistono spazi per “disabili”, ma spazi per persone. Ha, inoltre, evidenziato che oltre il 90% delle disabilità sono invisibili e che il concetto di accessibilità è collegato a quello di libertà, autonomia e sicurezza. In quest’ottica, qualsiasi impianto di elevazione può consentire di uscire, lavorare, curarsi, restare parte della comunità.

Un esempio concreto di innovazione è stato portato da Cecilia Codebò, giurista d’impresa, che ha presentato il Magic Mirror, uno specchio interattivo installabile in ascensore che consente comunicazione visiva, traduzione in più lingue, supporto LIS, sottotitoli e assistenza nei momenti di emergenza. Una soluzione pensata non solo per i non udenti, ma anche per bambini, stranieri, ipovedenti o persone spaventate, dimostrando come l’ascensore possa trasformarsi da semplice mezzo di trasporto a luogo inclusivo.

Piero Mosanghini, presidente nazionale ANACAM, ha ricordato come la mobilità verticale sia ormai un servizio essenziale, con un impatto sociale sempre più evidente in un Paese che invecchia e in cui cresce la domanda di autonomia e inclusione. In questo quadro, il Bonus 75% ha rappresentato una misura decisiva: non solo ha generato lavoro per le imprese del settore, ma ha soprattutto migliorato concretamente la qualità della vita di migliaia di persone fragili, rendendo accessibili abitazioni e spazi quotidiani.

Mosanghini ha sottolineato, però, la criticità della sua interruzione improvvisa che ha lasciato famiglie e aziende senza certezze, con procedure avviate ma non più sostenibili. Proprio in quella fase, ANACAM ha scelto di intervenire concretamente, siglando una convenzione con Intesa Sanpaolo e Deloitte che ha permesso alle imprese associate di continuare ad applicare lo sconto in fattura, garantendo la cessione del credito e tutelando cittadini e imprese. Una scelta che, secondo Mosanghini, ha fatto la differenza, perché solo chi disponeva di quella convenzione ha potuto proseguire le attività senza blocchi.

Il presidente di ANACAM ha, infine, invitato politica e amministrazioni a riconoscere il valore della mobilità verticale e a costruire strumenti stabili, capaci di garantire continuità, accessibilità e dignità alle persone.

Sul piano tecnico-normativo, Paolo Tattoli, esperto di ascensori e attivo nei gruppi europei di normazione, ha illustrato il lavoro in corso per aggiornare gli standard di accessibilità nel settore del trasporto verticale. Ha spiegato come il DM 236/1989, pur avendo avuto un ruolo fondamentale, sia oggi insufficiente perché basato quasi esclusivamente sulla disabilità motoria e su prescrizioni rigide. Le nuove norme europee, che l’Italia sta contribuendo a scrivere, puntano invece a una progettazione universale, capace di rispondere anche a disabilità sensoriali, cognitive e invisibili. L’obiettivo è rendere ascensori, piattaforme e servoscala realmente utilizzabili da tutti, riducendo le differenze interpretative tra territori, superando i limiti progettuali del passato e favorendo l’adozione futura di uno standard internazionale condiviso.